Oggi interrogati i sospettati La vittima conferma le accuse

Il giudice prende tempo. Sono slittati infatti ad oggi gli interrogatori dei tre ragazzi accusati da una 17enne di averla stuprata la notte di Ferragosto in una spiaggia a Tor San Lorenzo. Il sostituto procuratore di Velletri, Giuseppe Patrone, non ha ufficialmente spiegato i motivi del rinvio (tra l’altro i ragazzi non sono sottoposti ad alcuna misura cautelare ed attendono in casa la convocazione del magistrato) ma è plausibile che abbia deciso di prendersi un giorno in più al fine di avere quanti più dati possibili: dai verbali di interrogatorio della vittima minorenne, alle dichiarazioni dei giovani denunciati, ai referti medici per finire con i risultati delle relative analisi. Il procuratore ha ricevuto infatti solo ieri mattina gli atti compiuti dalla squadra mobile di Roma e nel pomeriggio ha proceduto ad un loro primo esame. Intanto, in attesa appunto degli interrogatori dei tre maggiorenni, la Procura ha convalidato l’acquisizione dei reperti, anche biologici, raccolti dalla polizia subito dopo il presunto stupro. Molto probabilmente sarà richiesto anche l’esame del dna prelevato ai sospettati per procedere ad un confronto con quello che sarà estratto dagli stessi reperti biologici raccolti alla ragazza la sera della denunciata aggressione presso il nosocomio «Ospedali Riuniti» di Anzio-Nettuno. Al momento quindi i tre giovani, i due gemelli di 20 anni e il loro amico di 18, restano denunciati in stato di libertà per violenza sessuale in concorso.
La vicenda del resto presenta ancora qualche lato oscuro. E’ vero che la vittima avrebbe confermato il suo racconto anche alla psicologa che l’ha sentita il 15 agosto presso la Questura di Roma. Ma è altrettanto vero che a discapito dei tre presunti aggressori ci sarebbero diverse testimonianze. Alcuni ragazzi dicono di essere stati presenti quella sera (la polizia ne avrebbe sentiti una trentina, anche se i presenti al falò sulla spiaggia in quel di Tor San Lorenzo erano molti di più) e hanno ribadito che secondo loro non ci sarebbe stata una violenza ma una situazione che è stata equivocata dalla ragazza che non era molto lucida. Del resto in quell’happening notturno di birre ne erano girate molte e più di uno dei presenti era alquanto su di giri per non dire altro. Sembra comunque, stando sempre a questi racconti, che la ragazza ad un certo punto si fosse appartata nel piccolo cortile di una delle case che danno proprio sulla spiaggia - affitata per l’estate della sua famiglia - con uno dei gemelli, mentre l’altro intorno alle 4 sarebbe rientrato per andare a dormire. Il terzo, per fare forse uno scherzo alla coppia, si è avvicinato al cortile poco dopo le 4.30 e a quel punto gli altri giovani hanno sentito le urla della ragazza. Tutti si sarebbero quindi diretti verso il cortile ed avrebbero trovato i tre ragazzi completamente vestiti mentre l’altro gemello si affaccaiava in quel momento dalla casetta. Ma la 17enne, in lacrime ed urlante, avrebbe gridato alle sue amiche l’avvenuta violenza. In particolare la sua confidente principale sarebbe stata l’amica che l’aveva ospitata presso la propria abitazione al mare.
Anche ieri, come domenica del resto, a Tor San Lorenzo non si parlava d’altro. E tra i bagnanti, sotto gli ombrelloni, erano in molti gli «avvocati difensori» dei due gemelli sotto accusa. Tanti dicono come i falò sulla spiaggia da queste parti siano una tradizione, ed anche la sera di Ferragosto se ne potevano osservare decine, uno apresso all’altro sul bagnasciuga. Oltre cinquecento persone in totale divertimento, con più di uno pronto a scambiare festa, andando a bere una cosa da un amico all’altro falò. «Uno stupro qui? Mi sembra impossibile», dicono all’unisono. L’unica cosa che tutti ammettono senza problemi è l’uso di alcol. «E’ normale, tra una grigliata e l’altra scorrono birra e vino a fiumi». Già, forse troppi. Tanto che qualcuno non ricorda bene cosa è successo. E quel confine tra vittima e carnefice ha bisogno di maggiore attenzione per essere definito. Ed è quello che si attendono tutti dopo l’interrogatorio dei tre giovani.

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