Ogni tanto persino «Repubblica» si vergogna di odiare Berlusconi

RomaSiccome c’è un limite a tutto, può accadere che perfino l’antiberlusconiano di ferro Ezio Mauro si vergogni di un antiberlusconismo d’alabastro, scabroso e incontrollato. Succede infatti che su Repubblica una lenzuolata che trasuda odio e insulti firmata Franco Cordero (quello che ha il copyright del «Caimano», ndr) venga relegata a pagina 45. Di solito gli scritti a base di inchiostro e cianuro dell’insigne giurista piemontese sono nobilitati dalla prima pagina, questa volta no. Ma c’è di più: in fondo al consueto trattato d’odio del professor Cordero, a Largo Focchetti hanno ritenuto necessario aggiungere una precisazione. Post scriptum: «Questa riflessione precedeva lo sciagurato evento di piazza Duomo, la cui condanna, condivisa da ogni persona raziocinante, non modifica l’analisi di una lunga congiuntura politica». Una sorta di confessione d’imbarazzo, una specie di riconoscimento di disagio. Come a dire: e se poi i toni della «riflessione» (leggasi summa d’astio) armano la mano di un squilibrato che, in odio al premier, gli spacca la faccia, chessò, con una statuetta d’alabastro del Duomo di Milano?
Già, perché la garbata analisi del professorone sostiene che «Berlusco Magnus vuole un personale dalla fedeltà canina... e aspetta una Carta riscritta su misura, come i doppiopetti». Pur essendo insigne giurista, Cordero sostiene che l’articolo 138 della Costituzione, quello che regola le modalità per cambiare la stessa, se utilizzato da Berlusconi diventa per forza «un arnese» per «fondare un impero a base plebiscitaria». Il democraticissimo disprezzo corderiano investe così anche la maggioranza degli italiani perché Berlusconi «dispone d’un popolo credulo, obbediente, adorante». Stando così le cose, tonnellate di acredine anche per l’opposizione, colpevole di non aver ancora cacciato a suon di pistolettate (o magari a suon di miniature del Duomo in testa) il Cavaliere da Palazzo Chigi. «Gli oppositori praticano un fair play idiota, anziché colpire i punti vulnerabili smascherando l’affarista ignorante, Caimano, criminofilo, guastatore dell’ordinamento, gaffeur sguaiato sulla pelle italiana».
Parole come pietre, o meglio come sculture raffiguranti la cattedrale di Milano, anche più avanti dove Berlusconi «è invecchiato nella filibusteria dei colletti bianchi accumulando una fortuna colossale in scherno alla legalità... Il precedente più simile viene dalla Germania ante 23 marzo 1933». Addirittura un Hitler in potenza: legittimo, quindi, abbatterlo con ogni mezzo, sia esso piombo o alabastro a forma di chiesa meneghina. Ecco quindi il soffice consiglio al Pd: «Se vuole un futuro politico la sinistra cambi stile e strategia: sinora ha adempiuto malissimo la sua parte; merita le sconfitte, il discredito, l’astensione elettorale».
Il professore, anzi (cattivo) maestro, è tranchant: «Che l’antiberlusconismo non porti da nessuna parte, è massima di una politica codarda, immorale, stupida, suicida... e che imbroglio sono le misteriose riforme da combinare insieme». E ancora: «Pirati arrembanti lo Stato... Ciurme che votano privilegi... Paese mezzo inebetito...

Occupazione dello Stato debellando i resistenti». Ecco, resistenti... Che bello, per Cordero, un’altra Resistenza con i novelli partigiani, fucili sottobraccio. E se poi non si trovano le carabine, in fondo vanno bene anche tanti, tantissimi, souvenir del Duomo.

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