Leggi il settimanale

Sos famiglie: un bimbo ogni ora viene dato in affido

Oltre 33mila in un anno i minori tolti ai genitori: ma manca un vero censimento

Sos famiglie: un bimbo ogni ora viene dato in affido

I numeri, inediti, documentano una realtà assai più vasta di quel che si potrebbe pensare e suscitano più di una domanda. Dunque, alla fine del 2024 i minori in affidamento presso famiglie erano in Italia 15.075; quelli accolti nei "servizi residenziali", insomma in istituti come le case famiglia, erano ancora di più: 20.592. Il totale, secondo altri conteggi e parametri leggermente diversi e più restrittivi, non è la somma esatta delle due voci ma scende a 33.325. Il dato, raccolto in esclusiva dal Giornale, emerge da una tabella annegata in un chilometrico rapporto del ministero del Lavoro che mette in fila i "i minorenni in affidamento familiare per almeno 5 notti la settimana e quelli accolti nei servizi residenziali".

Insomma, l'affido è uno strumento flessibile che mette insieme situazioni diverse, più o meno rigide, con distacco totale o parziale, anche solo diurno, dalla famiglia di origine, e questo rende le statistiche ancora più ballerine di quanto già non siano.

REGISTRI INESISTENTI

Non a caso, il governo si è accorto, anche se pare incredibile, che non c'è al momento un censimento completo, un atlante esauriente degli affidi in Italia, materia incandescente e però mai studiata fino in fondo in tutte le sue dimensioni. La storia, ancora in corso, della Casa nel bosco, una favola senza lieto fine e anzi sempre più drammatica, ha fatto scoprire agli italiani il tira e molla fra giudici e famiglie che spacca il Paese. E però proprio la vicenda di Catherine, Nathan e dei loro figli mostra la farraginosità delle radiografie fin qui effettuate. Infatti, la signora Catherine è ospitata presso la stessa struttura in cui sono stati collocati i suoi tre bambini e può vederli in alcuni momenti della giornata. Quindi, questo caso entra ed esce dalle statistiche e dalle tabelle, a seconda del metodo di rilevazione effettuato.

Altri numeri arrivano da un meritorio monitoraggio compiuto dall'allora Guardasigilli Alfonso Bonafede ai tempi del Governo Conte 2. Allora fu istituito un tavolo di studio e i ricercatori bussarono alle porte di tutti i tribunali italiani, per conoscere le singole storie e le motivazioni di ciascun affido che alla fine rappresenta sempre uno strappo doloroso e dovrebbe essere un'eccezione. Insomma, in quel caso, non si scattò solo una foto statica del fenomeno, un po' come quella firmata dal Ministero del lavoro, ma si colsero i flussi nel loro divenire, fra il 1 gennaio 2018 e il 30 giugno 2019.

CALCOLI IMPOSSIBILI

Ecco, in quell'occasione si arrivò a quota 12.338 minori finiti nei gironi dell'affido nell'arco di quei 18 mesi. Se dividiamo per il numero dei giorni si arriva a 23 minori ogni 24 ore tolti alle famiglie e collocati da qualche parte, seguendo i due grandi canali delle famiglie e delle case famiglia.

Ventitré bambini o comunque 23 under 18 strappati alle mamme e ai papà è un dato che impressiona, eppure sconosciuto all'opinione pubblica. Non solo, il trend, per quanto seguito e monitorato finora con modalità talvolta confuse, è sicuramente in aumento. Se torniamo alla tabella del ministero del Lavoro, vediamo che le cifre salgono anno per anno. I minori in affido erano 30.588 nel 2002, erano saliti a 30.936 nel 2023, erano lievitati a 33.325 nel 2024. Con un incremento vicino al 10 per cento in un paio di anni.

Un altro elemento su cui riflettere, prima di schierarsi di qua o di là come capita nei talk a proposito di vicende così divisive, è la prevalenza in percentuale delle case famiglia, più in generale delle strutture di assistenza, rispetto alle famiglie affidatarie. Più di ventimila, come si sottolineava prima, contro i circa quindicimila fanciulli alle prese con nuovi papà e mamme, sia pure temporanei e con scadenza incorporata.

Una questione diventa fondamentale: questo stato di cose è così sul campo o è in qualche modo il frutto di una scelta, magari per tenere vivo un business corposo come quello delle strutture che erogano assistenza ai minori? Sulla carta, in generale, le famiglie dovrebbero infatti sempre essere la prima opzione da parte dei giudici, ma nessuno conosce esattamente la geografia degli affidi.

"Non esiste - risponde Assuntina Morresi, vicecapo di gabinetto vicario della ministra della famiglia Eugenia Roccella - un elenco dei nuclei disposti ad accogliere i minori in casa, anche perché non esiste un'idoneità all'affido. Quindi ogni interpretazione rischia di essere parziale o addirittura fuorviante".

PROPOSTA DI LEGGE

Per questo i ministri Carlo Nordio e Eugenia Roccella hanno presentato nelle scorse settimane una proposta di legge che istituisce un registro nazionale degli affidi. Anzi, due: il primo presso il Dipartimento della famiglia alla Presidenza del consiglio, il secondo in ogni tribunale. Le due liste saranno complementari e in questo modo avremo, se il progetto diventerà legge, tutti i provvedimenti, tutte le motivazioni, tutte le spiegazioni che oggi restano avvolte nella nebbia e incapsulate in letture ideologiche. Ad oggi non conosciamo la durata media degli affidi ma il dato che manca è molto importante perché parliamo di uno strumento per definizione temporaneo, prima di tornare a casa o trovare con l'adozione una nuova famiglia. Si aspettano i numeri giusti.

E parallelamente si aspetta un esito della telenovela della famiglia nel bosco che, se non altro, ha il merito di aver scoperchiato un vaso di Pandora. Anche in quella vicenda i nodi da sciogliere sono parecchi: c'è infatti un nuovo colpo di scena. La perizia psichiatrica sui genitori slitta ancora: manca interprete del tribunale.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica