Ora anche la destra giovanile scarica i futuristi Il Cav: "Pochi transfughi tradiscono, ma voi no"

Il senatore Pdl Gramazio lancia "Rivolta Ideale", fondazione che riunisce le associazioni della destra sociale e che non si riconosce nel Fli. Plauso del Cav: "Si contrappongono alla sinistra erede del comunismo e sostengono il governo del fare". Sondaggio: sette italiani su 10 stanno con Silvio

Ora anche la destra giovanile scarica i futuristi 
Il Cav: "Pochi transfughi tradiscono, ma voi no"

Roma - Anche la base giovanile della destra ha scaricato i futuristi del Fli. Una fondazione porterà avanti questa "Rivolta ideale" al fianco del Pdl. Una fondazione che ha l’orgoglio e il merito politico di riunire le associazioni della destra sociale che non hanno mai rinnegato né tradito la propria storia e i propri valori. Lanciando una durissima stoccata a quei "pochi transfughi" fedeli a Gianfranco Fini e "passati con l’opposizione", il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha applaudito al progetto riconoscendo alla neonata fondazione il merito di continuare a "contrapporsi con onore alla sinistra erede del comunismo e a sostenere il nostro governo del fare".

L'argine alla sinistra comunista "Le sinistre pretendono di essere cambiate, dicono di essere diventate liberal-democratiche. Ma non è vero. I loro uomini sono sempre gli stessi. La loro mentalità, la loro cultura, i loro più profondi convincimenti, i loro comportamenti sono rimasti gli stessi". Il messaggio del Cavaliere è chiaro. Da una parte c'è il rischio di una cultura comunista che non è mai mutata, dall'altra un governo che lavora per riformare l'Italia: "Gli orfani e i nostalgici del comunismo non sono soltanto impreparati al governo del Paese, portano con sè anche un retaggio ideologico che stride e fa a pugni con le esigenze di una società moderna e libera". E proprio con questa opposizione Fini ha deciso di scherarsi voltando le spalle al proprio passato. Tuttavia, "nonostante i pochi transfughi passati all’opposizione, la maggioranza, anche se meno numerosa, è più coesa di prima e ci consentirà di completare il programma".

L'orgoglio di una storia Nel progetto di "Rivolta ideale" non c'è alcuna ansia identitaria, come malignamente scritto in questi giorni dal Secolo d'Italia. Piuttosto vive la consapevolezza di un’identità di cui siamo orgogliosi. La fondazione raggruppa, infatti, molti esponenti dell’ex Msi nell'intento di ricordare che la storia politica della destra non parte dal 1995 con la fondazione di Alleanza nazionale ma dal 1946. "Fli non ci appartiene - assicura Gramazio - tutti gli uomini che sono qui sono contrari alla linea politica di Gianfranco Fini". Insomma, una fondazione che senza nostalgie raccoglie energie e patrimoni ideali per inserirli nel dibattito dell’Italia del 2011. Per il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, il progetto racchiude "tanta parte di storia che è stata determinante per ciascuno di noi". Da qui la volontà di recuperare la memoria di una destra che ha sempre cercato di dare legittimità a un polo ingiustamente escluso".

Realizzare una società più libera Anche nel dna della Fondazione "Rivolta Ideale" vive l'impegno di costruire una società più libera. Proprio per questo, in occasione della presentazione a Palazzo Madama, il premier ha accolto la neonata fondazione nell'universo del centrodestra. "Il nostro sogno è di realizzare una società libera dove non ci sia la paura, dove al posto dell’invidia sociale e dell’odio di classe, stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l’amore per il lavoro, la tolleranza ed il rispetto per la vita", ha spiegato Berlusconi rivolgendosi alle "donne di valore e uomini coraggiosi e coerenti" della fondazione promossa dal senatore Domenico Gramazio. "La famiglia, la nazione, i valori autentici del lavoro - conferma Maurizio Gasparri - hanno sempre caratterizzato l’impegno politico della destra". D'altra parte, il Cavalere è carico di ottimismo: "Sono certo che riusciremo a trasformare questo sogno in realtà".

L'impegno a ultimare le riforme Il capo del governo è poi tornato ad assicurare la tenuta della maggioranza: "Completeremo entro il termine naturale della legislatura il programma di riforme approvato dagli italiani". D'altra parte i "transfughi" di Futuro e Libertà non fanno più paura. Il progetto politico del presidente della Camera è al collasso. E i sondaggi li danno in picchiata. Ora che la minaccia è stata arginata, quindi, il governo ultimerà le riforme previste dal programma. Così, oltre al federalismo fiscale ed al rilancio dell’economia, Berlusconi ha confermato che in cantiere ci sono anche la riforma costituzionale della Giustizia e la riforma delle intercettazioni.

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