Ora la clandestinità diventa un reato

RomaEssere clandestini in Italia da domani sarà reato. Il tempo di permanenza nei Cie, i centri di identificazione ed espulsione per irregolari, sale a sei mesi. Lo straniero che sposa un italiano deve aspettare tre anni dal matrimonio per ottenere la cittadinanza. E per richiederla deve pagare una tassa di 200 euro. Anche il permesso di soggiorno avrà un costo (da 80 a 200 euro, dovrà definirlo il ministero dell’Economia). Gli italiani che affittano stanze a clandestini per ricavarne «ingiusto profitto» saranno puniti con tre anni di reclusione.
Regole nuove, più severità: da domani cambiano radicalmente le politiche sull’immigrazione. Ma leggendo il primo articolo della legge 94/2009, quello tutto dedicato a questo argomento, ci si rende conto che l’impianto non è solo repressivo: emerge un tentativo di tutela dello straniero regolare, di chi richiede asilo, dei minori. L’intransigenza è per la clandestinità nei suoi aspetti più criminali.
Una norma di cui si è parlato poco sinora introduce ad esempio un inasprimento delle pene per i «traghettatori» di clandestini: fino a cinque anni di reclusione e fino a 15mila euro di multa a carico del «Caronte del mare» per ogni persona trasportata. A difesa dei minori, si impone la revoca della patria potestà per il genitore che sfrutta il suo bambino per chiedere l’elemosina. Si garantisce ai ragazzi che hanno conseguito un dottorato o un master di secondo livello, e che hanno il permesso di soggiorno scaduto, di rimanere comunque in Italia altri dodici mesi per cercare lavoro.
La nuova legge renderà nel complesso «più efficaci le espulsioni» per chi non ha diritto a rimanere in Italia, ripete il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Prima di tutto grazie all’introduzione del contestato reato di clandestinità. Esiste già in molti Paesi d’Europa. È stato necessario introdurlo perché solo in questo modo si può rimpatriare uno straniero irregolare. L’ultima direttiva dell’Unione Europea approvata a dicembre impone infatti il riaccompagnamento coatto per un clandestino solo in presenza di un reato. In caso contrario, le autorità possono solo consegnare un foglio di via. Ma gli «inviti a scomparire» rivolti dai questori ai clandestini sono stati sempre il motivo del fallimento delle espulsioni in Italia: nessuno straniero torna a casa di sua volontà e con il sorriso. Ecco perché introdurre il reato di clandestinità era una necessità. Lo straniero clandestino, dice la nuova legge, viene punito «con l’ammenda da 5mila a 10mila euro». Se rientra nel territorio italiano può essere portato in carcere e può scontare da 1 a 4 anni. Non collaborare nei centri Cie significherà inoltre per uno straniero il rischio di essere trattenuto nella struttura per 6 mesi. Questa è un’altra norma sull’immigrazione in linea con la direttiva rimpatri della Ue (che parla anzi di 18 mesi). La legge introduce anche il concetto della necessaria integrazione dello straniero: il permesso di lungo soggiorno viene rilasciato solo se l’immigrato supera «un test di conoscenza della lingua italiana».

Commenti