Ora la «gazzetta delle procure» avvisa Alfano

Prima Gianni Letta, poi Angelino Alfano. Il «pronti, via!» del Fatto Quotidiano di Antonio Padellaro e Marco Travaglio, giunto oggi al quarto numero in edicola, sparando in prima pagina due indagati eccellenti in tre giorni, sembrerebbe confermare la tesi che proprio Travaglio smentisce nell’editoriale di ieri. Per lui, solo «qualche buontempone» può sostenere che il nuovo quotidiano sia «“il giornale delle procure”, specializzato nel “genere giudiziario”».
Sarà, ma di certo, il «genere giudiziario», come era prevedibile, monopolizza almeno questi primi numeri della new entry del panorama editoriale italiano, e ieri ben tre dei titoli principali della prima pagina erano dedicati al tema. L’apertura, come detto, punta al Guardasigilli. Indagato, spiega Il Fatto, per abuso d’ufficio dalla procura di Roma, in attesa di una pronuncia del Tribunale dei ministri. «Ostacolava i pm del caso Fitto», recita il catenaccio di prima pagina. In soldoni, in seguito a una serie di esposti contro la procura di Bari presentati dal ministro per gli Affari regionali, Alfano avrebbe ordinato un’ispezione negli uffici giudiziari del capoluogo pugliese. E quell’ispezione sull’attività di tre pm e del procuratore aggiunto Marco Di Napoli (che avevano indagato proprio Fitto), scrive il quotidiano di Padellaro, avrebbe potuto essere fatale alle ambizioni di Di Napoli, in attesa di nomina a capo della procura di Brindisi. E l’assenza del «concerto» di Alfano alla nomina, che non arrivava al Csm, sarebbe alla base dell’apertura del fascicolo per abuso d’ufficio. Il fatto è che il via libera di Alfano è arrivato. A dire il vero, è proprio il Fatto a raccontarlo, riportando la notizia che da pochi giorni Di Napoli ha ottenuto quell’incarico. Anche Alfano spiega che il procedimento «è un atto dovuto», che «trae origine da una vicenda che non mi riguarda» e che «è già stata superata dai fatti poiché il dottor Di Napoli, con mio previo concerto, è stato già nominato dal Csm alla guida della procura di Brindisi».
D’altra parte la decisione di inviare gli ispettori a Bari è del 13 marzo, mentre il Csm fa il nome di Di Napoli per l’incarico a Brindisi il 7 aprile: scansione temporale che rende difficile ipotizzare che la «visita» degli 007 di via Arenula fosse mirata a mettere in difficoltà il pm per la sua nomina, tanto che ieri le agenzie di stampa pronosticavano la prossima archiviazione del caso. E, da Bari, c’è chi ipotizza che il ministro indagato in prima pagina sia un messaggio al nuovo procuratore capo Laudati, mandato in Puglia da Alfano, che sui verbali di Tarantini sulle ragazze ai festini di Berlusconi ha tagliato corto: per il premier nessuna responsabilità penale.

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