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"Ora il Pd vuol decidere chi può manifestare"

Salvini sulla richiesta di vietare il "Remigration summit" in Duomo

"Ora il Pd vuol decidere chi può manifestare"
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"Mi ha incuriosito la posizione della presidente del Consiglio comunale" Elena Buscemi "che ha chiesto a prefetto e questore di non dare il permesso al Remigration Summit dei Patrioti il 18 aprile in piazza Duomo. Siamo in un paese libero e democratico - ricorda Matteo Salvini -, abbiamo invitato forze di governo e di opposizione di tutta Europa, che qualcuno possa decidere chi può e chi non può manifestare in Duomo e portare le proprie idee e chi invece non ne ha diritto è curioso, tanto più che lo faccia una rappresentante di un partito che si definisce Democratico". Il leader della Lega interviene sull'ordine del giorno depositato due giorni fa dalla Pd Buscemi per chiedere al sindaco Sala e alla giunta di "condannare in maniera ferma i contenuti della mobilitazione" e a questore e prefetto di stoppare l'evento "per motivi di ordine pubblico" e "perchè è una palese violazione della Carta costituzionale". Salvini ricorda lo slogan - "In Europa padroni a casa nostra" - e il significato della kermesse: "Noi vogliamo un'Europa che aiuti gli Stati a crescere e non a indebolirsi e aiuti i giovani a restare e non a fuggire. La piattaforma è lavoro, giovani, sicurezza e pace, che non vuol dire andare in piazza con la bandiera ma lavorare affinchè la diplomazia torni a contare e non siano solo la forza e le armi a decidere. Sono sicuro che anche chi non la pensa come noi non si metterà di traverso". Il sottosegretario leghista alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli li definisce "democratici a targhe alterne: quando anarchici e centri sociali devastano le nostre città rimangono in silenzio, quando si vuole manifestare pacificamente per difendere valori, tradizioni e identità cercano di vietare la manifestazione e censurare il pensiero di milioni di italiani". Lo chiama "fascismo rosso" il segretario provinciale Samuele Piscina.

Il capogruppo regionale del Pd Pierfrancesco Majorino si schiera ovviamente a fianco di Buscemi: "Mi pare non sia più una normale manifestazione politica, siamo di fronte a un appuntamento dell'odio e come tale giustamente, chiede di valutare se davvero ha le caratteristiche per essere autorizzato". Aggiunge che "è totalmente folle per gli interessi della stessa regione Lombardia. Se i cittadini d'origine straniera tornassero nei paesi d'origine conosceremmo un crollo da tutti i punti di vista ed è incredibile che il governatore Fontana partecipi". Per il capogruppo leghista Alessandro Verri l'odg è "un atto gravissimo e senza precedenti, usa le istituzioni per colpire politicamente un evento legittimo" e "ancora più gravi e preoccupanti sono le parole di Majorino che mette in discussione il diritto stesso di manifestare, impostazione profondamente intollerante e antidemocratica. La Costituzione tutela il diritto di manifestare e non spetta al Comune né a esponenti Pd decidere quali idee si possano esprimere in piazza". L'eurodeputata leghista Silvia Sardone rincara la dose: "Continuano le ridicole e imbarazzanti dichiarazioni di esponenti di Pd, Avs e Iv.

Stiano sereni: saremo in piazza a ribadire il nostro impegno per la difesa dei confini, per l'espulsione dei delinquenti stranieri e contro l'islamizzazione crescente. Loro possono benissimo andarci con i delinquenti dei centri sociali". E ieri in Statale i no global si sono riuniti per organizzare la contromanifestazione in centro lo stesso giorno, lo slogan è "Milano è migrante".

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