Osama minaccia Obama: parleremo con gli aerei

«Da parte di Osama a Obama: se i nostri messaggi potessero essere trasmessi con le parole non li avremmo trasmessi attraverso gli aerei». Lo sceicco del terrore (o chi per lui, visto che la sua esistenza in vita è messa in dubbio da molti) torna a minacciare gli Stati Uniti e lo fa con un nuovo messaggio audio diffuso dalla Tv pan-araba Al Jazeera che agli esperti americani di Intelcenter, specializzati nel monitoraggio dei siti islamici, sembra scritto «con un linguaggio specifico che il leader di Al Qaida utilizza prima dei suoi attacchi». Preoccupante, in particolare, il passaggio in cui Bin Laden si rivolge «a tutta la gente dei Paesi alleati con il tirannico governo statunitense».
Bin Laden si rivolge dunque direttamente al presidente degli Stati Uniti, a tre giorni dal discorso sullo stato dell’Unione che Barack Obama terrà davanti al Congresso e dall’apertura delle Conferenze internazionali di Londra sull’Afghanistan e sullo Yemen cui parteciperà il suo ministro degli Esteri Hillary Clinton. Il momento è molto delicato: non solo a Londra si è deciso di innalzare da «concreto» a «grave» il livello dell’allerta terrorismo, ma più in generale dopo il fallito attentato di Natale sul volo Amsterdam-Detroit la psicosi del kamikaze islamico è tornata a far moltiplicare allarmi veri e falsi negli aeroporti occidentali.
La presunta voce di Osama bin Laden ha rivendicato ad Al Qaida la maldestra ma ben organizzata azione del giovane nigeriano Abdulmutallab sul volo transatlantico Delta del 25 dicembre e ha minacciato nuovi attentati simili in America. «Il messaggio che vi volevamo trasmettere attraverso l’aereo del militante Omar al Faruk - queste le parole di Bin Laden - conferma i precedenti messaggi che vi sono stati recapitati dagli eroi dell’11 settembre e cioè che gli Stati Uniti non potranno godere di una vita serena fintanto che noi non la potremo godere in Palestina».
Quello mediorientale è il punto su cui il leader terrorista islamico ha maggiormente insistito nel suo messaggio di ieri. Bin Laden incolpa l’America del sostegno a Israele e la minaccia di continuazione dei suoi attacchi «fino a quando continuerete ad appoggiarlo». Non manca una frase minacciosa e melodrammatica al tempo stesso rivolta personalmente a Barack Obama: «È triste vedere che lei vive in un posto sicuro, mentre i nostri fratelli soffrono a Gaza».
La dura reazione della Casa Bianca è stata affidata al portavoce Robert Gibbs, che ha detto che «nessuno ha avuto l’opportunità di autenticare il nastro» di Bin Laden, che ha comunque definito «un codardo furfante assassino che qualcuno un giorno porterà davanti alla giustizia». Osama bin Laden, ha detto il consigliere della Casa Bianca David Axelrod, «è un assassino che ha ucciso più musulmani di quanto non abbiano fatto persone di altre religioni». Gli Stati Uniti, ha assicurato, «continueranno a rimanere all’offensiva contro di lui e contro Al Qaida per proteggere il popolo americano». Quanto all’aspetto dell’autenticità del messaggio, Axelrod non ha voluto attribuirgli molta importanza: «Anche supponendo che sia lui, il suo messaggio contiene le stesse vuote giustificazioni per l’uccisione di massa di innocenti che abbiamo già sentito in precedenza», ha detto alla Cnn.
Il primo messaggio audio di Osama bin Laden del 2010 è in effetti nel solco dei precedenti inviati negli ultimi anni. L’ultimo risaliva al 25 settembre scorso e conteneva minacce ai Paesi europei se non avessero ritirato le proprie truppe dall’Afghanistan. Undici giorni prima il più famoso ricercato del mondo aveva rivolto un «messaggio al popolo americano» per metterlo in guardia dalla perdurante influenza dei neo-con e dall’alleanza con Israele.
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