Alla Scala succedono due cose che fino a poco tempo fa sarebbero sembrate improbabili: Otello perde il cerone e un direttore musicale lascia l'incarico senza sbattere la porta. In mezzo, una tournée in Corea e Giappone, John Adams, e un sovrintendente che apre la conferenza stampa ringraziando lo Stato. È, in sintesi, la stagione 2026-2027.
Ma andiamo con ordine. La nuova stagione del Teatro alla Scala è zeppa di "prime volte". Si comincia il 7 dicembre con Otello di Verdi, regia di Damiano Michieletto, che decide una piccola rivoluzione estetica: il Moro di Venezia avrà il volto bianco. "Mai accaduto alla Scala", ammette il sovrintendente Fortunato Ortombina: "Ma non toglierà nulla alla natura del personaggio". Sul podio ci sarà Myung-Whun Chung, fresco di contratto da direttore musicale fino al 2030, firmato proprio giovedì. Una nomina che suggella un rapporto lungo 37 anni, 80 recite d'opera e 150 concerti alla Scala. E che si traduce in una dichiarazione d'amore più che in un programma: "Posso offrire ai musicisti un amore senza confini". Come? "Non ho progetti. Chiedetelo al sovrintendente, l'unico uomo che abbia incontrato che ama Verdi più di me". Intanto nel settembre 2027 Otello, orchestra, coro e tecnici al completo, volerà a Busan per inaugurare il nuovo teatro della città sudcoreana, dove è nato Chung.
Sul fronte dei rapporti interni, il passaggio tra Chung e Riccardo Chailly avviene senza scosse. Anzi, senza "fragore di porte", come sottolinea Ortombina. Chailly tornerà spesso, anzitutto per una nuova produzione di The Rake's Progress di Stravinskij, a Pasqua per la Passione di Bach.
Il cartellone alterna grandi classici e riscoperte. Tornano Don Giovanni per la regia di Carsne e La Bohème di Zeffirelli, quindi Macbeth con Chung sul podio.
Tra le novità spiccano Les Pêcheurs de perles di Bizet, assenti dal 1948, Don Quichotte di Massenet e Nixon in China di John Adams. La stagione sinfonica si muove all'ombra di Beethoven, con due nomi speciali: Klaus Mäkelä e Kirill Petrenko. Potenti anche due fra i pianisti ospiti: Alexander Malofeev e Daniil Trifonov.