Non è di certo un mistero che molti over 60 sono convinti che, con l’avanzare dell’età, la perdita di sonno sia un fenomeno naturale e diffuso. Secondo il parere di molti adulti, infatti, con la vecchiaia è normale dormire poco e questo rappresenta il naturale corso degli eventi. In realtà si tratta di un vero e proprio falso mito che, se perpetrato, può avere delle conseguenze molto gravi sulla salute delle persone. Dormire non è solo un modo per riposarsi o sfuggire a una realtà troppo difficile: si tratta, in realtà, di un atto fondamentale per la salvaguardia della salute del nostro organismo. Durante il sonno, infatti, il nostro corpo recupera le energie disperse durante la giornata e la nostra mente, di fatto, è come se si riavviasse per affrontare altre ore di veglia. Per questo è importante dormire bene e a lungo a qualsiasi età. Secondo gli studi, per godere a pieno della rigenerazione data dal sonno, bisognerebbe dormire in media dalle 7 alle 9 ore a notte, sia che si abbiano vent’anni, sia che se ne abbiano 70.
Tuttavia gli Over 50 lamentano spesso una certa difficoltà a dormire al ritmo suggerito dalle linee guida internazionali e la percentuale sale tra gli Over 60. A sottolineare l’importanza del sonno è Giorgio Sesti, docente di Medicina Interna all’università la Sapienza di Roma che all’Adnkronos ha spiegato che il sonno “serve per ricaricare le batterie organiche, la biologia del nostro corpo perché riduce la frequenza cardiaca, quindi mette a posto il cuore, mette a riposo il cervello, mette a riposo i polmoni e il metabolismo e così via.” Secondo il professore, infatti, chi dorme poco o, peggio, soffre di insonnia ha più possibilità di andare incontro a gravi conseguenze per la salute. Secondo Sesti, inoltre, se si dorme poco “si aumenta di peso” perché “la mancanza di sonno incide sul setting ormonale”. Il docente, ancora, sottolinea che il sonno deve essere sereno e, soprattutto, ininterrotto. Perciò i pisolini durante il giorno non contano nel computo delle ore necessarie agli Over 60 per avere un sonno ristoratore e spesso hanno un effetto negativo perché impattano sul sonno notturno. Ad essere importante, dunque, non è andare a letto tardi o svegliarsi presto la mattina: l’importante è che l’organismo abbia il tempo necessario a godere degli effetti benefici di una bella dormita.
Tra i tanti effetti collaterali che la mancanza di sonno porta con sé ci sono problemi alla memoria e, in generale, alle varie funzioni cognitive del cervello. Meno si dorme e più aumentano i rischi di problemi vascolari, mettendo a repentaglio il corretto funzionamento del cuore. Come se non bastasse, l’insonnia o un tempo di sonno inferiore alle 7 ore reiterato nel tempo aumenta anche il rischio di sviluppare depressione o di soffrire di invalidanti sbalzi d’umore. Infine Giorgio Sesti ha anche indicato alcuni accorgimenti da prendere per far sì che gli Over 60 possano dormire bene e per le ore necessarie. Consiglia, infatti, di fare attività fisica, sebbene non in tarda serata, per non correre il rischio di ottenere l’effetto contrario.
Bisogna stare lontani da qualsiasi sostanza eccitante, come anche caffè e tè, non fissare schermi (quindi tv e telefoni) per almeno un’ora prima di mettersi a letto e, infine, sarebbe auspicabile dormire in una stanza completamente buia con una temperatura tra i 19 e i 21 gradi.