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P3, indagati Dell'Utri e Cosentino: assalto al Pdl Berlusconi: il coordinatore non è in discussione

Si allarga l'inchiesta sulla loggia segreta nata da uno stralcio dell’indagine degli appalti sull’eolico in Sardegna. Il sottosegretario: "Accuse surreali, uso politico della giustizia". I pm: "La cricca Carboni provò ad avvicinare i giudici dell'inchiesta G8". Il premier chiama Verdini: non sei in discussione

P3, indagati Dell'Utri e Cosentino: assalto al Pdl 
Berlusconi: il coordinatore non è in discussione

Roma - Una nuova bomba scuote l’inchiesta sulla cosidetta P3 nata da uno stralcio dell’indagine degli appalti sull’eolico in Sardegna. Anche il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri e il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino sono, infatti, indagati a Roma. Dell’Utri e Cosentino sarebbero accusati di associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulla costituzione delle associazioni segrete. Ma il sottosegretario all'Economia ribatte: "Accuse surreali". Intanto la procura di Roma fa sapere che Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi volevano avvicinare anche i magistrati di Firenze che indagavano sul G8 della Maddalena e sugli altri grandi eventi affidati alla Protezione civile.

Le accuse a Dell'Utri Il nome di Dell’Utri, nell’ordinanza di custodia cautelare per Carboni e gli altri, è citato nella cena della sera del 23 settembre scorso, in casa del parlamentare del Pdl, Denis Verdini. A quell’incontro a palazzo Pecci Blunt, in base all’atto del gip De Donato, presero parte oltre a Carboni e Dell’Utri, anche Arcangelo Martino, Pasquale Lombardi, Giacomo Caliendo, i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller. Dell’Utri avrebbe partecipato anche ad altre due riunioni, avvenute il 9 e il 13 dicembre scorso, l’una in casa di Verdini e l’altra in Sardegna, a cui presero parte Carboni e gli altri, tra cui lo stesso governatore Cappellacci. Nell’ordinanza del gip De Donato si ricorda che "le iniziative volte a ottenere l’approvazione di un regolamento favorevole alle iniziative di Carboni (rispetto all’eolico, ndr) proseguono nei mesi di dicembre e di gennaio".

Le accuse a Cosentino Cosentino sempre nell’atto firmato dal giudice De Donato, è chiamato in causa rispetto alla diffamazione nei confronti del presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, rispetto a quanto ipotizzato riguardo presunte frequentazioni e abitudini personali del governatore. A carico del sottosegretario sono anche le pressioni che avrebbe esercitato sulla Cassazione per anticipare l’udienza in cui doveva essere discusso il ricorso contro la misura cautelare nei suoi confronti dal tribunale di Napoli. "Cosentino ha appreso la notizia dalle agenzia di stampa, non avendo avuto nessuna comunicazione ufficiale dalle autorità giudiziarie", ha fatto però sapere Paola Picilli, portavoce del sottosegretario all'Economia.

Cosentino: "Accuse surreali" Il sottosegretario Pdl all’Economia definisce "surreali" le accuse nei suoi confronti mosse nell’inchiesta sull’eolico in Sardegna e chiede di mettere fine all'"uso politico della giustizia" denunciando come nei sui confronti "anche questa volta le impronte digitali" dei suoi accusatori siano le stesse. "Ancora una volta - dice Cosentino, raggiunto telefonicamente - apprendo dalle agenzie di stampa di essere sotto inchiesta da parte di qualche procura per aver commesso qualcosa. Questa volta mi pare che si tratti di una sorta di banda del torchio dal sapore davvero surreale. Mi chiedo quando e se si finirà di usare la magistratura per altri fini. In ogni caso anche questa volta le impronte digitali sono le stesse".

Il gruppo Carboni e l'inchiesta G8 Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi volevano avvicinare anche i magistrati di Firenze che indagavano sul G8 della Maddalena e sugli altri grandi eventi affidati alla Protezione civile. Nel provvedimento di custodia cautelare emesso dalla procura di Roma si spiega che il gruppo utilizzava l’associazione culturale Centro studi giuridici di Lombardi come strumento "per acquisire e rafforzare utili conoscenze nell’ambiente della politica e della magistratura", in base a quanto riportato nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Giovanni De Donato. Tra le iniziative, poi annullate in seguito al fallito intervento di far accogliere il ricorso elettorale della lista "Per la Lombardia" di Roberto Formigoni, organizzate tramite proprio l’associazione culturale, "l’invito al convegno milanese programmato per il marzo 2010 (e poi annullato) rivolto ai magistrati della Procura di Firenze dopo l’esecuzione di alcune misure cautelari ad opera di quell’ufficio - spiega il giudice - nel mese di febbraio 2010, in relazione ad alcune ipotesi di reato che coinvolgevano rappresentanti della pubblica amministrazione, del mondo politico e dell’imprenditoria".  

Pratica del Csm su Marra La prima commissione del Csm ha deciso di aprire una pratica su Alfonso Marra, il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Milano il cui nome è emerso nell’inchiesta relativa all’eolico. Secondo quanto si apprende, i consiglieri di palazzo dei Marescialli hanno istruito la pratica e l’hanno trasmessa all’ufficio di presidenza del Csm, che valuterà i prossimi passi. Se dall’istruttoria di Palazzo Marescialli emergeranno eventuali illeciti disciplinari da parte del magistrato o di qualche altro componente della magistratura la pratica verrà trasmessa ai titolari dell’azione disciplinare.

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