Palermo, si allarga lo strappo nel Pdl: i "ribelli" fanno un gruppo autonomo

Al Consiglio comunale del capoluogo siciliano è nato «Pdl Palermo», che fa capo alla corrente del sottosegretario Gianfranco Miccichè. E la fronda interna si estende

È ormai resa dei conti aperta nel Pdl siciliano. Dopo il "licenziamento", dalle giunte del Comune e della Provincia di Palermo, degli assessori che si riconoscono nell'area che fa capo al sottosegretario Gianfranco Micciché, area che si contrappone a quella guidata dal ministro di Giustizia Angelino Alfano e dal presidente del Senato Renato Schifani, ecco che arrivano le prime "risposte". In seno al Consiglio comunale del capoluogo siciliano, infatti, è nato il gruppo Pdl-Palermo. Ne fanno parte due consiglieri, che vanno aggiungersi ai cinque che nello stesso Consiglio già si riconoscono nell'area Miccichè. E a Monreale, grosso comune alle porte della città celebre per la cattedrale normanna e feudo del presidente Schifani, è nato qualche giorno fa il «Club della Libertà», un sodalizio benedetto da due fedelissimi di Miccichè - i senatori del Pdl Pippo Fallica e Mario Ferrara - e da un finiano "doc", il deputato regionale Alessandro Aricò.
Insomma, ormai si va alla conta. Obiettivo, arrivare a una rifondazione del Pdl siciliano, attualmente guidato da Giuseppe Castiglione (area Alfano-Schifani) e dal senatore Domenico Nania. Gli schieramenti sono chiari. Da un lato c'è il Pdl per così dire "ufficiale", che si riconosce a livello locale nei coordinatori Castiglione e Nania e a livello nazionale nell'asse Alfano-Schifani; dall'altro c'è il Pdl dei ribelli di Miccichè e di un altro deputato siciliano del Pdl, Dore Misuraca, cui si aggiungono alcuni ex di An fedelissimi di Fini e l'Mpa di Raffaele Lombardo. Insomma, un bel pasticcio.
Non un pasticcio tout court, però. Già, perché alla base c'è un disegno preciso. Spiega proprio il deputato regionale Aricò: «La costituzione del nuovo gruppo politico Pdl Palermo presso il Comune di Palermo evidenzia il copncretizzarsi di un progetto politico importante che faccia chiarezza all'interno della confusione che ha regnato e che c'è ancora nel Pdl siciliano. Giù durante la riunione preliminare di inizio estate avevamo tracciato un percorso chiaro da seguire all'interno di una situazione politica estremamente confusa. In particolare, avevano chiesto l'immediata istituzione delle segreterie provinciali e cittadine del Pdl. A questo si è aggiunto un quadro politico effettivamente mutato, a seguito della definizione del nuovo governo regionale, che a cascata ha avuto effetti anche negli enti locali più importanti, ma che non è stato tenuto nella debita considerazione da chi oggi governa questi enti locali. Chi governa la Provincia e il Comune di Palermo, che è la quinta città d'Italia, non potrà a questo punto ignorare le istanze che provengono da un progetto politico che sta mutando radicalmente non soltanto gli assetti interni al Pdl, ma anche la geografia politica dell'intera coalizione».

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