Chiedeva il pizzo e percepiva il reddito di cittadinanza

Arrestato un uomo di Brolo in provincia di Messina che taglieggiava i commercianti insieme al fratello. I carabinieri hanno scoperto che percepiva il reddito dei 5 Stelle

Chiedeva il pizzo e percepiva il reddito di cittadinanza

Chiedeva il pizzo ai commercianti e percepiva il reddito di cittadinanza. I carabinieri di Brolo, in provincia di Messina, hanno arrestato Angelo Perdicucci 44 anni di Brolo e sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora a Brolo il fratello Mario Perdicucci, 52 anni. L'ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal Gip del tribunale di Patti in provincia di Messina Andrea La Spada e richiesta della procura della Repubblica guidata da Angelo Cavallo. I due fratelli sono gravemente indiziati del reato di estorsione.

Lo scorso 6 settembre sono iniziate le indagini da parte dei carabinieri dopo un tentativo di incendio all'interno del bar della stazione ferroviaria di Brolo. I militari intuirono che l'episodio potesse essere collegato ad una richiesta di pizzo. E le attenzioni si sono focalizzate proprio su Angelo Perdicucci che pochi giorni prima dell'attentato incendiario, seppur in tono scherzoso, aveva annunciato ai gestori del bar la sua intenzione di chiedere loro del denaro. Un particolare che i carabinieri considerarono un campanello d’allarme e che li ha indotti a verificare se altri commercianti del posto avessero ricevuto richieste di natura estorsiva. E, domanda dopo domanda, i commercianti hanno raccontato la verità ai carabinieri, consentendo ai militari della stazione della cittadina messinese di scoprire almeno 8 episodi di richiesta di pizzo, alcuni solo tentati, ai danni di commercianti di Brolo e in particolare nei confronti di un ristoratore, compiuti da Angelo Perdicucci, in un caso anche con il fratello Mario.

Proprio quest'ultimo, una volta, si era rivolto al ristoratore, strattonandolo e richiedendo, con tono intimidatorio e perentorio, la consegna di 20 euro che otteneva. In un'altra circostanza entrambi i fratelli, con atteggiamento prepotente e minaccioso, sono tornati nello stesso locale, facendosi somministrare cibo da asporto, che dietro minaccia di possibili ritorsioni non hanno pagato. E ancora, Angelo Perdicucci si è rivolto sempre allo stesso commerciante, pretendendo e ottenendo con minacce, di effettuare indebitamente un’operazione fittizia di pagamento mediante la carta del "reddito di cittadinanza" di cui è titolare, per ricavarne liquidità: infatti, per saldare un debito di 10 euro, Angelo Perdicucci ha costretto la vittima ad accettare una transazione da 100 euro, ottenendo poi la restituzione di 90 euro in contanti e così danneggiando il commerciante, che avrebbe pagato le tasse su una somma in realtà non incassata.

Inoltre, tra una dazione di danaro e l’altra, Angelo Perdicucci, in più occasioni, presso lo stesso ristorante ha consumato dei pasti senza pagare il dovuto, sempre dietro minaccia di possibili ritorsioni. Ma non solo. Perché le indagini hanno permesso di accertare che Angelo Perdicucci, con le modalità del cosiddetto "cavallo di ritorno" ha richiesto la consegna di denaro contante al titolare di un negozio di tatuaggi per fare recuperare della merce precedentemente sottratta dal negozio. La vittima, tuttavia, non ha aderito alla pretesa di denaro opponendosi alla richiesta estorsiva. La stessa modalità estorsiva è stata applicata dall’indagato nei confronti di un privato cittadino che aveva subìto il furto di una bicicletta elettrica. Perdicucci si era proposto come intermediario per fare ottenere alla vittima la restituzione del mezzo, pretendendo come contropartita la somma in contanti di 90 euro ed incassato il denaro riconsegnava la bici. A conclusione dell'indagine, è stato emesso il provvedimento cautelare per Angelo Perdicucci che, in questo momento , si trova presso il carcere di Termini Imerese in provincia di Palermo, perché accusato della rapina fatta ad un'anziana vedova di Brolo, sorpresa nel sonno in piena notte e brutalmente malmenata con l’intento di "prelevarle la pensione". Per Mario Perdicucci, ivece, il divieto di dimora nel comune di Brolo.

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