Indagati 5 medici per la chiusura del pronto soccorso di Noto

Cinque medici dell'ospedale di Noto, accusati di interruzione di pubblico servizio. Le indagini, svolte dalle fiamme gialle di Noto, hanno riguardato le assenze di personale medico che hanno determinato, nella scorsa estate, la chiusura del pronto soccorso

Alcuni medici avrebbero falsificato i certificati per evitare di fare i turni in ospedale. La guardia di Finanza di Siracusa ha notificato cinque avvisi di conclusione indagini, emessi dalla Procura di Siracusa, nei confronti di altrettanti medici del Pronto soccorso dell'ospedale di Noto, accusati, in concorso, dei reati di falsità ideologica, truffa ai danni dello Stato e interruzione di pubblico servizio.

I fatti, riferisce il Comune di Noto, si riferiscono ai primi giorni di luglio 2019, quando, a seguito della chiusura del Pronto soccorso di Noto da parte dell'Asp 8 di Siracusa per "gravi criticità di organico", il sindaco Corrado Bonfanti presentò un esposto ai carabinieri "per effettuare opportuni accertamenti e per valutare eventuali profili di penale rilevanza sugli accadimenti nell'ambito di una vicenda amministrativa che riguardava la tutale del territorio e la salvaguardia della salute pubblica". Una situazione che ha visto la fine delle indagini solo oggi e che lo stesso sindaco di Noto ha voluto commentare amaramente, visto che la chiusura dell'ospedale in piena estate aveva creato non pochi disagi alla comunità.

"Che la giustizia faccia il proprio corso - aggiunge il primo cittadino -, noi eravamo intervenuti in tempo perché troppe coincidenze, anzi troppe cattive coincidenze, facevano presagire un danno nei confronti della nostra comunità". In quei giorni difficili l’ospedale Trigona decise di garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini nonostante la chiusura del Pronto soccorso. Il direttore sanitario del nosocomio, Rosario Di Lorenzo aveva disposto nell’area di emergenza il punto di primo intervento disponibile dalle 8 alle 20, mentre per le 12 ore successive i pazienti si erano rivolti alla Guardia Medica nei casi di codici bianchi e verdi. Per i rossi invece, il trasferimento obbligatorio negli altri ospedali limitrofi.

Le indagini, svolte dalle Fiamme gialle della Tenenza di Noto e coordinate dai sostituti procuratori Andrea Palmieri e Salvatore Grillo, hanno riguardato le assenze di tutto il personale medico. Secondo gli investigatori i dottori, tutti impiegati nell'ospedale, si sarebbero refertati a vicenda falsi incidenti sul lavoro, dichiarandosi tutti inabili al servizio, costringendo così i vertici dirigenziali a chiudere il pronto soccorso di Noto a causa dell'assenza del numero minimo di medici disponibili per svolgere il servizio richiesto. Un danno enorme, soprattutto per la comunità. L'ospedale infatti copre una vasta area provinciale e proprio le fiamme gialle, incrociando i dati in loro possesso, avrebbero scoperto che i camici bianchi da tempo avevano messo a punto un sistema di compilazione referti su falsi incidenti dichiarandosi tutti inabili al lavoro.