Isola ecologica abusiva, denunciato il sindaco di Cefalù

Il primo cittadino della città avrebbe consentito lo scarico di merce pericolosa e non all'interno dell'ecopiazzola senza alcuna autorizzazione da parte della Regione, nei guai anche il rappresentante legale della società

Un’isola ecologica attiva in assenza di opportuna autorizzazione a Cefalù e guai per il sindaco e il responsabile legale della società che la gestisce. È questo il risultato di una serie di controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza della locale Tenenza nell’ambito delle attività svolte per la salvaguardia dell’ambiente e per la tutela della salute dei cittadini. Nel caso specifico, i militari delle Fiamme Gialle hanno operato unitamente al personale dell’Arpa e della Polizia Provinciale Ambiente della Città Metropolitana di Palermo sequestrando in Contrada Caldura, nel Comune di Cefalù, un’ecopiazzola ubicata non solo vicino il centro abitato ma anche nei pressi di una scuola.

I militari, una volta entrati dentro l’area in questione, hanno richiesto ai responsabili e quindi alla società che si occupa della gestione dei rifiuti, il relativo decreto di autorizzazione allo svolgimento dell’attività che viene rilasciato dalla Regione. Da una serie di controlli ed accertamenti eseguiti sulla documentazione presentata è stato appurato che la licenza allo svolgimento dei lavori della piazzetta erano scaduti da diverso tempo.

Non solo la società era sprovvista dell’opportuna autorizzazione ad operare, ma nemmeno si era interessata fino a quel momento di provvedere all’avvio dell’istanza necessaria per ottenerne una nuova con richieta al competente Dipartimento Regionale dell’Acqua e dei Rifiuti. Ragion per cui le Fiamme Gialle, in base del Testo Unico sulle norme ambientali, hanno posto sotto sequestro tutta l’area interessata, ovvero circa 2000 metri quadrati di piazzola compresi i rifiuti sia pericolosi e non, depositati all’interno di essa.

Il rappresentante legale della società è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per il reato ambientale. Nei guai, per la stessa fattispecie di reato è finito anche il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina. A seguito di una serie di verifiche sui registri di carico e scarico rifiuti è stato accertato che anche il sindaco avesse consentito lo stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi ma anche non pericolosi senza alcuna autorizzazione in merito.

Prosegue l’impegno della Guardia di Finanza in tutta la provincia di Palermo diretto a prevenire e reprimere gli illeciti in materia ambientale. L’obiettivo non è semplicemente tutelare la sicurezza ambientale ma anche salvaguardare la salute dei cittadini. Nel caso che riguarda Cefalù ad esempio l’esito dell’operazione ha consentito di volgere particolare attenzione alla protezione dei bambini e ragazzini dell’adiacente scuola. Per porre in essere queste operazioni è necessaria la collaborazione delle componenti investigative territoriali e delle autorità istituzionali che consentono di innalzare il livello dell’azione con il raggiungimento degli obiettivi preposti.

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