Medici senza mascherine e guanti, glieli regalano gli odontoiatri

La denuncia dell'ordine dei medici di Caltanissetta. I sanitari in prima linea per la lotta al coronavirus non hanno guanti e mascherine

I medici di Caltanissetta non hanno guanti e mascherine per potere lavorare. I colleghi odontoiatri, così, hanno deciso di donarli a chi è impegnato in prima linea nella lotta del covid-19, meglio conosciuto come coronvirus. La denuncia di questa situazione, arriva direttamente dall'ordine dei medici di Caltanissetta: "I colleghi del distretto sanitario di Caltanissetta e Gela sono costretti a lavorare senza dispositivi di protezione individuale per fronteggiare il coronavirus. Così i colleghi odontoiatri, con grande sensibilità e spirito di solidarietà, hanno deciso di donare mascherine, guanti, liquido disinfettante e altri dispositivi provenienti dalle scorte dei loro studi professionali".

Ma non è tutto. Perché l'ordine dei medici, dei chirughi e degli odontoiatri nisseno ha anche denunciato "il mancato coinvolgimento nelle strategie di organizzazione del contrasto da parte dell'azienda sanitaria provinciale". Il consiglio direttivo delL'ordine della provincia di Catanissetta, nei giorni scorsi, si è riunito in via straordinaria in videoconferenza per parlare dell'emergenza coronavirus e fare il punto sulla situazione emergenziale che coinvolge in prima linea la professione medica nel nisseno. "La pandemia da coronavirus ha già raggiunto il nostro territorio mostrando i suoi devastanti effetti - dice il presidente dell'ordine dei medici di Calatnissetta Giovanni D'Ippolito - Questa settimana ci consegna una mappa di diffusione in aumento. Sono giorni cruciali per preservare la nostra provincia da un contagio esponenziale. In atto il metodo più efficace per farlo è che i cittadini osservino senza deroghe le direttive nazionali e regionali e che tutti gli operatori sanitari, unici testimoni reali dell'emergenza epidemiologica, siano protetti e non si infettino durante l'esercizio professionale che li vede coinvolti in prima linea. I medici stanno pagando un prezzo troppo alto, sia in termini di qualità che di quantità di lavoro, pur consapevoli del costante ed elevato rischio di contagio a cui sono quotidianamente sottoposti, con repentaglio per sé stessi, di riflesso per i propri familiari e per l'intera collettività alla quale continuano a non far mancare la loro dedizione e necessario supporto".

Qualche giorno fa la stessa denuncia era arrivata dai medici di Milano. Anche nel capoluogo lombardi i sanitari lamentavano l'assenza di guanti e mascherine. I medici avevano così inviato una lettera al ministro della salute Roberto Speranza, all'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, al direttore generale dell'Ats Città metropolitana di Milano Walter Bergamaschi e al presidente della regione Lombardia Attilio Fontana.

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