Soldi in cambio della pensione: in manette il medico del caso Loris

In manette Giuseppe Iuvara, medico legale che eseguì l'autopsia sul piccolo Loris Stival. Falsificò documenti per far concedere una pensione di invalidità

Soldi in cambio della pensione: in manette il medico del caso Loris

Avevano studiato un sistema per truffare l'asp e ottenere impropriamente la pensione di invalidità. Con l'accusa di truffa e corruzione, i carabinieri del Nas di Ragusa hanno arrestato un medico, dipendente dell'Asp di Ragusa, presidente della commissione invalidi e anche consulente tecnico del Tribunale e della Procura della Repubblica di Ragusa e due donne, la figlia di una donna che aveva chiesto senza averne titolo, la pensione di accompagnamento ed un'altra, di 61 anni che ha fatto da tramite tra i due.

Il medico finito in manette, Giuseppe Iuvara, è un volto noto, non solo a Ragusa. Infatti, nella sua carriera ha ricevuto diversi incarichi di autopsia da parte della procura di Ragusa. Tra i tanti, quello sul cadavere del piccolo Loris Stival, il figlio di Veronica Panarello, condannata a 30 anni per omicidio. Il medico e le donne sono stati arrestati in flagranza di reato. L'accusa per il medico è di corruzione e per questa ragione al momento si trova ristretto al carcere di Ragusa. Per le due donne, invece, sono stati disposti gli arresti domiciliari.

L'indagine, portata avanti dai Nas di Ragusa, nell'ambito di un'attività di polizia giudiziaria, è coordinata dal procuratore capo della Repubblica di Ragusa, Fabio D'Anna e dal sostituto procuratore Giulia Bisello. Con il medico, in manette sono finite la figlia di una anziana donna, T.S., che aveva chiesto, senza averne titolo, la pensione di accompagnamento e C.C., una 61 enne, che ha fatto da tramite tra i due. L'operazione è scattata all'uscita dallo studio medico.

Le indagini sono durate parecchi mesi. Intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno permesso ai militari ragusani di scoprire che il 13 febbraio 2020, nel corso di un incontro avvenuto presso lo studio privato del medico, i tre avevano concordato le modalità di dettaglio della visita per l'accertamento dell'invalidità civile e della relativa assegnazione della pensione. In particolare, nel corso dell'incontro, il medico aveva prospettato la possibilità di effettuare, personalmente, la visita a domicilio della richiedente anziché in maniera collegiale presso la commissione invalidi.

Tale procedura, secondo il medico, si rendeva necessaria in quanto la paziente non avrebbe avuto diritto alla pensione di accompagnamento e che, qualora si fosse recata presso la commissione invalidi, senza il suo interessamento, sicuramente non le sarebbe stato riconosciuto il beneficio. Inoltre, nel corso dell'incontro, il medico nell'ipotesi in cui non fosse stata possibile la visita domiciliare, forniva dei "suggerimenti" su come raggirare gli altri membri della Commissione invalidi. Per esempio il fatto di non ricordarsi le date, non riconoscere la propria figlia scambiandola per una sorella e cercando di parlare il meno possibile per dare l'impressione di essere disorientata. Alla fine di questo primo incontro, per il suo interessamento, il medico si è fatto consegnare la somma di 200 euro e ha richiesto ulteriori somme, circa mille euro, da consegnare a pratica conclusa.

Ottenuta la possibilità della visita domiciliare, le parti hanno concordato un nuovo incontro per le ore 16,30 del 20 febbraio di cui i carabinieri del Nas hanno avuto contezza grazie alle attività di intercettazione. E, in effetti, nel giorno e orario indicato, hanno potuto assistere allo scambio di denaro a seguito della redazione della certificazione di invalidità. I militari, all'interno dello studio medico hanno trovato la documentazione con cui il medico aveva riconosciuto la pensione di accompagnamento alla madre dell'arrestata che non aveva titolo. Dopo le formalità di rito il medico è stato trasferito in carcere mentre le due donne sono state sottoposte alla misura degli arresti domiciliari.

Nel corso dell'attività di polizia giudiziaria si è proceduto al sequestro di vario materiale informatico e cartaceo. Effettuata, anche, attività anche negli uffici dell'Asp dove il medico prestava servizio. Iuvara ha lavorato negli ospedali di Catania, Ragusa e Siracusa ed è un professionista molto conosciuto con alle spalle una lunga carriera e specializzazioni nel campo della medicina legale, dell’ortopedia e della traumatologia e svolge attività come consulente dell’area medico-legale con il tribunale di Ragusa e della provincia di Siracusa e Catania. Molte volte è stato chiamato a partecipare a programmi televisivi in qualità di esperto medico legale. Si è occupato, tra gli altri, dei casi del piccolo Loris Stival e della morte dello chef Giuseppe Lucifora.

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