Palese, lo Stakanov Pdl «uomo ombra» di Fitto

nostro inviato a Bari

Una delle poche certezze della vita che hanno i baresi sono le finestre al primo piano del consiglio regionale in via Capruzzi, dietro la stazione. Quelle dell’ufficio di Rocco Palese sono illuminate ogni giorno, feste comandate comprese. Non molla mai, il 56enne candidato del centrodestra alla presidenza della regione Puglia. Tra Natale e Capodanno (al lavoro anche quando tutti gli altri sono in vacanza) colleghi, funzionari e amici hanno festeggiato il suo compleanno ricordando che nel 2009 Palese non si è perso nemmeno una delle 27 sedute del consiglio regionale: l’unico tra i 70 componenti del parlamentino pugliese. Ha svolto più di 80 interventi in aula parlando per oltre sette ore complessive. Ha diffuso 400 comunicati stampa: tre note per i giornalisti ogni due giornate lavorative.
In Puglia lo paragonano a Stakanov, l’instancabile minatore sovietico che il governo dell’Urss incoronò come lavoratore modello. Ma Palese manco lo vede Stakanov. Chi entra nel suo ufficio deve guardare bene dove mette i piedi: il pavimento è ricoperto da incartamenti, fascicoli, faldoni che non stanno più sugli scaffali, le pile di dossier formano un labirinto dove soltanto lui sa muoversi. Ma se gli chiedi una delibera o una determina della regione, un verbale o una pratica, Palese inforca gli occhialini e recupera tutto a colpo sicuro.
Non ha collezionato soltanto la raccolta completa delle plenarie del consiglio regionale. L’anti Vendola ha partecipato anche a tutte le sedute delle commissioni di cui fa parte e al 94 per cento delle altre, alle quali era stato chiamato come membro supplente. Quando fu assessore al Bilancio e vicepresidente ai tempi del governatore Raffaele Fitto, fu l’unico che riuscì ad approvare una finanziaria regionale che risanò i conti disastrati. I quali tornarono in rosso con l’arrivo di Nichi Vendola. Il governatore lo teme e lo rispetta. «Meriterebbe lui la candidatura del centrodestra», ha detto qualche giorno fa, quando il nome di Palese era l’ultimo della lista. L’altra sera Vendola ha ribadito: «Palese è un avversario che stimo soprattutto per la sua passione combattentistica. Con una capacità da bombardiere ha tenuto in piedi per cinque anni un’opposizione martellante e petulante. Si è battuto come un leone. Ma con la sua candidatura racconta la debolezza del centrodestra».
L’amministrazione regionale per Palese non ha segreti. Da capogruppo di Forza Italia prima, e del Pdl poi, ha guidato per cinque anni l’opposizione a Vendola soprattutto sulla gestione della sanità, che è il suo terreno preferito: prima di scendere in politica, faceva il medico specializzato in chirurgia generale e d’urgenza.
Dei nomi che si facevano come candidati del centrodestra, il suo era il più sottotraccia e il meno conosciuto fuori dalla Puglia. Adriana Poli Bortone fu ministro e sindaco di Lecce, Stefano Dambruoso è un magistrato che combatte il terrorismo internazionale, Attilio Romita appare quasi ogni sera al Tg1 delle 20. La notorietà di Palese è tutta nella sua terra, dove spopola: alle regionali del 2000 fu il recordman delle preferenze (28.540), bottino mantenuto pressoché intatto (28.489) cinque anni dopo. Il suo nome è stato fatto da Raffaele Fitto: i due sono legati dalle origini salentine (il ministro è di Maglie, il candidato di Acquarica del Capo), dall’amicizia di famiglia e dalle battaglie politiche.
È stato proprio Fitto, domenica sera, a comunicargli l'investitura che poi è stata resa nota alle 21, mentre chiudevano i seggi delle primarie del centrosinistra. Palese era in auto tra Gallipoli e casa. «In poche ore ho ricevuto 700 sms e decine di telefonate - racconta -, questa mattina (ieri per chi legge, ndr) un capannello di persone mi aspettava sotto casa per festeggiare. Ora mi auguro che tutti i partiti alternativi alla sinistra possano convergere sul nostro progetto. Se facessero scelte diverse finirebbero per agevolare Vendola e la sinistra, e non credo che i loro elettori vogliano questo. E sono contento di confrontarmi con Vendola, perché così porteremo allo scoperto il fallimento di cinque anni di governo del centrosinistra, dalla sanità ai salari sociali».
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