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Paralimpiadi: unità spinale e "rischio team" a fianco di squadre e atleti in campo

A Niguarda inaugurata la piscina per la riabilitazione. Entro fine anno ultimato il reparto per le lesioni midollari

Paralimpiadi: unità spinale e "rischio team" a fianco di squadre e atleti in campo
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La nuova piscina dell'Unità Spinale Unipolare, struttura di riferimento per la presa in carico delle persone con lesioni midollari, è stata inaugurata ieri a Niguarda. Così è in corso la riqualificazione dell'Unità Spinale, che sarà ultimata per fne anno. La nuova piscina consentirà di potenziare l'idrokinesiterapia, fondamentale nei percorsi di recupero funzionale e autonomia, mentre i lavori del reparto hanno visto la creazione di nuovi posti letto per pazienti ventilati, camere monitorate, quattro stanze singole per isolamento o casi complessi, la riorganizzazione dell'area interventistica e ambulatoriale e la creazione di un'unica area riabilitativa integrata con fisioterapia, terapia occupazionale e robotica. L'Unità Spinale si prende cura delle persone con lesione midollare, affrontandone i bisogni assistenziali, terapeutico-riabilitativi e psicologico-sociali.

In vista delle Paralimpiadi che prenderanno il via nella nostra città il 7 con le prime partite di Para Ice Hockey all'Arena Santa Giulia sarà attivata una postazione dell'Unità Spinale. Per quanto riguarda la macchina sanitaria, le Paralimpiadi "hanno lo stesso tipo di impianto delle Olimpiadi - la premessa di Giuseppe Massazza, Chief Medical Officer di Milano-Cortina 2026 - che si basa su un'idea che è nata a Torino 2006: tutte le attività che vengono svolte per la sicurezza degli atleti durante le Olimpiadi sono identiche per le Paralimpiadi. In ogni sito aperto l'impianto è identico. Abbiamo una medical station dedicata agli atleti e una dedicata al pubblico, un villaggio olimpico con un policlinico dedicato a Cortina, a Tesero e a Milano. Da lì partono eventuali consulenze che possono essere online oppure fisiche attraverso la rete degli ospedali olimpici".

Ogni sito "ha circa 250 operatori sanitari tra medici, infermieri e tecnici di soccorso. I siti di gara hanno una zona competitiva dove si trova il cosiddetto rischio team, composto da un medico, un infermiere e un tecnico. Queste squadre, a seconda del posizionamento, vengono modulate e sono tutte coordinate dalle medical station, attrezzate per avere un primo soccorso degli atleti in caso di problematiche nel campo di gioco, oppure del pubblico. In caso di emergenza a disposizione ambulanze ed elicotteri". Quanto ai volumi di attività sanitaria attesi "i numeri sono minori per quanto riguarda gli atleti e ci aspettiamo minori casi dal punto di vista della traumatologia, ma abbiamo evidenziato possibili problemi per quanto riguarda eventuali fragilità, legate anche alla famiglia paralimpica che sta intorno agli atleti" analizza Massazza.

La maggior parte degli atleti paralimpici di altissimo profilo sono di fatto atleti che hanno avuto problematiche importanti dal punto di vista sanitario e qui, grazie alle cure di altissimo livello, si inizia un percorso di vita completamente diverso".

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