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"Parallasse" a Brera. Lo sguardo muta la fruizione dell'arte

Sedici giovani artisti dell'Accademia in un dialogo multidisciplinare e notturno

"Parallasse" a Brera. Lo sguardo muta la fruizione dell'arte
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La parallasse, spiega Wikipedia, è "il fenomeno per cui un oggetto sembra spostarsi di posizione in funzione del punto di osservazione". Un concetto che, mutuato dalla trigonometria, in astronomia serve a determinare la distanza dei corpi celesti non troppo lontani. E che nell'arte diventa uno sguardo differente, che rende l'osservatore e la sua posizione rispetto allo spazio espositivo decisivi nella fruizione dell'opera d'arte.

È questo lo spirito di Parallasse, la breve mostra collettiva aperta ieri e destinata a chiudersi domani nella sede di San Carpoforo (in via Marco Formetini, 11) dell'Accademia di Belle Arti di Brera, che si inserisce nel vasto programma di iniziative per la celebrazione dei 250 anni della stessa Accademia, nell'ambito del progetto City Open Museum di cui Brera è partner strategico.

Nella mostra, aperta dalle 10 alle 19 e a ingresso libero, sedici giovani artisti, studenti dell'Accademia, espongono le loro opere realizzate con metodi di lavoro e linguaggi differenti ma unite dall'idea di uno sguardo crepuscolare, quasi notturno, in continuo movimento, frutto della somma di percezioni differenti nei vari angoli di spostamento. I sedici artisti (Massimo Barbero, Barbara Boiocchi, Angela Maria Cortese, Sara Caushaj, Agnese Cuomo, Vanina Lappa, Amin Lazazat, Giuseppe Romano Luzzi, Caterina Manzocchi, Orazio Marino, Indira Offerman, Mariana Oliboni, Miriam Pilia, Fabio Samela, Qiao Shiyi e Francesco Taverniti) incoraggiano il visitatore a sperimentare una visione alle volte furtiva, altre volte oscena, altre ancora laterale oppure disturbante, attraverso supporti per lo più digitali e che dialogano da vicino con l'intelligenza artificiale. Un'arte che si fa indagine sulla nostra posizione nel mondo e sul modo in cui anche intrusi osservatori possiamo influenzarlo.

La mostra Parallasse si inserisce nel più ampio progetto nazionale C.O.M. City Open Museum, finanziato dal PNRR nell'ambito di NextGenerationEU e coordinato dall'Accademia di Belle Arti di Carrara. L'Accademia di Belle Arti di Brera, co-leader del Work Package 4, sviluppa un programma circolare che integra teoria, sperimentazione artistica e produzione di strumenti digitali e di Intelligenza Artificiale per la valorizzazione del patrimonio culturale urbano.

Il segmento sviluppato dall'Accademia di Brera, coordinato dal professor Antonio Cioffi, si fonda su un'idea di arte partecipativa, capace di coinvolgere i cittadini e di attivare nuovi percorsi di interazione con gli spazi urbani, anche grazie a un approccio integrato tra ricerca teorica d'avanguardia (neuroscienze, studi mediali, semiotica), sperimentazione artistica e tecnologica, formazione e strumenti digitaliurali e mondo accademico.

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