Pdl, Berlusconi-Fini: faccia a faccia di due ore

E' durato due ore e mezzo l'incontro tra il premier e il presidente della Camera. Si è svolto a casa di Gianni Letta. Bocchino: "Sintesi possibile". Verdini: "E' andata bene, ora si lavori". La Russa: "Ora dalle parole si passi ai fatti"

Pdl, Berlusconi-Fini: faccia a faccia di due ore

Roma - Si è concluso dopo quasi due ore e mezza il pranzo di "chiarimento" tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che si è tenuto a casa di Gianni Letta. Il primo a lasciare l’abitazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio è stato Fini. Il premier e il presidente della Camera si sono visti per un faccia a faccia dopo le forti polemiche dei giorni scorsi nate dagli attacchi del Giornale allo stesso Fini, che ha sporto querela, e sfociate poi nell'intervento del cofondatore del partito a Gubbio alla scuola politica del Pdl sull’organizzazione del movimento.

Bocchino: "Sintesi possibile" C’è una "sintesi possibile" tra le "visioni diverse" che negli ultimi tempi erano emerse tra Fini e Berlusconi sul Popolo della libertà. Lo dice il presidente vicario dei deputati Pdl, Italo Bocchino, che, parlando con i cronisti a Montecitorio a proposito del colloquio di oggi a casa Letta sottolinea che "sono emerse le condizioni per avviare quel percorso che avevamo auspicato". Fra i punti salienti emersi dall’incontro, l’esigenza di una "strutturazione" del partito e del suo "funzionamento democratico". Bocchino, autore della lettera firmata dai deputati ex An al premier, ha visto il presidente della Camera dopo il vertice.

Cicchitto: è andata bene, ora si lavori "L’incontro fra Berlusconi e Fini è andato bene, e adesso bisogna combinare insieme una concezione leaderistica del partito-movimento con quella che richiede sedi permanenti di dibattito e un serio lavoro sul territorio". Lo afferma il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. "Questa conciliazione - spiega - è possibile purché si faccia uno sforzo serio da ogni parte e purchè si portino avanti contenuti coerenti con il programma elettorale e di governo. Per le elezioni regionali dobbiamo consolidare la maggioranza con la Lega e aprirla, ove possibile, anche all’Udc. Il Pdl è un grande partito nazionale, forte sia al Nord che al Sud, caratterizzato da un orientamento moderato e riformista e che quindi deve essere equilibrato, rifuggire da inutili estremismi, ma anche non soffrire di alcun complesso di inferiorità nei confronti di una sinistra che non ha più una sua autonomia politica, ma che si fa egemonizzare da la Repubblica e da Di Pietro".  

La Russa: ora dalle parole ai fatti "Sono molto soddisfatto perché notizie dirette che ho sono assai incoraggianti per la prospettiva di costruire bene e velocemente il Pdl. Certo, bisognerà passare dalle parole ai fatti e avviare senza ritardi quella azione di costruzione e funzionamento degli organi di partito che sia Berlusconi che Fini si sono trovati d’accordo nel ritenere indispensabile". Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl e ministro della Difesa, commenta così l’atteso incontro di oggi tra il premier Silvio Berlusconi ed il presidente della Camera Gianfranco Fini, dopo le incomprensioni delle scorse settimane. "Quel che conta soprattutto - spiega La Russa - è che l'incontro sia avvenuto in un clima cordiale e sereno e che i due co-fondatori del Pdl si siano ripromessi di incontrarsi periodicamente. Questo sarà anche utile ad un corretto rapporto con la Lega". "Il miglior risultato di questo incontro - conclude La Russa - sarà quindi che non sia più notizia la notizia del prossimo incontro tra i due".