Pdl, Fini: "Il populismo indebolisce il partito"

In un carteggio carteggio con il direttore del Mulino Piero Ignazi, il presidente della Camera denuncia il rischio di populismo e tratteggia le prospettive del soggetto politico: "Ci dovranno essere diverse 'anime' in una prospettiva di partito plurale"

Pdl, Fini: "Il populismo indebolisce il partito"

Roma - Il Pdl secondo Gianfranco Fini. In un carteggio con il direttore del Mulino Piero Ignazi, politologo e studioso della destra italiana, il presidente della Camera dice la sua sul Pdl, il rischio di populismo e le prospettive del soggetto politico guidato dal presidente Silvio Berlusconi: "Voglio un Pdl laico, liberale e moderno". Ma avverte: "I toni populistici indeboliscono il partito".

il Pdl secondo Fini Il presidente della Camera, secondo quanto riportato in una anticipazione del settimanale L’Espresso, spiega che "un partito che raccoglie il 35% dei voti (e che ha un potenziale elettorale anche superiore) non può essere strutturalmente un partito populista". "Può capitare che, in determinate circostanze, esso usi toni populistici, ma è obbligato a esprimere, prima o poi, una avanzata cultura di governo - scrive l'ex leader di An - se così non avvenisse, le basi reali del suo consenso si indebolirebbero inesorabilmente. E tale partito finirebbe presto o tardi in un’orbita eccentrica rispetto all’evoluzione sociale, autocondannandosi fatalmente alla marginalità politica".

Le diverse anime del Pdl Secondo Fini, "nel Pdl ci potranno e dovranno essere diverse 'anime' in una prospettiva di partito 'plurale'. Ma esse dovranno muoversi in una logica diversa rispetto al passato. Non seguendo la cultura della 'coalizione', bensì quella della sintesi". "Il Popolo della libertà agisce in un mondo aperto e senza frontiere - continua il numero uno di Montecitorio - tale circostanza può consentire al nuovo partito di sviluppare compiutamente quella cultura liberale, laica e modernizzatrice che al tempo della Dc (e anche del Pci) era decisamente minoritaria all’interno della società italiana".

La posta in gioco Il presidente della Camera sottolinea "l’enorme portata della posta in gioco. Una posta che non riguarda soltanto il centrodestra, ma l’intera politica nazionale". "L’Italia non può permettersi di perdere l’ennesimo treno con la modernizzazione - conclude, quindi, Fini - se ciò malauguratamente dovesse accadere, non saprei davvero dire in che tipo di Paese ci ritroveremmo a vivere tra qualche anno". 

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