Pensioni, procedura di Bruxelles contro l'Italia E il premier: "Non è il momento di equipararle"

Aperta una nuova procedura d’infrazione: l’Italia non si è adeguata alla sentenza che prevede l’equiparazione dell’età tra uomini e donne nel settore pubblico. Brunetta: "Aumento graduale". Draghi: "Nel 2009 il pil sarà al 5%". Berlusconi: "La crisi si sente, ma il peggio è passato"

Pensioni, procedura di Bruxelles contro l'Italia 
E il premier: "Non è il momento di equipararle"

Bruxelles - Da Bruxelles una nuova tirata d'orecchie. Questa volta per l'adeguamento pensionistico. Già lo avevano annunciato in una nota settimana scorsa. Ora è nero su bianco: la commissione europa ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia per non essersi adeguata alla sentenza della Corte di giustizia Ue che chiede l’equiparazione dell’età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico. E il ministro della Pubblica amministrazion, Renato Brunetta, propone "un aumento graduale": un anno ogni due. Ma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avverte: "Bisogna essere realisti, non è il momento di equipararle".

La nuova procedura d'infrazione La Commissione europea ha deciso di aprire una nuova procedura d’infrazione contro l’Italia per non essersi adeguata alla sentenza della Corte di Giustizia Ue che prevede l’equiparazione dell’età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico. La Commissione Ue invierà dunque all’Italia una lettera di avviso formale di messa in mora nella quale si sottolinea come il sistema previdenziale pubblico italiano violi il principio della parità di trattamento economico tra uomini e donne, mettendo in atto dunque una discriminazione basata sul sesso. Il Commissario Ue agli affari sociali Vladimir Spidla, secondo quanto confermato dalla sua portavoce, parlerà comunque della questione domani mattina a Roma con il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi a margine di un incontro preparatorio del G8 sui temi sociali.

Berlusconi: "Non è il momento di equipararle" Il Consiglio dei ministri di domani parlerà di pensioni e di revisione del quadro macro: nel primo caso difficilmente però sarà accolta la richiesta della Ue di equiparare l’età pensionabile di uomini e donne nel pubblico impiego, mentre nel secondo sarà rivista al ribasso la stima del Pil (finora dal governo visto a -4,2%) ed aumenterà quella del deficit 2009 (finora visto al 4,6% del Pil). Berlusconi fa sapere, infatti, che di fronte a una riduzione del pil ed un aumento del deficit bisogna "essere realisti". Sulle pensioni, alla domanda di commento alla Commissione Ue che ha avviato la procedura di infrazione per l’Italia per la mancata equiparazione nel pubblico impiego dell’età pensionabile di uomi e donne, il premier ribatte: "L’Europa ci chiede di equiparare: stiamo riflettendo, ma in un momento di crisi ci pare fuori tempo intervenire in questa direzione. Ne parleremo in Cdm domani".

La riforma di Brunetta L’aumento dell’età per il pensionamento delle donne nella pubblica amministrazione potrebbe essere graduale: un anno ogni 24 mesi, così da arrivare tra dieci anni a 65 anni, equiparata quindi a quella degli uomini.

Questo il nucleo centrale della proposta del ministro Brunetta per adeguare la normativa italiana alle richieste dell’Unione Europea che chiedono di armonizzare l’età di pensionamento fra uomini e donne. "Ho già avuto incontri con diversi ministri e ho trovato grande convergenza, sarà poi necessario un incontro con le parti sociali", spiega il ministro della Pubblica amministrazione.

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