La perfetta imperfezione tra pietre e oro

Camilla Golzi Saporiti

Oro giallo di una tonalità calda, lavorato in forme morbide e allo stesso tempo decise, senza spigolosità e durezze, grazie a un gioco naturale in cui tutto è smussato, plasmato, in armonia. Linee sinuose che avvolgono perle barocche o pietre preziose, mai sfaccettate secondo i canoni classici, ma sagomate in modo semi-grezzo o lasciate nel loro originale stato di cristallo. Gemme scelte per l'intensità del colore e per l'unicità delle loro imperfezioni. Questi sono gli ingredienti dei gioielli di Alexandra Albini. Che si definisce un'interior designer, ma in realtà è più un'artista creativa. Norvegese di origine e milanese di adozione, da quattro anni si dedica anima e corpo alla sua più profonda passione. Era il 2014 quando decide di esplorare la malleabilità dell'oro e le sue infinite potenzialità ed espressioni, lanciando un brand di gioielli. Lo «battezza» con il suo nome: Alexandra Albini (www.alexandralbini.com). Semplice, vero e completo. Femminile, personale e originale. Da quel momento in poi non si è mai fermata, disegnando, inventando, realizzando collezioni di pezzi unici. Anelli, orecchini, collane, bracciali forgiati da maestri orafi e modellati secondo il gusto raffinato di Alexandra. Che dall'inizio alla fine, fase per fase, segue con arte e pazienza anche il minimo dettaglio. In ogni creazione mette e trasmette tutta se stessa. Riflette la sua passione per il gusto etnico e la scultura moderna, esprime la filosofia zen del «less is more» imparata e sposata in Giappone; racconta dei tanti luoghi da lei visitati, ripercorre i lunghi viaggi fatti in giro per il mondo, rivive il passato e lo adatta al presente. Alexandra non cede alla fretta, alla tecnologia, ma resta fedele al lento e lungo processo artigianale, eseguito a mano secondo tecniche che affondano nelle antiche tradizioni dell'arte orafa italiana. Anche per questo i suoi gioielli non sono mai banali. Sono tutti pezzi unici o creati su richiesta, in oro massiccio 18 o 22 carati con pietre preziose e semi-preziose, scelte, certo, per la loro bellezza, ma anche «per la loro intrinseca forza energetica e le loro proprieta talismaniche», spiega l'artista. Che non punta a realizzare un bel gioiello e basta. Si sforza, invece, per individuare forme che valorizzino la lucentezza delle pietre e la lavorazione dell'oro. Il risultato sono piccole opere d'arte indossabili ogni giorno, ventiquattro ore al giorno, e rivolte a donne dinamiche, moderne, lavoratrici e viaggiatrici. A loro è dedicata ogni creazione e collezione. L'ultima ne è l'ennesima conferma. È una capsule collection caratterizzata da uno «stile organico», così lo definisce Alexandra. Una serie di orecchini, anelli, bracciali e collane costellate di zaffiri bianchi del Ceylon con una sfumatura di azzurro cielo, smeraldi di un verde intenso e tanzaniti viola alternate con diamanti luminosi. Indosso, riescono a illuminare la mise più semplice e a valorizzare quella più originale.

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