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Italia, l'amicizia con Morandi e Ranieri, il tumore. Così Mino Reitano ha fatto la storia della musica

Il 27 gennaio 2009 moriva il cantautore della gente, Mino Reitano, l'artista che con "Italia" e "Una ragione di più" ha fatto la storia della musica italiana

Italia, l'amicizia con Morandi e Ranieri, il tumore. Così Mino Reitano ha fatto la storia della musica
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"Mino Reitano era un bravissimo ragazzo, ostinato, il classico emigrante con grande voglia di arrivare, esuberante, simpatico. Nonostante il finale tragico Mino è stato fortunato, perché ha avuto dalla vita quello che voleva, passando dall'anonimato della provincia meridionale ai palcoscenici più importanti del mondo dello spettacolo, del quale è diventato a pieno titolo un protagonista". Così Pippo Baudo ricordava Mino Reitano diciassette anni fa, nel giorno della prematura scomparsa di uno dei cantautori popolari più amati dal pubblico.

Nato a Fiumara, in Calabria e orfano fin da piccolo Beniamino Reitano, detto Mino, studiò al Conservatorio, imparando a suonare il pianoforte, il violino e la tromba. Dopo l'iniziale esperienza nella band dei suoi fratelli - che aveva trovato fortuna in Germania - nel 1966 Mino cominciò a farsi notare anche in Italia, partecipando al festival di Castrocaro e pubblicando con la Dischi Ricordi il suo primo album.

Le canzoni da "It's over" a "Italia"

È con "It's over", brano dello statunitense Roy Orbison, che Mino Reitano si fece apprezzare dal pubblico del festival di Castrocaro nel 1965. Mino si classificò sesto ma la casa discografica Ricordi lo mise sotto contratto, permettendogli di realizzare il suo primo album "La fine di tutto", versione italiana della canzone di Orbison. Seguirono brani come "Non prego per me" (con il quale Mino si presentò per la prima volta in carriera al Festival di Sanremo nel 1967), "Una chitarra cento illusioni" (che nel 1968 gli fece conquistare il suo primo disco d'Argento) e ancora "Era il tempo delle more" (con cui vince un Disco per l'estate 1971), "Dolce angelo" (del 1974 cover di "Sugar baby love" dei The Rubette), "Una ragione di più" e "Italia" (portata al Festival di Sanremo nel 1988). Autore di molte sigle di programmi tv e radio, Reitano scrisse pezzi incredibili anche per altri artisti come Ornella Vanoni, i Camaleonti e Paolo Mengoli.

Il ricordo della figlia

Mino Reitano era il cantautore della gente, un artista capace di portare in musica le emozioni, il suo vissuto e le storie di gente comune. "Lui aveva ispirazioni immediate. Girava con un registratore mangiacassette e lo teneva sempre pronto. Non appena gli veniva una melodia lui registrava. In seconda battuta andava al pianoforte, magari in piena notte, e sviluppava la melodia a volte con un testo maccheronico", raccontò la figlia al Corriere pochi anni dopo la sua morte. A renderlo unico non erano solo la sua voce e i suoi testi ma anche il suo essere: "Era un buono vero. Un ragazzo semplice che però aveva tanto da comunicare a livello vocale e di composizione. Questa sua normalità fornì lo spunto a qualcuno per prenderlo in giro. E lui rispondeva creando grande musica fino alla fine". Al suo fianco ci sono sempre stati gli amici più veri: "Con Gianni Morandi e Massimo Ranieri si sentiva spesso. C'era un clima di euforia creativa. Canzonissima, Sanremo, Cantagiro. Serate, tv".

Le cause della morte

Mino Reitano è morto all'età di 64 anni per un tumore al colon. Dopo avere scoperto la malattia, nel 2007, il cantautore aveva scelto di mantenere il massimo riserbo sulle sue condizioni di salute. Si era sottoposto a due interventi chirurgici per rimuovere il cancro, ma dopo due anni di battaglia il 27 gennaio 2009 Reitano si arrese alla malattia.

"L'ultimo periodo è stato un calvario, abbiamo cercato di tenergli nascosto tutto ma era una persona intelligente. Credo che il suo più grande dolore sia stato quello di andarsene sapendo che lasciava noi", raccontò la moglie Patrizia a "Domenica in" nel giorno del decimo anniversario dalla scomparsa.

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