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“Dovrà pagare milioni di euro”. Harry dovrà risarcire il Daily Mail

Il duca di Sussex ha perso la battaglia in tribunale contro il Daily Mail e ora l’Alta Corte di Londra gli ordina di coprire i costi per la difesa sostenuti dal tabloid

Britain's Prince Harry, the Duke of Sussex, pauses during a roundtable about support for veterans, Wednesday, Aug. 19, 2026, in Washington. (AP Photo/Alex Brandon) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

I media di mezzo mondo stanno ancora commentando l’incredibile decisione dei duchi di Sussex di rientrare nel Regno Unito e già arriva una nuova, importante notizia che riguarda l’avvenire dei reali ribelli sul suolo britannico. L’Alta Corte di Londra ha stabilito che il principe Harry e gli altri querelanti impegnati nella faida legale contro il Daily Mail dovranno pagare un risarcimento milionario all’editore del tabloid. Non proprio un messaggio di bentornato per il secondogenito di Re Carlo III.

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La sconfitta di Harry

“I querelanti non sono riusciti a dimostrare le accuse di acquisizione illecita di informazioni” formulate contro il Daily Mail, ha stabilito lo scorso 7 luglio l’Alta Corte di Londra, citata da Town & Country Magazine. Con questa frase i giudici hanno respinto le richieste del principe Harry e di altri sei personaggi famosi, tra cui Elton John e Liz Hurley, che avevano accusato il tabloid Daily Mail di violazione della privacy e raccolta illegale di dati.

Durante le undici settimane di udienze il duca ha fatto riferimento a quattordici storie pubblicate dal giornale tra il 2001 e il 2013, ma secondo l’Alta Corte non ci sarebbero prove incontrovertibili sul modo in cui sarebbero ottenute le informazioni alla base degli articoli.

L’Associated Newspapers, citata ancora da Town & Country Magazine, ha definito il verdetto “una grandiosa rivincita per il giornalismo del Daily Mail”. Il gruppo, aggiunge la Bbc, ha anche spiegato: “Cercheremo di risolvere le questioni rimaste in sospeso, incluso il recupero dei costi sostenuti per difenderci da questa causa assolutamente oltraggiosa”. A distanza di poco più di un mese dalla sentenza sembra proprio che l’editore del Daily Mail sia riuscito nell’intento.

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“Undici milioni di euro”

Il 21 agosto 2026 l’Alta Corte di Londra ha dato il colpo di grazia ai querelanti, compreso il principe Harry, imponendo il pagamento iniziale di 9,5 milioni di sterline, circa 11 milioni di euro. Per la precisione la somma è di “9.544.355 sterline”, riporta l’Ansa e dovrà essere versata entro le ore 16 del prossimo 28 agosto.

Non solo: l’Associated Press ha dichiarato di aver sborsato in totale ben 34,5 milioni di sterline per le spese legali. Ciò, però, non implica affatto che riuscirà a recuperare l’intera somma. Tutto dipenderà da ciò che stabiliranno i giudici. L ’Alta Corte non ha imposto nemmeno un tetto, un limite massimo per il risarcimento, limitandosi a determinare solo la cifra iniziale.

A tal proposito il giudice Nicklin, che ha respinto le accuse dei querelanti e ordinato l’indennizzo, ha dichiarato, citato dalla Bbc: “Ritengo eccessiva una richiesta superiore ai 34 milioni di sterline, [poiché] potrebbe dare adito a dubbi concreti sul fatto che tutte le spese reclamate dall’Associated Press siano state sostenute in modo ragionevole e che si tratti di un importo congruo”. Il giudice ha precisato di non aver imposto il tetto massimo alla somma recuperabile per timore che il provvedimento potesse “risultare iniquo e soggetto a critiche di arbitrarietà”.

Per il momento non è arrivato alcun commento da parte del principe Harry. La notizia della sentenza fa rumore non solo per la fama delle persone coinvolte, ma anche perché arriva a poche ore di distanza dall’annuncio di Harry e Meghan relativo al loro rientro nel Regno Unito, dopo sei anni di una sorta di esilio.

Anche questa vicenda giocherà un ruolo fondamentale sul futuro del principe, della duchessa e dei loro figli in Gran Bretagna. Potrebbe persino avere un impatto duraturo sul modo in cui i Sussex sceglieranno di affrontare i riflettori che rimarranno inevitabilmente puntati su di loro

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