"Uniamo le forze per la libertà di espressione". Ezio Greggio piccona il politically correct

Tutto pronto per la 20ª edizione del MonteCarlo Film Festival de la Comédie: “Siamo riusciti a fare aprire le porte dei grandi Festival alle commedie”

"Uniamo le forze per la libertà di espressione". Ezio Greggio piccona il politically correct

Tra i volti più amati della televisione italiana, Ezio Greggio è pronto a vivere una settimana di emozioni con il suo MonteCarlo Film Festival de la Comédie, tra i più importanti festival dedicati alla commedia. In programma dal 24 al 29 aprile nel Principato di Monaco, la kermesse è giunta alla ventesima edizione e saranno tante le stelle protagoniste sul red carpet, a partire dal presidente di giuria Giancarlo Giannini, che ha recentemente ricevuto la stella della Walk of Fame. Un Festival che assume ancora più importanza in tempi come questi, dominati dal politically correct e da un buonismo esasperato: “Va organizzata una forza in difesa della libertà di espressione, non siamo sotto dittatura”.

Quella che partirà lunedì è la 20ª edizione del MonteCarlo Film Festival de la Comédie, qual è il suo bilancio?

“Il bilancio è straordinario. Quando ho iniziato la prima edizione venti anni fa con Monicelli abbiamo costruito una piccola cappella dove andare a pregare per la commedia, adesso invece è una cattedrale. In Italia e in Francia parlano tutti del nostro Festival, c’è una grande attenzione nei nostri confronti. La nostra storia è fatta di migliaia di film e di star: siamo riusciti a fare aprire le porte dei grandi Festival alle commedie e fare riconoscere l’importanza che ha la commedia nella cinematografia mondiale. Alcune commedie hanno vinto l’Oscar o hanno vinto premi nei Festival più importanti ed è frutto di questa azione, all’inizio carbonara, di questo manipolo di amanti della commedia che volevano riuscire a dare la giusta importanza al genere più amato dal pubblico”.

Il prestigio è indiscutibile, parlano i fatti.

“Se vedi i presidenti di giuria, quest’anno siamo onorati di avere Giancarlo Giannini fresco di stella sulla Walk of Fame. Ma negli anni passati abbiamo avuto Emir Kusturica, John Landis, Claude Lelouch, Ettore Scola… Il Ghota del cinema è passato dal MonteCarlo Film Festival de la Comédie. Quest’anno facciamo i venti anni con dei nomi pazzeschi: premieremo Costa-Gavras - una delle pietre miliari del cinema mondiale – avremo la premio Oscar Mira Sorvino, attori che vengono dalle serie televisive come Mario de la Rosa de ‘La casa di carta’. In giuria, insieme al presidente Giancarlo Giannini, abbiamo Richard Anconina, Neri Marcorè e la star internazionale Nathalie Poza, vincitrice di un Premio Goya. Non ci facciamo mancare nulla: tra gli italiani premieremo Marco D’Amore, Marco Giallini, Anna Foglietta… Ma sono felice anche per i premiatori che non sono del mondo del cinema: dopo anni di tentativi, finalmente in questa edizione faccio venire Barbara D’Urso”.

Due film italiani fuori concorso e opere da tutto il mondo: un programma ricco…

“Non ci sono film italiani in concorso perché non c’erano film italiani disponibili: o sono già usciti in sala o non erano pronti. I due film italiani sono commedie, film molto divertenti: avere Lillo per ‘Grosso guaio all’Equilino – La leggenda del Kung Fu’ e il regista Volfango De Biasi per ‘Un matrimonio mostruoso’ per noi è un grande piacere. Qui a Monaco c’è una grande italianità e tante persone chiedono i nostri film. I film arrivano dalla Francia, dal Canada, dall’Argentina, dalla Finlandia… c’è addirittura un film ucraino, ‘Luxembourg, Luxembourg’, che non parla ovviamente del dramma della guerra perché altrimenti non sarebbe una commedia. Quando abbiamo visto questo film, abbiamo pensato di fare un omaggio all’Ucraina e di invitarlo al Festival. Il nostro è sempre stato un Festival internazionale e i film che presentiamo in concorso o in anteprima vincono ormai da diversi anni il premio per la miglior commedia agli Oscar europei: siamo veramente fieri della nostra selezione qualitativa”.

Ezio Greggio 2

Lei che pensa invece del politicamente corretto? Difficile fare certi mestieri al giorno d’oggi…

“Io sono politicamente scorretto, Zalone è politicamente scorretto, ‘Striscia la notizia’ è politicamente scorretta. Ti autorizzo a dire che anche il mio Festival è politicamente scorretto, anzi è il più politicamente scorretto che possa esserci in natura: ce ne fottiamo. In passato ci è successo di presentare un film con due protagonisti che fanno l’amore in chiesa e non sono mancate le polemiche, ma noi siamo felici di aprire certi dibattiti: perché partendo da lì, possiamo parlare di altre problematiche ben più pesanti della Chiesa”.

Difficile darle torto…

“Va organizzata una forza in difesa della libertà di espressione: oggi non puoi più metterti a fare battute su nulla, ti attaccano tutti come vampiri che si attaccano al collo. La forza di un Paese è quella di essere un Paese libero e non sotto dittatura. Chi fa il nostro mestiere deve avere la forza e il coraggio di non assoggettarsi. Non vorrei fare esempi, ma…”.

Dica.

“Vedo in televisione delle cose che vanno solo in una direzione.

‘Striscia la notizia’ ha fatto vedere la storia di Aboubakar Soumahoro, quando altre trasmissioni lo trattavano come un santo. Minchia, tutt’altro che un santo: ma hai mai sentito una di quelle trasmissioni fare marcia indietro? E allora noi facciamo marcia in avanti!”.

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