Dopo le accuse e la polemica è tempo di spiegazioni. A pochi giorni dal durissimo sfogo avvenuto sui social network Matteo Giunta spiega il motivo che lo ha spinto a scagliarsi duramente contro i genitori che portano i figli malati a scuola, definendoli senza mezzi termini "irresponsabili pezzi di m....". Sulle pagine del Corriere il marito di Federica Pellegrini ha ammesso di avere esagerato ma per un motivo ben preciso: "Quando ho postato quella frase ero esasperato. Mia figlia è stata ricoverata due volte in una settimana. E non sono riuscito più a trattenermi".
La figlia ricoverata in ospedale
A scatenare la durissima reazione di Giunta è la difficile situazione che la famiglia sta vivendo. La piccola Matilde è infatti ricoverata in ospedale a seguito di "complicanze respiratorie", fa sapere il quotidiano. Si tratta del secondo episodio nel giro di poche settimane e il tutto è complicato dalla delicata situazione di Federica Pellegrini, che è al settimo mese di gravidanza. Da due giorni la Divina è al capezzale della figlia, ricoverata dopo un nuovo episodio di convulsioni febbrili. "Un'altra corsa in ospedale. Un'altra volta. A dicembre aveva avuto le convulsioni, con conseguente ricovero. Ogni volta è uno strazio. I pediatri possono spiegarti cento volte che è una condizione piuttosto frequente nei bambini, ma viverlo è un’altra cosa", si è sfogato Giunta.
"Ho agito d'impulso, non sono un robot"
Nell'intervista l'allenatore di nuoto ha cercato di spiegare che, seppur con parole meno offensive, riscriverebbe quel messaggio altre volte per portare all'attenzione di tutti il problema: "Forse oggi eviterei di riscrivere l'insulto, ma in quel momento ero un padre arrabbiato, con la figlia in ospedale e ho scritto come mi veniva. Perché non sono un robot. Ho reagito d'istinto, come chiunque si trovi con l'acqua alla gola. Probabilmente se ne è parlato anche, o soprattutto, perché ho usato una parolaccia, toccando un tasto dolente per molte famiglie". Nonostante le critiche, Matteo Giunta e Federica Pellegrini hanno trovato anche molti consensi da parte di chi, soprattutto, lavora a stretto contatto con i bambini piccoli: "Mi hanno scritto tante educatrici e maestre. Non per criticarmi, ma per ringraziarmi. Perché questo è un problema che conoscono benissimo. E che si portano dietro da sempre: bambini lasciati a scuola anche con la febbre o con altri sintomi senza alcun controllo medico. E chi paga? Gli altri bambini, le famiglie, le insegnanti".
Poi la conclusione: "Se viviamo in una comunità, dobbiamo comportarci di conseguenza. E invece spesso prevale l'egoismo. A volte per colpa di pochi, si mette a rischio la salute di tanti. E questo non possiamo più permettercelo".