
Dal rapporto con gli altri sport, e in particolare lo sci, fino a Carolina Kostner. Passando ovviamente per la sua routine, le sue abitudini e il suo rispetto verso una città come Milano. In una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Roberto Bolle si racconta a 360 gradi senza tralasciare le sue passioni che vanno oltre il lavoro, le relazioni personali e qualche aneddoto che sicuramente potrebbe incuriosire.
L'étoile della Scala e allo stesso tempo Principal Dancer dell’American Ballet ci tiene a parlare anche di altre attività sportive. In particolare il pattinaggio che, secondo il suo ragionamento, “è più simile al balletto di altre specialità, però la dedizione, la disciplina, la preparazione fisica sono le stesse per ogni ballerino per ogni sportivo”. Ma non solo. “Per non parlare della voglia di superare i propri limiti e della preparazione mentale necessaria. Ecco, credo che questa componente sia quella che più di ogni altra cosa avvicina gli atleti ai ballerini”, spiega con dovizia di particolari.
Non manca un aneddoto su Carolina Kostner, un esempio di quanto detto in precedenza. Bolle spende parole al miele verso la pattinatrice artistica su ghiaccio. “Spesso e volentieri – dice - i protagonisti del pattinaggio prendono lezioni di danza e si preparano con l’aiuto di ex ballerini della Scala per la parte coreografica. Lo ha fatto anche Carolina, che fra l’altro ha sempre guadagnato molti punti nelle sue performance con la sua eleganza innata”.
La stessa eleganza con la quale Bolle si esibisce. L'étoile ha spento 50 candeline lo scorso 26 marzo ma il suo fisico dimostra il contrario. Merito della sua routine serrata. “Nella mia routine di allenamento quotidiano, gli esercizi a corpo libero durano in tutto un’ora e mezza tra addominali, dorsali, plank, flessioni, senza macchine”, ha raccontato invece al Corriere della Sera, in occasione della presentazione della Festa Onedance a Milano. Un allenamento distante dalla palestra nuda e cruda. “Più che altro, esercizi di Pilates e yoga. Niente pesi, mi basta sollevare le ballerine”, ha concluso.
Senza dimenticare il ruolo di Milano nella sua carriera.
Per questa città "ho un grande debito di riconoscenza con Milano, sono profondamente legato alla città, non soltanto alla Scala. Milano per me è il luogo che dà opportunità ai giovani, ha un’ottica internazionale che nessun’altra città in Italia ha".