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Oreste Lionello, muore il figlio Davide travolto dalla metro a Roma

Il figlio del famoso comico si lancia sui binari della metro A nella capitale. La famiglia chiede chiarezza sulle cure e sull’uscita dalla clinica psichiatrica. La sorella: "Una tragedia che si poteva evitare"

Davide ed Oreste Lionello (Foto fonte social)
Davide ed Oreste Lionello (Foto fonte social)
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Davide Lionello, 52 anni, figlio dell’attore e doppiatore Oreste Lionello, è morto nel pomeriggio di ieri, 25 gennaio, nella capitale. L’uomo è stato travolto da un convoglio della linea A della metropolitana, alla fermata Subaugusta, in direzione Battistini. Secondo le testimonianze raccolte, si sarebbe lanciato sui binari all’arrivo del treno.

L’incidente alla fermata Subaugusta

Il dramma si è consumato nel primo pomeriggio, causando l’immediata interruzione del servizio per consentire i rilievi da parte delle forze dell’ordine. Gli accertamenti svolti sul posto non lascerebbero dubbi sulla volontarietà del gesto. Davide Lionello era uscito poche ore prima dalla struttura sanitaria in cui era ricoverato.

Una vita sulle orme del padre

Separato e padre di una ragazza di 14 anni, Davide aveva seguito fin da giovane le orme del padre Oreste, figura storica del cinema, del teatro e del doppiaggio italiano. Lavorava come doppiatore ed era conosciuto per aver prestato la voce a personaggi molto noti al pubblico, tra cui Chunk ne I Goonies e Charlie Custer in Holly e Benji. Per anni si era anche occupato della gestione dei diritti legati all’opera del padre.

Una famiglia legata al mondo dello spettacolo

Davide faceva parte di una famiglia numerosa e bene inserita nell’ambiente artistico. Tra i fratelli ci sono il regista Fabio Lionello, le doppiatrici Cristiana e Alessia e l’attore Luca Lionello. Negli ultimi tempi stava collaborando proprio con la sorella Alessia alla realizzazione di un docu-film dedicato al centenario della nascita di Oreste Lionello, previsto per il 2027.

La lunga malattia

Da anni Davide era in cura per una patologia psichiatrica. La sorella Alessia racconta che la diagnosi di disturbo bipolare risaliva al 2004 e che da allora il fratello aveva alternato periodi di ricovero e dimissioni. Da circa due anni era seguito presso la clinica Villa Mendicini, nella zona dell’Alessandrino.

Il dolore e le domande dei familiari

Alla notizia della morte si accompagna la rabbia della famiglia. "È una tragedia che si poteva evitare", dice la sorella, ancora sotto choc. I parenti chiedono chiarimenti sulle modalità con cui Davide avrebbe lasciato la struttura sanitaria e sulle terapie seguite negli ultimi tempi. "Avevo chiesto che la cura fosse rivista, ma mi era stato risposto di non intromettermi", racconta Alessia.

La richiesta di accertamenti

Secondo i familiari, negli ultimi mesi le condizioni psicologiche di Davide si erano aggravate e la sua voglia di vivere sembrava essersi spenta.

Ora chiedono che venga fatta piena luce sulle responsabilità e sulle procedure adottate, affinché tragedie simili non si ripetano. "Mio fratello era una persona intelligente, curiosa, sensibile. Questa malattia non è semplice e non va sottovalutata", conclude la sorella.

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