«Più rispetto per le strutture religiose»

Renata Polverini raccoglie l’allarme sul possibile taglio di posti letto alle strutture sanitarie religiose. E rilancia: «Lo scongiureremo, conosco bene le suore, sono piene di umanità che è quello che serve poi ai pazienti». Il tutto nel corso della lunga visita alla clinica psichiatrica per donne «Villa Giuseppina», al Portuense. In questa occasione ha raccolto lo sfogo del cappellano don Gino Belleri che non comprende la penalizzazione a livello di posti. «Abbiamo spazio - ha detto - luce, giardino, perché non mandano gente qui?».
La clinica, convenzionata con la Regione, al momento ospita un centinaio di pazienti psichiatriche, curate dai medici e assistite dalle suore. La Polverini si è soffermata a parlare con le pazienti e con il cappellano che le ha chiesto una piccola attenzione. «Abbiamo - ha detto - i soldi della Regione perché questa è una struttura religiosa convenzionata, e avremmo l’opportunità di accogliere più persone, invece niente». La candidata del centrodestra ha ringraziato tutti gli operatori per «lo straordinario impegno quotidiano verso persone che hanno bisogno di cure eccezionali, ma ha osservato: «Ho la sensazione che ci sia stata una preclusione da parte della Regione nei confronti delle strutture sanitarie religiose. E questo non va bene».
Infine il presidente della Commissione regionale Sanità Luigi Canali ritiene «inammissibile e spero priva di fondamento l’ipotesi di nuovi tagli ai posti letto che andrebbero a colpire soprattutto le strutture private e religiose». «Queste - ha aggiunto Canali - svolgono un ruolo rilevante nella sanità laziale che va sostenuto e tutelato con convinzione e mi fa piacere che se ne sia accorto e lo abbia dichiarato recentemente anche chi ha ricoperto incarichi istituzionali in questa legislatura. Per far ciò è quanto mai urgente dare piena applicazione al piano sanitario regionale licenziato lo scorso ottobre dalla commissione Sanità e fatto proprio dal commissario ad acta».
Canali spiega che «il piano offre a queste strutture le giuste garanzie e gli strumenti adeguati per continuare a svolgere pienamente la loro azione a sostegno della salute dei cittadini. È poi sbagliato che si continui a parlare solo di tagli quando l’unica via percorribile è quella di una razionalizzazione della rete ospedaliera che riorganizzi e migliori l’efficacia e l’efficienza dell’offerta di prestazioni e servizi».

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