Il piano di Salvini per andare a votare

Dopo giorni di tensione, Salvini ha iniziato a considerare l`ipotesi di far saltare il banco

Il piano di Salvini per andare a votare

Se in politica esistesse davvero un punto di non ritorno, Lega e M5s lo avrebbero già ampiamente superato. La distanza che separa da sempre Salvini e Di Maio, infatti, non è più solo politica, ma umana e personale, fatta di sospetti e risentimenti. D`altra parte, sono giorni che Conte e il leader grillino si palleggiano il Russiagate con l`evidente tentativo di inchiodare Salvini ai presunti finanziamenti di Mosca alla Lega. Il ministro dell`Interno l`ha capito e ora inizia a pensare che non ci sia più alcuna via d`uscita dall`angolo nel quale lo hanno spinto i suoi alleati.

Ecco perché, dopo giorni di tensione, Salvini ha iniziato a considerare l`ipotesi di far saltare il banco, forse ormai la sola strada per fermare la tempesta prima che si trasformi in uragano. Non è un caso che a via Bellerio si sia iniziato a sfogliare il calendario per verificare tempi e modi di un`eventuale crisi. Con diverse opzioni, ma con un`unica rotta: la finestra elettorale è ben più larga di quanto si pensi e, comunque, non è affatto detto che non si possa votare a novembre, in piena sessione di Bilancio. Insomma, per sciogliere le Camere ci sarebbe tempo fino al 31 luglio, se non fino al 5 agosto. Conti che non tornano al Colle, dove sostengono che i 45 giorni minimi di intervallo tra scioglimento e nuove elezioni sono solo «nominali», perché con la legge sul voto estero ne servono almeno 60. Al di là di questi calcoli, però, Salvini starebbe valutando anche la strada del voto a novembre, approvando prima una legge di Bilancio tecnica da consegnare all`Europa (come con il Def 2018). Il leader leghista, infatti, ha bisogno di tempo perché un`eventuale showdown può avvenire solo su temi concreti: il decreto sicurezza e la riforma delle autonomie, questioni care al Carroccio.

Uno scenario che non tranquillizza il Quirinale, convinto che la legge di Bilancio necessiti di un governo nella pienezza dei poteri. Mattarella, però, non è intenzionato a mettersi di traverso e si limiterà a esercitare le sue prerogative.

Considerazioni che il capo dello Stato farà oggi a Salvini, atteso per un faccia a faccia al Colle. In un clima mai come prima da fine della scuola. Al punto che ieri sera, alla buvette della Camera, una decina di deputati leghisti hanno alzato i calici di prosecco e brindato «alla campagna elettorale».

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