Pillola Ru486, esplodono le polemiche Il governo: in autunno le linee guida

Entro breve il governo varerà delle linee guida per regolamentare l'uso della pillola abortiva. Verranno così chiariti tutti i dubbi procedurali sul farmaco. Il sottosegretario del Welfare: "Niente day ospital. Ricovero di almeno tre giorni". Polemica di Avvenire: "Nel governo non tutti si sono impegnati per fermare la pillola"

Pillola Ru486, esplodono le polemiche 
Il governo: in autunno le linee guida

Roma - I criteri per l’utilizzo della pillola abortiva RU486 rientreranno nelle linee guida sulla legge 194 che il governo varerà a breve, presumibilmente in autunno. Lo annuncia il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, che ha ribadito "l’impegno preciso a formulare linee guida per la legge sull’aborto, che implementino la parte sulla prevenzione". Nelle linee guida saranno accolte e rielaborate le indicazioni dell’Aifa, pronte a settembre, che dovranno chiarire tutti i dubbi procedurali sull’assunzione del farmaco.

Ricovero ospedaliero Il punto chiave sarà il ricovero ospedaliero: "La donna - sottolinea la Roccella - deve rimanere in ospedale finché non sarà accertata l’espulsione del feto, il che avviene nell’80% dei casi entro 4 giorni, ma nel 20% in tempi successivi". L’uso della pillola dovrà essere vincolato a questo criterio imprescindibile, ribadito peraltro dall’Aifa e riportato anche in due pareri del Consiglio Superiore di Sanità.

Consenso informato C’è poi la questione del consenso informato: "Dovremo studiare il modo di informare davvero le donne sui rischi che si corrono, perchè c’è sempre la possibilità che la donna firmi le dimissioni volontarie e esca dall’ospedale prima della conclusione dell’aborto. Gli operatori sanitari dovranno essere formati per scoraggiare una simile decisione, perchè è fondamentale convincere la paziente che è molto rischioso se l’espulsione del feto avviene fuori da una struttura sanitaria pubblica".

Test psicologico Non è esclusa, infine, l’introduzione di un test socio-psicologico, "un questionario che aiuti gli operatori a verificare una serie di requisiti delle donne che richiedono di accedere all’aborto farmacologico, come si fa in Francia". In ogni caso, queste misure "andranno prese d’accordo con le regioni".

La dura critica di Avvenire Dura stoccata al governo da parte di Avvenire dopo il si alla RU486. L’Agenzia del farmaco, sottolinea il quotidiano dei vescovi nell’editoriale, "porta per prima la responsabilità di una scelta grave e tutt’altro che necessaria": è stato dato via libera a un farmaco "del quale gli stessi produttori ammettono la pericolosità, sia pure a denti stretti e sottovoce". L’Aifa però, sottolinea Avvenire, "è in buona compagnia: se una parte del governo si è battuta per scongiurare questo pessimo esito, è impossibile tacere su altre precise e identificabili responsabilità politiche. La RU486 si poteva fermare, ma non tutti quelli che potevano si sono impegnati per farlo". Il si alla pillola abortiva, ribadisce l’editoriale, rappresenta "uno sfregio" alla vita umana "con i timbri della burocrazia". "Una grave sconfitta per la vita, un altro affronto che il nostro paese - quello che la vita la onora e la difende - certo non meritava". La pillola, conclude Avvenire, "rimuove culturalmente l’aborto, isola le donne, dissimula la loro feritra, le inganna. Stanno facendo di tutto per farcelo dimenticare: ma la vita umana continua a meritare ben altro rispetto".

La replica del governo Il sottosegretario Roccella tiene a sottolineare che "il governo poteva entrare nella questione molto limitatamente, visto che tutto dipendeva dalla decisione di un organo tecnico come l’Aifa, ma ha espresso posizioni molto chiare e nette". È una velata replica al duro editoriale di oggi su Avvenire, che ha puntato il dito contro una parte del governo che non si sarebbe impegnata abbastanza per impedire il via libera alla pillola. "Sia la mia posizione - ricorda Roccella - che quella del ministro titolare della materia, cioè Maurizio Sacconi, sono sempre state molto chiare, e Sacconi ha subito scritto una lettera all’Aifa per sincerarsi che sia fatta la massima chiarezza sull’utilizzo della pillola".

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