Polemica Brunetta: «Basta registi parassiti»

Nel suo intervento al seminario del Pdl a Gubbio Renato Brunetta lancia un duro attacco ai cineasti «parassiti» che animano la Mostra del Cinema di Venezia in questi giorni: «Gente che ha preso tanti soldi e ha incassato poco al botteghino. Gente che non ha mai lavorato per il bene del Paese, anzi non ha mai lavorato. Alla Mostra di Venezia va chi riceve 40 milioni di euro di contributi pubblici per produrre un film che guadagna poche migliaia di euro», tuona il ministro. Che allarga l’attacco anche «ai parassiti dei teatri lirici, i finti orchestrali, i cantanti, tutti quelli che erano abituati che a pagare era Pantalone». Poi Brunetta si rivolge direttamente al ministro della Cultura Sandro Bondi presente in sala: «Ti dico, Sandro, di chiudere quel rubinetto del Fus. Ci sono orchestrali che mettono insieme orchestre che suonano poco per avere sussidi statali e poi si fanno il complessino loro. Andate a lavorare - alza la voce Brunetta - confrontatevi con il mercato. Questa è l’Italia leggermente schifosa».
Brunetta «fa di ogni erba un fascio» nel criticare gli aspetti corporativi e parassitari di certa organizzazione del sistema culturale pubblico, risponde il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan. Secondo Galan «una sola cosa va richiesta a chi opera nella cultura e nell’arte: la qualità della proposta. E poi va perseguita la lotta allo spreco, all’inefficienza, al clientelismo. In Veneto ben si è operato se si pensa all’Arena di Verona, al Teatro La Fenice di Venezia, ma anche alla Biennale. Tutte istituzioni che sono un prestigio assoluto per l’Italia e che apportano benefici economici, se si pensa ai massicci flussi di un turismo qualificato.

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