Polemiche Gli U2 sotto accusa «Il vostro tour è inquinante»

Cantavano la pace di streets with no name, strade senza nome, di bellezza e concordia. E invece Gli U2, con i loro camion, sono incappati in un ingorgo di polemiche. Magari quei 200 autoarticolati che sgasano su e giù per l’Europa, servissero a pulire il mondo. Nessuno avrebbe battuto ciglio. Anzi, ancora una volta si sarebbe detto che, sì, Bono cares. Il leader degli U2, da bravo irlandese, ha a cuore l’ambiente e le cause verdi come la sua isola di Smeraldo. E le cause «povere», come la «sua» Africa per la quale attraversa il pianeta, bacchettando i potenti della Terra che non accettano di cancellare il debito con un colpo di spugna. Una faticaccia questo «360 world tour» che però ha sollevato le note più stonate, appena la band ha messo piede nel Regno Unito, scaldando gli 88mila di Wembley due notti fa. «Mastodontico, costoso, ma soprattutto inquinante per chi come loro si erge a paladino dell’ambiente» lo hanno bollato alcuni ambientalisti. Per trasportare i materiali occorrono 200 camion, ma soprattutto si sono bruciati 20 milioni di sterline per mettere insieme il palco di cui esistono ben tre versioni. «Eccessivi», ha chiosato David Byrne, leader dei Talking heads, loquace assai, forse anche grazie ad una buona dose di invidia professionale: una vera artigliata a quel Claw, quell’artiglio, per l’appunto, dal quale Bono e soci lanciano i loro acuti. Immediata la risposta della band per voce di The Edge, il saggio del gruppo, testa calda sotto al berretto di lana nero: «Chiunque vada in tour inquina: un mezzo alternativo non c’è», ha spiegato, contrattaccando «le critiche sono ingiuste perché abbiamo un programma che compensi le emissioni di Co2».

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