Diciamoci la verità: dell'avanzo primario non si parla granché. Eppure è un indicatore economico fondamentale per comprendere lo stato di salute delle finanze pubbliche. In quanto riguarda la sostenibilità finanziaria di uno Stato. Infatti, esso evidenzia la differenza tra le entrate e le spese pubbliche, escludendo il pagamento degli interessi sul debito. Ebbene, nel biennio 2025/2026 l'Italia sarà l'unico Paese a poter mettere sul terreno un surplus primario di bilancio. Numericamente significa 37,4 miliardi di euro, 1,6 punti percentuali di Pil.
Nel confronto, altri Paesi dovrebbero impallidire. Se parliamo delle realtà che compongono il G7 (i dati sono forniti dalla Commissione europea ed elaborati dall'economista Marco Fortis) i disavanzi statali primari saranno elevati. E cioè: Germania -69,5 miliardi; Gran Bretagna 72,5 miliardi di sterline; Francia 160, 2 miliardi di euro; Usa 1.479 miliardi di dollari. Giappone 48 trilioni di yen. Nella graduatoria è assente il Canada perché la Commissione non ne fornisce i numeri. Dunque, un buon avanzo primario è motivo di attrazione di capitali in quanto determina una maggiore fiducia degli investitori nei mercati. Inoltre, quest'indicatore può essere motivo di una contrazione del debito nazionale nel lungo periodo. Ecco allora che è perlomeno riduttivo sottolineare pervicacemente il rallentamento della nostra economia senza tener conto del bilancio dello Stato in avanzo primario. Puntare l'indice sempre e comunque per enfatizzare criticità vere o presunte tali è un esercizio stucchevole. Significa oscurare dati di realtà per far prevalere punti di vista (meglio: punti di svista!) che non tengono conto dell'insieme. Non accendere i fari sulla circostanza che l'Italia incassa più di quanto spende non è cosa buona e giusta.
E poi, lo diciamo sottovoce affinché qualcuno non si offenda, il ritrovato buon andamento dell'avanzo primario è dovuto anche (oltre che al superamento del periodo segnato dalla pandemia) alla diminuzione della spesa legata al Superbonus.www.pompeolocatelli.it