Evergrande continua a fare notizia anche post mortem. I liquidatori del colosso immobiliare - messo in liquidazione dai giudici di Hong Kong all’inizio del 2024 - hanno chiesto un maxi-risarcimento da 8,4 miliardi di dollari alla società di revisione dei conti PwC, ritenuta responsabile di negligenza nel suo lavoro contabile prima che si arrivasse al crac. La storia risale al periodo pandemico, quando Evergrande entrò per la prima volta in default schiacciata sotto il peso di oltre 300 miliardi di passività.
Di colpo, il principale sviluppatore immobiliare della Cina si ritrovò a essere l’azienda più indebitata al mondo tra quelle del suo settore. La società di revisione internazionale non è nuova a queste contestazioni: il mese scorso, le autorità di regolamentazione di Hong Kong hanno dichiarato che PwC avrebbe pagato 166 milioni di dollari in multe e risarcimenti per il suo ruolo nella revisione dei bilanci di Evergrande per violazioni dei doveri professionali. La stessa PwC ha ammesso che nella vicenda Evergrande ha operato «ben al di sotto» delle sue «elevate aspettative e di quelle dei nostri stakeholder» e di avere per questo adottato «misure di responsabilità e correttive » negli ultimi mesi. Sta di fatto che il Paese guidato da Xi Jinping (in foto) sta ancora facendo i conti con le conseguenze di quel crac. Basti pensare che ad aprile i prezzi delle nuove case erano in calo del 3,5% su base annua, mentre gli investimenti nel settore sono crollati del 13,7% nei primi quattro mesi di quest’anno. Campanelli d’allarme che evidenziano il timore dei cittadini verso l’acquisto di una nuova abitazione. Tutto questo in un contesto economico già perturbato dagli effetti della guerra in Iran.
Come riporta l’Ufficio nazionale di statistica della Cina, le vendite al dettaglio nel mese di aprile sono aumentate di appena lo 0,2% su base annua: l’incremento più debole dal dicembre del 2022, quando Pechino stava uscendo dal lockdown più lungo e severo al mondo. I dati rivelano che non solo il mercato del mattone è debole, ma sono particolarmente deboli anche le vendite di automobili (-15,3%), elettrodomestici (-15,1%), materiali da costruzione (-13,8%) e mobili (-10,4%).