Cantieri aperti su tutto il territorio nazionale e una spinta decisiva al Pnrr: il 2025 segna per Rete Ferroviaria Italiana l'anno dei record sotto il profilo degli investimenti. Sono stati 11,6 i miliardi destinati allo sviluppo e alla manutenzione della rete ferroviaria, mentre ogni giorno risultano attivi circa 1.300 cantieri tra nuove opere e interventi di manutenzione. I dati sono stati presentati ieri alla Camera dei Deputati dall'amministratore delegato e direttore generale di Rfi, Aldo Isi (nella foto), nel corso della presentazione della Relazione al Parlamento sull'attività del Cipess, il comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile.
«La sfida oggi non è solo decidere dove investire, ma realizzare nei tempi previsti una mole di interventi senza precedenti», ha spiegato il manager. Nel dettaglio, 700 cantieri sono dedicati a nuove infrastrutture e 600 alla manutenzione ordinaria e straordinaria. Il 63% delle risorse finanzia grandi opere strategiche, mentre il restante 37% è destinato al miglioramento dell'efficienza della rete.
Rispetto al 2023, gli investimenti sono aumentati del 49%, mentre le interruzioni programmate per consentire i lavori sono cresciute del 115%, soprattutto per i progetti legati al Pnrr. Secondo Rfi, gli interventi previsti nel 2025 genereranno un indotto di 20,5 miliardi, con un impatto sul Pil di 8,6 miliardi e oltre 112mila occupati coinvolti.