Doveva essere una giornata di festa nazionale, si è trasformata nell’ennesima contestazione pubblica a Pedro Sanchez. Il premier spagnolo è stato accolto da una raffica di fischi, insulti e urla al suo arrivo alla parata militare del 12 ottobre, il tradizionale appuntamento per il Día de la Hispanidad. Un’accoglienza tutt’altro che calorosa, con il leader socialista costretto a incassare la rabbia di una parte dei cittadini presenti nel centro di Madrid. E tra le contestazioni è spuntato anche uno dei temi più delicati per il governo: la crisi migratoria di Ceuta.
La scena si è consumata in Plaza Cánovas del Castillo, dove Sanchez è arrivato a bordo dell’auto ufficiale per partecipare alla cerimonia presieduta dai reali Felipe VI e Letizia. Accompagnato dalla ministra della Difesa Margarita Robles, il premier ha dovuto attendere l’arrivo della famiglia reale. Ma ad aspettarlo c’era anche una folla decisamente poco incline agli applausi. Secondo quanto ricostruito da Telecinco, i primi fischi sono partiti proprio durante l’arrivo del capo del governo, per poi intensificarsi nei minuti successivi.
Un ingresso da dimenticare. Sanchez è rimasto per alcuni minuti all’interno della vettura prima di raggiungere le altre autorità. Una volta sceso, la situazione non è migliorata. Anzi. “Pedro Sanchez, figlio di puttana”, uno degli insulti scanditi ripetutamente da alcuni manifestanti, mentre il leader del governo cercava di mantenere un’espressione istituzionale e proseguire con il protocollo. La contestazione non si è esaurita con l’arrivo dei sovrani, ma è proseguita anche durante i saluti ufficiali.
A rendere ancora più indigesta la mattinata del leader socialista sono state le proteste sulla questione Ceuta. “Ceuta non si vende, Ceuta si difende”, hanno gridato diversi cittadini, tornando a puntare il dito contro la gestione dell’enclave spagnola in Nord Africa. Sullo sfondo c’è l’ultima crisi migratoria e le polemiche sui rapporti tra Madrid e il Marocco. Una questione che continua a rappresentare un terreno di scontro politico e che ha finito per irrompere persino nelle celebrazioni della festa nazionale.
Non è la prima volta che Sanchez deve fare i conti con i fischi durante le celebrazioni del 12 ottobre. Ma quest’anno il clima politico è particolarmente incandescente, con le elezioni anticipate ormai alle porte e il governo socialista alle prese con una fase tutt’altro che semplice. La contestazione di Madrid non può certamente essere scambiata per un sondaggio nazionale, ma racconta plasticamente l’ostilità di una parte dell’opinione pubblica nei confronti dell’esecutivo.
Del resto, mentre il premier continua a rivendicare la propria azione di governo, nelle strade della capitale spagnola il messaggio di una parte dei presenti è stato decisamente meno diplomatico. Fischi, insulti e accuse di tradimento nel giorno dedicato all’orgoglio nazionale. Per Sanchez, più che una festa, l’ennesimo bagno di realtà.
#12deOctubre | Abucheos e insultos a Pedro Sánchez a la llegada del desfile de la Fiesta Nacional. https://t.co/araoeYeefY
— RTVE Noticias (@rtvenoticias) October 12, 2026
