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Iran, l'Europa verso il sì ai pasdaran nella lista terroristi

L'Alta rappresentante Ue per la politica estera: "Se agisci come terrorista, dovresti anche essere trattato come terrorista"

Diretta Iran, l'Europa verso il sì ai pasdaran nella lista terroristi
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Mentre Trump minaccia ancora l'Iran con un'armata in viaggio verso Teheran, anche l'Europa si prepara a nuove sanzioni: "Mi aspetto anche che concorderemo sull'inserimento della Guardia Rivoluzionaria Iraniana nella lista dei terroristi", ha detto l'Alta rappresentante Ue per la

politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles, "Questo li metterà sullo stesso piano di al-Qaeda, Hamas e Daesh. Se agisci come terrorista, dovresti anche essere trattato come terrorista".

Iran: Belgio, da tempo a favore inclusione Pasdaran in lista terroristi

"Il Belgio è al fianco di chi desidera legittimamente che le proprie aspirazioni democratiche in Iran siano soddisfatte e sottolineare che un anno fa, quando è stato formato il nuovo governo belga, abbiamo dichiarato esplicitamente nel nostro accordo di coalizione di voler inserire il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) nella lista dei gruppi terroristici dell'Unione Europea. Continuiamo a sostenere questa iniziativa insieme ad altri alleati europei, soprattutto alla luce delle atrocità e della repressione a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane". Lo afferma il ministro degli Esteri belga, Maxime Prevot, al suo arrivo al Consiglio Ue Esteri.

Iran: Madrid, sì a includere pasdaran in elenco gruppi terroristici

 "La Spagna sostiene tutte le sanzioni contro l'Iran e sostiene ovviamente anche quelle che riguardano l'inserimento nella lista dei gruppi terroristici della Guardia Rivoluzionaria, e purtroppo non abbiamo nulla da calibrare". Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares arrivando al Consiglio Affari esteri dell'Ue a Bruxelles. "Quando vediamo la situazione in Iran, la repressione cieca e indiscriminata, arresti arbitrari, la situazione delle donne iraniane che ci preoccupa terribilmente, credo che sia responsabilità e obbligo dell'Unione Europea utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per fermare questa repressione", ha aggiunto. "La Spagna esige il rispetto della libertà di espressione e della libertà di manifestazione pacifica di tutti gli iraniani e di tutte le iraniane che con grande coraggio stanno manifestando e chiedendo che venga ampliato il margine di libertà" e "condanniamo la repressione insensata del regime iraniano nei confronti dei propri cittadini, gli arresti arbitrari devono cessare", ha affermato Albares sottolineando che "qualsiasi esecuzione sarebbe una vera e propria linea rossa per la Spagna e per l'Europa".

Iran: attivisti, 6.373 morti e 42.486 arresti in repressione proteste

 È salito a 6.373 morti il bilancio della repressione delle proteste anti-governative in Iran, di cui 5.993 manifestanti e 53 civili non manifestanti. Sono i nuovi dati diffusi da Hrana, Human Rights Activists News Agency, con sede negli Stati Uniti, che in passato in precedenti ondate di proteste si è dimostrata accurata nelle informazioni e si avvale di una rete di attivisti nel Paese per verificare il numero dei morti. Secondo Hrana, gli arresti effettuati sono 42.486 e le persone gravemente ferite sono 11.018.

Iran: Francia, sì a Pasdaran in lista terroristi, basta repressione

 "La Francia ha annunciato ieri che sosterrà l'inclusione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea, perché non può esserci impunità per i crimini commessi". Lo afferma il ministro degli esteri francese, Jean-Noël Barrot, al suo arrivo al Consiglio Esteri Ue a Bruxelles."Questa decisione della Francia, è anche un appello alle autorità iraniane affinché liberino le decine di migliaia di prigionieri rinchiusi nelle carceri del regime, ponga fine alle esecuzioni che continuano e alla repressione più violenta nella storia contemporanea dell'Iran, ripristini l'accesso alle comunicazioni e a internet e restituisca al popolo iraniano la possibilità di decidere autonomamente e autonomamente il proprio futuro", spiega. "In Iran, l'insopportabile repressione scatenata contro la pacifica rivolta del popolo iraniano non può restare senza risposta. Lo straordinario coraggio degli uomini e delle donne iraniane che sono stati presi di mira da questa violenza non può essere vano - sottolinea -. Per questo motivo oggi imporremo sanzioni europee contro i responsabili di questa repressione: membri del governo, procuratori, capi delle unità di polizia e membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica responsabili del blocco di Internet. Oltre 20 persone ed entità vedranno i loro beni congelati e sarà loro vietato l'ingresso nel territorio europeo. Senza dubbio dovremo andare oltre"."Nessun altro può farlo per loro. La nostra priorità in questo contesto, con il rischio sempre presente di un'escalation regionale, è la sicurezza dei nostri cittadini, delle nostre strutture e anche dei due ostaggi francesi", aggiunge.

Iran: Kallas, mi aspetto ok Stati a Pasdaran in lista terroristi

"Adotteremo nuove sanzioni all'Iran e mi aspetto anche che concorderemo sull'inserimento della Guardia Rivoluzionaria Iraniana nella lista dei terroristi. Questo li metterà sullo stesso piano di al-Qaeda, Hamas e Daesh. Se agisci come terrorista, dovresti anche essere trattato come terrorista". Lo dice l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles. "È chiaro ciò che vediamo: il bilancio delle vittime e le proteste in Iran, e i mezzi adottati dal regime sono davvero, davvero severi. Ecco perché stiamo anche inviando un messaggio chiaro: se si reprime qualcuno, si paga un prezzo, e si verrà sanzionati per questo", rimarca. Come rispondiamo alle preoccupazioni di chi crede che l'inserimento dei Pasdaran tra i terroristi possa influire sulla capacità delle ambasciate europee di operare in Iran? "Questi rischi sono stati calcolati. La parte diplomatica è al di fuori di questa Guardia Rivoluzionaria. Anche le interazioni con il Ministro degli Esteri non rientrano in questa sfera, quindi si stima che i canali diplomatici rimarranno comunque aperti anche dopo le sanzioni alle Guardie Rivoluzionarie", spiega.

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