La crisi iraniana entra in una nuova fase di alta tensione. Teheran ha annunciato esercitazioni militari con fuoco reale nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il 20% del petrolio mondiale, mentre l’Unione europea ha approvato nuove sanzioni contro esponenti del regime e cresce il consenso per inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche.
Intanto Washington, secondo la Cnn, valuta opzioni militari più ampie contro l’Iran, anche dopo il dispiegamento di una portaerei nella regione. Sullo sfondo, la repressione delle proteste interne continua a provocare migliaia di morti e arresti, alimentando il rischio di un’escalation regionale.Reza Palhavi: "Da Ue su pasdaran messaggio importante a regime"
"Accolgo con favore la decisione dell'UE di designare il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) come organizzazione terroristica. Questo importante passo invia un messaggio al regime criminale: non ha legittimità a livello globale". Lo ha scritto su X, Reza Palhavi, figlio dell'ultimo Scià dell'Iran, Mohammad Reza Pahlavi.
Portavoce esercito: basi Usa a nostra portata, pronti a rispondere
Se gli Stati Uniti faranno "una mossa avventata" l'Iran "darà una risposta immediata". Lo ha detto a ISNA il generale di brigata Mohammad Akraminia, portavoce dell'esercito della Repubblica Islamica dell'Iran. "Potrebbero lanciare un attacco militare contro di noi; gli americani hanno fatto un errore di calcolo. Risponderemo alla minima provocazione, e questo potrebbe non essere ciò che l'America vuole. Le basi americane sono alla nostra portata", ha avvisato.
Hegseth: "Iran ha tutte le possibilità di raggiungere un accordo"
"Hanno tutte le possibilità di raggiungere un accordo. Non dovrebbero perseguire capacità nucleari. Saremo pronti a fare tutto ciò che questo presidente si aspetta": lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth parlando dell'Iran alla riunione di governo presieduta da Donald Trump.
Teheran convoca l'ambasciatore tedesco
Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore tedesco a Teheran, Axel Dittmann Wilhelm, in seguito a quelle che ha definito "dichiarazioni offensive" del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Lo riferisce l’agenzia Mehr. L’ambasciatore è stato ricevuto dall’assistente del ministro degli Esteri e direttore generale per l’Europa occidentale, Alireza Yousefi, che ha espresso la "ferma protesta" della Repubblica islamica contro quelle che Teheran considera posizioni "interventiste e irresponsabili" da parte di esponenti del governo tedesco, in particolare nei confronti delle forze armate iraniane. Nel corso dell’incontro, Yousefi ha ricordato il sostegno della Germania all’Iraq durante la guerra degli anni Ottanta, inclusa la fornitura di armi chimiche, accusando Berlino di non aver mai perseguito i responsabili né risarcito le vittime iraniane. Secondo il diplomatico iraniano, le dichiarazioni tedesche sui diritti umani sarebbero quindi "incoerenti" con le azioni passate e presenti del Paese europeo. Yousefi ha inoltre criticato il sostegno della Germania a Israele e ha respinto come "provocatorie" le prese di posizione di Berlino durante il conflitto dello scorso giugno. Riferendosi ai Guardiani della Rivoluzione, ha affermato che la designazione come organizzazione terroristica costituirebbe una violazione del diritto internazionale e un attacco alla sovranità dell’Iran, avvertendo che una simile decisione "sarà seguita da una reazione" di Teheran.
Iran: "Designare i pasdaran come terroristi errore strategico dell'Ue"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito "un grave errore strategico" la decisione dell'Ue di inserire il "Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica" nella lista delle "organizzazione terroristiche".
Kallas: "Attacco Usa all'Iran? Alla regione non serve una nuova guerra"
La decisione dei ministri Ue di inserire i pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche significa "aumentare la pressione" sul regime, ma "penso che la regione non abbia bisogno di una nuova guerra". Lo ha detto l'Alta rappresentante dell'Ue, Kaja Kallas, in conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri, rispondendo a una domanda sull'eventuale sostegno Ue a un attacco armato Usa al regime di Teheran.
Tajani: "In Iran carneficina paragonabile a Gaza"
A far cambiare linea all'Italia riguardo all'iscrizione dei pasdaran nella lista Ue dei terroristi sono state "le migliaia e migliaia di morti che ci sono stati, trenta mila forse non sappiamo. Si parla di una carneficina, se a Gaza sono ci sono stati sessanta mila morti e in Iran trenta mila allora è una situazione paragonabile a Gaza, e davanti a tutto questo per forza dovevamo avere un atteggiamento di condanna". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Bruxelles
Berlino: "Pasdaran in lista terroristi forte segnale politico da Ue"
"L’Unione europea classifica finalmente i Guardiani della Rivoluzione iraniani per quello che sono: un’organizzazione terroristica. La decisione presa oggi è un forte segnale politico ed era da tempo necessaria". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, commentando la decisione dell’Ue di inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche. "In questo modo dimostriamo come Unione europea che vediamo ciò che accade in Iran. Ci schieriamo al fianco delle cittadine e dei cittadini iraniani. Difendiamo l’umanità e ci opponiamo all’oppressione", ha aggiunto Wadephul, sottolineando che ora il prossimo passo sarà "la rapida attuazione della decisione fino alla formale iscrizione giuridicamente vincolante". Secondo il capo della diplomazia tedesca, "i Guardiani della Rivoluzione e le loro milizie ausiliarie sono gli sgherri del regime iraniano", responsabili di "una brutalità incommensurabile contro la propria popolazione", con esecuzioni di cittadini colpevoli solo di aver "osato alzare la voce nelle strade". Wadephul ha inoltre accusato i Pasdaran di avere "un ruolo destabilizzante nella regione" e di essere "dietro tentativi di attentato anche in Germania e in Europa". "In breve: hanno le mani sporche di sangue", ha affermato. Il ministro ha ricordato che Berlino spinge "da anni" per la messa al bando dei Pasdaran e ha accolto con favore il fatto che gli altri Stati membri abbiano seguito questa linea. "Resta fermo per noi un principio: chi è responsabile della brutale repressione delle proteste deve risponderne", ha concluso, annunciando anche sanzioni individuali contro persone che ricoprono responsabilità politiche e che "strumentalizzano la giustizia per una repressione permanente".
Von der Leyen: "Inserimento Pasdaran in lista terroristi atteso da tempo"
"Accolgo con favore l'accordo politico sulle nuove sanzioni contro il sanguinario regime iraniano e sulla designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica come organizzazione terroristica. Questo era atteso da tempo". Lo afferma la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "'Terroristà è in effetti il modo in cui si definisce un regime che soffoca nel sangue le proteste del proprio popolo. L'Europa è al fianco del popolo iraniano nella sua coraggiosa lotta per la libertà", aggiunge.
Tajani: "In Ue consenso su pasdaran come terroristi ma con Iran dialogo"
È emerso "il consenso" sulla definizione dei pasdaran come organizzazione terroristica ma "questo non significa che non si debba dialogare" con Teheran. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al margine del Consiglio Affari Esteri.
Ue: "Dai ministri via libera a designare i pasdaran come terroristi"
"I ministri degli Esteri dell'Ue hanno appena compiuto il passo decisivo di designare la Guardia rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica". Lo annuncia su X l'Alta rappresentante dell'Ue, Kaja Kallas. "La repressione non può restare senza risposta - sottolinea -. Ogni regime che uccide migliaia di suoi concittadini sta lavorando per la propria rovina".
Media, altra nave da guerra Usa arriva in Medioriente
Un'altra nave da guerra statunitense è arrivata in Medioriente. Lo riporta la Bbc citando i dati di tracciamento delle navi. Il cacciatorpediniere lanciamissili USS Delbert D Black è stato monitorato mercoledì mentre navigava attraverso il Canale di Suez verso il Golfo, come ha mostrato il sito di monitoraggio MarineTraffic. Si ritiene che al momento almeno 10 navi da guerra statunitensi si trovino in Medioriente, tra cui la portaerei USS Abraham Lincoln. Un funzionario statunitense ha confermato martedì alla BBC Verify che la nave si trova nella regione, ma non è più presente sui siti di tracciamento da più di una settimana.
Teheran avverte navi, domenica e lunedì esercitazioni in stretto Hormuz
L'Iran ha avvertito oggi le navi in mare che per domenica e lunedì ha in programma un'esercitazione militare nello Stretto di Hormuz, che includerà spari reali. L'avviso è stato trasmesso via radio Vhf. Associated Press ha visto una copia del messaggio, di cui inizialmente ha riferito la società EOS Risk Group. Anche due funzionari della sicurezza pakistani, che hanno parlato in forma anonima poiché non autorizzati a parlare con i giornalisti, hanno confermato l'invio dell'avvertimento. Le manovre potrebbero avere ripercussioni sul traffico lungo una via navigabile cruciale, perché da qui transita il 20% di tutto il petrolio mondiale.
Ue sanziona 15 persone, anche ministro Interno e comandanti Pasdaran
Il Consiglio dell'Ue ha deciso di imporre sanzioni a 15 persone e sei entità ritenuti responsabili della brutale repressione in Iran. Tra questi figura anche il ministro dell’Interno e il capo del Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran Eskandar Momeni. "In tale veste controlla le forze dell’ordine iraniane (LEF), responsabili di palesi e gravi violazioni dei diritti umani nel paese - si legge nelle motivazioni -. Momeni ricopre anche la carica di vicecomandante in capo del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (IRGC) e in tale veste controlla diverse forze di sicurezza dell’IRGC, comprese le forze di resistenza Basij. In tale duplice ruolo Momeni è responsabile della repressione delle manifestazioni di protesta che ha provocato centinaia di vittime per mano di diversi reparti delle forze di sicurezza sotto il suo controllo". Figurano nell'elenco anche tre comandanti delle Guardie rivoluzionari: Haidar Olfati, Morteza Sheikhi e Seyed Ali-Asghar Pourbehesht. Sanzionati anche il procuratore generale Mohammad Movahedi-azad e il capo della polizia di pubblica sicurezza Seyed Majid Feiz Jafari.
Via libera dei ministri Ue a nuove sanzioni all'Iran
I ministri degli Esteri dell'Ue hanno adottato nuove sanzioni contro l'Iran. Lo si apprende da fonti diplomatiche europee. Nella lista delle misure restrittive - che includono il divieto di ingresso nel territorio europeo e il congelamento dei beni - entrano 21 soggetti, tra individui ed entità, coinvolti nella violenta repressione delle proteste nel Paese e 10 soggetti legati alla fornitura di armi da parte di Teheran alla Russia per la guerra contro l'Ucraina.
Iran: Teheran, mille nuovi droni, pronti a risposta schiacciante
L'esercito dell'Iran ha annunciato di avere a disposizione mille nuovi droni e ha minacciato una "risposta schiacciante". Le dichiarazioni, riportate da Iran International rilanciando informazioni dell'agenzia Tasnim legata ai Guardiani della rivoluzione, giungono in un contesto di alta tensione per le minacce di un attacco da parte degli Stati Uniti. "Preservare e migliorare i vantaggi strategici per un combattimento rapido e una risposta schiacciante a qualsiasi aggressione è sempre all'ordine del giorno dell'esercito", ha dichiarato il comandante dell'esercito, il maggiore generale Amir Hatami. Secondo Tasnim, i droni sono stati costruiti da specialisti dell'esercito con il sostegno del ministero della difesa e sono stati progettati sulla base di quelle che l'Iran ha descritto come nuove minacce e lezioni apprese dalla guerra di 12 giorni di giugno. Si tratta di droni da combattimento, da attacco, da sorveglianza e da guerra elettronica destinati a colpire obiettivi fissi e mobili via terra, via mare e via aria.
Iran: Germania, noi e Ue non dobbiamo mai essere ricattabili
"Una cosa è chiara: la Repubblica Federale di Germania e l'Europa, non devono mai essere ricattabili. Dobbiamo essere chiari in questo momento in cui vediamo un regime usare i metodi più brutali contro persone che stanno semplicemente esprimendo il loro diritto all'autodeterminazione e il loro diritto alla libertà di espressione in Iran. E il regime iraniano deve sapere di potersi aspettare una chiara posizione europea, e quindi anche tedesca". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al suo arrivo al Consiglio Ue Affari esteri a Bruxelles, in merito al possibile inserimento dei Guardiani della Rivoluzione iraniani nella lista delle organizzazioni terroristiche da parte dell'Ue.
Iran: Usa, regime costringe famiglie vittime repressione a false confessioni
In Iran "il regime ha ucciso molte persone innocenti per aver protestato ed espresso le proprie opinioni. Ora le famiglie in lutto, che sono loro stesse vittime di problemi economici" fra le ragioni delle proteste, "sono costrette a chiedere prestiti per ottenere i corpi e seppellire i propri cari" e "il regime della Repubblica Islamica costringe le famiglie a firmare false confessioni in cui si afferma che i defunti erano sostenitori del regime e, se si rifiutano, minaccia di non consegnare i corpi o addirittura di bruciarli". Lo scrive il dipartimento di Stato Usa sul suo account X in farsi. "Lo sfruttamento del dolore degli iraniani da parte del regime è ripugnante e disumano. Il regime della Repubblica Islamica tratta i cittadini iraniani con la massima crudeltà, costringendo le famiglie a sopportare richieste impossibili per poter recuperare i corpi dei loro cari. Questa barbarie non conosce limiti", si legge ancora nel post. Il gruppo Hrana, Human Rights Activists News Agency, con sede negli Stati Uniti, nel suo ultimo aggiornamento del bilancio della repressione, ha riferito che sono state trasmesse 270 confessioni forzate, oltre a riferire di 6.373 morti, 11.018 feriti gravi e 42.486 arresti.
Iran: Cnn, per Trump opzioni militari ampliate dopo arrivo portaerei
Il presidente Usa, Donald Trump, sta valutando un nuovo attacco su contro l'Iran, dopo che i negoziati preliminari fra Washington e Teheran sulla limitazione del programma nucleare e della produzione di missili balistici del Paese non hanno registrato progressi. Lo riporta la Cnn, che cita fonti secondo cui le opzioni che il tycoon sta prendendo in considerazione includono attacchi aerei mirati ai leader iraniani e a funzionari della sicurezza ritenuti responsabili delle uccisioni nella repressione delle proteste, nonché attacchi ai siti nucleari iraniani e alle istituzioni governative. Secondo le fonti, Trump non ha ancora preso una decisione definitiva su come procedere, hanno detto le fonti, ma ritiene che le sue opzioni militari siano state ampliate rispetto all'inizio del mese, ora che la portaerei USS Abraham Lincoln si trova nella regione. Una fonte ha dichiarato alla Cnn che per Trump tutte le opzioni rimangono sul tavolo. Idealmente, Trump vorrebbe sferrare un attacco potente e decisivo che costringerebbe Teheran ad accettare i termini statunitensi per un cessate il fuoco, ha affermato un funzionario. Se venisse ordinato un attacco all'Iran, Trump vorrebbe dichiarare la vittoria in breve tempo. Il gruppo da battaglia della portaerei USS Abraham Lincoln è entrato lunedì nell'Oceano Indiano e continua ad avvicinarsi all'Iran, dove potrebbe supportare eventuali operazioni contro il Paese, sia in termini di assistenza negli attacchi che di protezione degli alleati regionali da potenziali ritorsioni iraniane. La Cnn sottolinea inoltre che le ultime minacce di Trump, che ieri ha minacciato di compiere un attacco molto peggiore rispetto a quello di giugno se l'Iran non si siederà rapidamente al tavolo per negoziare un accordo sul nucleare, costituiscono un rapido riorientamento degli obiettivi pubblicamente dichiarati dall'amministrazione Usa; solo poche settimane fa, infatti, Trump aveva preso in considerazione un'azione militare in Iran ma presentandola come un potenziale aiuto ai manifestanti.
Iran: Belgio, da tempo a favore inclusione Pasdaran in lista terroristi
"Il Belgio è al fianco di chi desidera legittimamente che le proprie aspirazioni democratiche in Iran siano soddisfatte e sottolineare che un anno fa, quando è stato formato il nuovo governo belga, abbiamo dichiarato esplicitamente nel nostro accordo di coalizione di voler inserire il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) nella lista dei gruppi terroristici dell'Unione Europea. Continuiamo a sostenere questa iniziativa insieme ad altri alleati europei, soprattutto alla luce delle atrocità e della repressione a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane". Lo afferma il ministro degli Esteri belga, Maxime Prevot, al suo arrivo al Consiglio Ue Esteri.
Iran: Madrid, sì a includere pasdaran in elenco gruppi terroristici
"La Spagna sostiene tutte le sanzioni contro l'Iran e sostiene ovviamente anche quelle che riguardano l'inserimento nella lista dei gruppi terroristici della Guardia Rivoluzionaria, e purtroppo non abbiamo nulla da calibrare". Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares arrivando al Consiglio Affari esteri dell'Ue a Bruxelles. "Quando vediamo la situazione in Iran, la repressione cieca e indiscriminata, arresti arbitrari, la situazione delle donne iraniane che ci preoccupa terribilmente, credo che sia responsabilità e obbligo dell'Unione Europea utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per fermare questa repressione", ha aggiunto. "La Spagna esige il rispetto della libertà di espressione e della libertà di manifestazione pacifica di tutti gli iraniani e di tutte le iraniane che con grande coraggio stanno manifestando e chiedendo che venga ampliato il margine di libertà" e "condanniamo la repressione insensata del regime iraniano nei confronti dei propri cittadini, gli arresti arbitrari devono cessare", ha affermato Albares sottolineando che "qualsiasi esecuzione sarebbe una vera e propria linea rossa per la Spagna e per l'Europa".
Iran: attivisti, 6.373 morti e 42.486 arresti in repressione proteste
È salito a 6.373 morti il bilancio della repressione delle proteste anti-governative in Iran, di cui 5.993 manifestanti e 53 civili non manifestanti. Sono i nuovi dati diffusi da Hrana, Human Rights Activists News Agency, con sede negli Stati Uniti, che in passato in precedenti ondate di proteste si è dimostrata accurata nelle informazioni e si avvale di una rete di attivisti nel Paese per verificare il numero dei morti. Secondo Hrana, gli arresti effettuati sono 42.486 e le persone gravemente ferite sono 11.018.
Iran: Francia, sì a Pasdaran in lista terroristi, basta repressione
"La Francia ha annunciato ieri che sosterrà l'inclusione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione Europea, perché non può esserci impunità per i crimini commessi". Lo afferma il ministro degli esteri francese, Jean-Noël Barrot, al suo arrivo al Consiglio Esteri Ue a Bruxelles."Questa decisione della Francia, è anche un appello alle autorità iraniane affinché liberino le decine di migliaia di prigionieri rinchiusi nelle carceri del regime, ponga fine alle esecuzioni che continuano e alla repressione più violenta nella storia contemporanea dell'Iran, ripristini l'accesso alle comunicazioni e a internet e restituisca al popolo iraniano la possibilità di decidere autonomamente e autonomamente il proprio futuro", spiega. "In Iran, l'insopportabile repressione scatenata contro la pacifica rivolta del popolo iraniano non può restare senza risposta. Lo straordinario coraggio degli uomini e delle donne iraniane che sono stati presi di mira da questa violenza non può essere vano - sottolinea -. Per questo motivo oggi imporremo sanzioni europee contro i responsabili di questa repressione: membri del governo, procuratori, capi delle unità di polizia e membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica responsabili del blocco di Internet. Oltre 20 persone ed entità vedranno i loro beni congelati e sarà loro vietato l'ingresso nel territorio europeo. Senza dubbio dovremo andare oltre"."Nessun altro può farlo per loro. La nostra priorità in questo contesto, con il rischio sempre presente di un'escalation regionale, è la sicurezza dei nostri cittadini, delle nostre strutture e anche dei due ostaggi francesi", aggiunge.
Iran: Kallas, mi aspetto ok Stati a Pasdaran in lista terroristi
"Adotteremo nuove sanzioni all'Iran e mi aspetto anche che concorderemo sull'inserimento della Guardia Rivoluzionaria Iraniana nella lista dei terroristi. Questo li metterà sullo stesso piano di al-Qaeda, Hamas e Daesh. Se agisci come terrorista, dovresti anche essere trattato come terrorista". Lo dice l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles. "È chiaro ciò che vediamo: il bilancio delle vittime e le proteste in Iran, e i mezzi adottati dal regime sono davvero, davvero severi. Ecco perché stiamo anche inviando un messaggio chiaro: se si reprime qualcuno, si paga un prezzo, e si verrà sanzionati per questo", rimarca. Come rispondiamo alle preoccupazioni di chi crede che l'inserimento dei Pasdaran tra i terroristi possa influire sulla capacità delle ambasciate europee di operare in Iran? "Questi rischi sono stati calcolati. La parte diplomatica è al di fuori di questa Guardia Rivoluzionaria. Anche le interazioni con il Ministro degli Esteri non rientrano in questa sfera, quindi si stima che i canali diplomatici rimarranno comunque aperti anche dopo le sanzioni alle Guardie Rivoluzionarie", spiega.