La repressione in Iran avrebbe raggiunto livelli senza precedenti mentre le proteste entrano nella terza settimana. Secondo Iran International, nelle ultime 48 ore il regime avrebbe ucciso almeno 2.000 persone, in un contesto segnato da blackout totale di internet e comunicazioni interrotte.
Nonostante la violenza, le manifestazioni proseguono in diverse città, con slogan contro la Repubblica islamica e richieste di rovesciamento delle autorità religiose. Teheran minaccia la pena di morte per i manifestanti, mentre dagli Stati Uniti arrivano avvertimenti e aperture a un possibile sostegno.Pezeshkian: "Ascolteremo ma non permetteremo a rivoltosi di distruggere società"
Il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, in un'intervista alla tv di Stato ha affermato che le autorità ascolteranno i manifestanti, ma che i rivoltosi stanno cercando di "distruggere l'intera società". Il riferimento è alle proteste che dilagano nella Repubblica Islamica. Si tratta di un inasprimento dei toni da parte del presidente, che finora non è riuscito a placare l'opinione pubblica. "La gente ha delle preoccupazioni, dovremmo sederci con loro e, se è nostro dovere, dovremmo risolvere le loro preoccupazioni", ha detto Pezeshkian. "Ma il dovere più importante è quello di non permettere a un gruppo di rivoltosi di venire a distruggere l'intera società", ha aggiunto. L'intervista è stata mandata in onda dalla tv di Stato oggi. Inizialmente aveva suggerito che sarebbe andata in onda sabato, ma alla fine non l'aveva trasmessa. Le proteste sono iniziate lo scorso 28 dicembre.
Khamenei: "Se Trump è così competente si occupi degli Usa"
"Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che se il governo iraniano facesse questo o quello, si schiererebbe dalla parte dei rivoltosi. I rivoltosi hanno riposto le loro speranze in lui. Se è così competente, che gestisca il suo Paese". È quanto si legge in un post sull'account X in francese della Guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei.
Testimone alla Cnn, 'corpi ammassati l'uno sull'altro in un ospedale a Teheran'
Diverse persone che hanno protestato in Iran negli ultimi giorni hanno raccontato alla Cnn di folle enormi in strada e di brutali violenze a Teheran, con una donna che ha dichiarato di aver visto "corpi ammucchiati l'uno sull'altro" in un ospedale. Secondo quanto riferito dall'emittente Usa, una donna sulla sessantina e un uomo di 70 anni hanno descritto di aver visto persone di tutte le età per le strade della capitale iraniana giovedì e venerdì. Venerdì sera, le forze di sicurezza con fucili militari hanno ucciso "molte persone", hanno dichiarato. Fornendo una rara visione della natura delle proteste in un contesto di blocco di internet in corso, i manifestanti in un altro quartiere di Teheran hanno dichiarato alla Cnn di aver aiutato un uomo sulla sessantina che era rimasto gravemente ferito nella repressione. Aveva circa 40 pallini conficcati nelle gambe e un braccio rotto, hanno detto, aggiungendo di aver cercato per lui assistenza medica in diversi ospedali, ma hanno detto che la situazione era "completamente caotica". "Purtroppo, potremmo dover accettare la realtà che questo regime non si dimetterà senza l'intervento della forza esterna", ha detto un manifestante alla Cnn. Un'assistente sociale iraniana che ha partecipato a una protesta a Teheran venerdì ha affermato che la situazione è degenerata in un "incubo" quando le autorità hanno attaccato i manifestanti. "Proiettili, gas lacrimogeni, qualsiasi cosa vi venga in mente, la sparavano", ha detto. "Ed è stato davvero terrificante". Ha affermato di aver visto una ragazza essere colpita al collo con un dispositivo elettrico "fino a farla svenire", e che il figlio di una sua collega era tra le diverse persone uccise.
Polizia Iran: "Alzato livello di scontro, arresti importanti"
Sardar Radan, comandante in capo della polizia nazionale iraniana, ha dichiarato questa mattina che "il livello di scontro con i rivoltosi è aumentato" e ha celebrato quelli che ha definito "arresti importanti" sottolineando che "i principali elementi dei disordini di ieri sera sono stati arrestati". Lo riporta Sky News.
Netblocks: "In Iran prosegue il blackout di internet"
Il blocco di internet in Iran, imposto a seguito delle proteste contro il governo rimane in vigore e dura ormai da oltre 60 ore: lo stima Netblocks. "La misura di censura rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza e al benessere degli iraniani in un momento chiave per il futuro del Paese", scrive il monitor su X, aggiungendo che il blackout "ha ormai superato le 60 ore".
Media: "Israele in massima allerta per possibile intervento Usa in Iran"
Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, dove divampano le proteste antigovernative: lo scrive Reuters online, citando tre fonti israeliane informate. Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente la condizione di massima allerta di Israele. Ieri, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo una fonte israeliana presente alla conversazione.
Iran International: almeno 2000 morti uccisi nelle ulrime 48 ore
Il media con sede a Londra Iran International scrive che stime conservative indicano almeno 2000 morti uccisi nel corso della repressione del regime nelle ultime 48 ore.
Nuova notte di protesta, manifestazioni vanno avanti da due settimane
Nonostante la repressione le proteste che sfidano il regime iraniano raggiungono il traguardo delle due settimane. Con Internet fuori uso in Iran e le linee telefoniche interrotte, è diventato più difficile avere notizie dirette delle manifestazioni dall'estero. Tuttavia, secondo l'agenzia Human Rights Activists News Agency, il bilancio delle vittime è salito a 116. Il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei ha parlato di un imminente giro di vite, nonostante gli avvertimenti degli Stati Uniti. Teheran ha intensificato le minacce, con il procuratore generale iraniano Mohammad Movahedi Azad che ieri ha avvertito che chiunque partecipi alle proteste sarà considerato un “nemico di Dio”, un reato punibile con la pena di morte.
Notte di proteste in Iran, prosegue il blackout di internet
Nella notte di sabato, gli slogan antigovernativi hanno riempito le strade della capitale iraniana Teheran, mentre i manifestanti incitavano al più grande movimento contro la repubblica islamica degli ultimi tre anni, nonostante una repressione forte sotto la copertura di un blackout di Internet, secondo quanto riporta Afp. L'Iran ha attribuito agli Stati Uniti la responsabilità delle manifestazioni scoppiate due settimane fa nella capitale a causa delle difficoltà economiche e da allora alimentate in tutto il paese con richieste di estromissione delle autorità religiose. I gruppi per i diritti umani hanno segnalato decine di morti e, sabato, hanno espresso preoccupazione per l'intensificazione della repressione da parte delle autorità. Poche informazioni filtrano dopo il blocco di Internet, con i monitor NetBlocks che mostrano una connettività praticamente nulla da giovedì. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il suo Paese era "pronto ad aiutare" il movimento, dopo aver avvertito che l'Iran era in "grossi guai" per i suoi sforzi nel reprimere le proteste.