La crisi iraniana entra in una nuova fase, segnata da segnali contrastanti sul piano interno e da un crescente irrigidimento internazionale. Gli Stati Uniti riducono parte della loro presenza militare nella regione e interrompono le comunicazioni dirette con Teheran, mentre think tank americani registrano un calo delle proteste dopo giorni di mobilitazioni diffuse.
Sul fronte interno, il regime promette processi rapidi per gli arrestati e intensifica la propaganda televisiva con confessioni forzate. Russia e opposizione in esilio alzano il livello dello scontro politico, mentre il blackout di internet continua a isolare il Paese.Forze sicurezza fanno irruzione in case famiglie manifestanti uccisi
Fonti vicine alla vicenda hanno riferito a Iran International che le forze di sicurezza in borghese e i membri delle Guardie rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira le case delle famiglie delle persone uccise durante le recenti proteste nella parte orientale di Teheran. Le forze hanno effettuato incursioni intimidatorie, sparando, lanciando insulti e saccheggiando le case. Alle famiglie è stato ordinato di raccogliere i corpi delle vittime prima dell'alba e di effettuare le sepolture in modo rapido e privato, altrimenti avrebbero corso il rischio di sepolture collettive. È stato detto loro anche che sarebbero state addebitate delle spese in relazione all'uso di munizioni vere.
Medici iraniani: "Sparano agli occhi, vogliono che diventino ciechi"
I medici iraniani che sono riusciti ad avere contatti con l'esterno del Paese affermano che le ferite da arma da fuoco dei manifestanti sono concentrate principalmente sugli occhi e sulla testa, una tattica, secondo i gruppi per i diritti umani, già usata durante le proteste del 2022 'Donna, Vita, Libertà'. Lo riporta il Guardian citando un oculista di Teheran che ha documentato più di 400 ferite agli occhi causate da colpi d'arma da fuoco in un singolo ospedale. "Stanno sparando deliberatamente alla testa e agli occhi: vogliono danneggiare la testa e gli occhi in modo che non possano più vedere, la stessa cosa che hanno fatto in passato", ha riferito il sanitario sottolineando che - riporta il media britannico - molti dei pazienti hanno dovuto subire l'asportazione degli occhi e sono rimasti ciechi. Tre medici, in messaggi inoltrati al Guardian hanno descritto ospedali e reparti di pronto soccorso sovraffollati, stracolmi di manifestanti rimasti feriti.
Media Iran, Internet rimarrà disconnesso per una/due settimane
L'agenzia di stampa Fars, affiliata allo Stato iraniano, ripresa da Cnn, afferma che è probabile che Internet rimanga disconnesso per le "prossime una o due settimane". L'Iran è al sesto giorno di blackout nazionale di Internet, imposto dal regime per reprimere le proteste di massa antigovernative, anche se ieri alcuni utenti di telefoni fissi e cellulari sono riusciti per la prima volta a chiamare all'estero.
Familiare del manifestante condannato a morte in Iran: "Oggi l'esecuzione"
Un parente del manifestante iraniano Erfan Soltani, arrestato dalle autorità iraniane la scorsa settimana e condannato a morte, ha confermato che la sua esecuzione è prevista per oggi. "Con un processo estremamente rapido, nel giro di soli due giorni, il tribunale ha emesso una condanna a morte", ha affermato il parente alla Bbc Persian, aggiungendo che alla famiglia è stato comunicato che l'esecuzione sarebbe avvenuta mercoledì 14 gennaio. Soltani, 26 anni, è stato arrestato giovedì, il giorno in cui le proteste in Iran hanno raggiunto il culmine e, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stato condannato dopo essere stato coinvolto in proteste nei pressi della capitale iraniana Teheran.
Media, gli Usa trasferiscono parte del personale della base in Qatar
Gli Usa chiedono ad una parte del personale americano di abbandonare la base aerea statunitense di al Udeid in Qatar. La base è la più grande base statunitense del Medio Oriente e ospita 10.000 soldati. Lo scrive Reuters on line. In vista degli attacchi americani contro l'Iran di giugno, parte del personale è stato trasferito dalle basi statunitensi in Medio Oriente.
Think tank Usa, 'le proteste in Iran sembrano attenuarsì
Un'analisi pubblicata dal Critical Threats Project, con sede negli Stati Uniti, suggerisce che le proteste in Iran sembrano essersi attenuate dopo giorni di disordini a livello nazionale, con solo sette proteste registrate in sei province martedì, un netto calo rispetto a giovedì scorso, quando sono state documentate 156 manifestazioni in 27 delle 31 province dell'Iran. Lo riporta Haaretz. Il Ctp è gestito dai think tank Institute for the Study of War e American Enterprise Institute, con sede a Washington.
Media, sospese le comunicazioni dirette tra Iran e Usa
Le comunicazioni dirette tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff sono state sospese, ha dichiarato oggi un alto funzionario a Reuters citata dal Guardian, dopo le minacce del presidente Donald Trump di intervenire nel contesto delle proteste in Iran. L'alto funzionario ha aggiunto che le minacce statunitensi minano gli sforzi diplomatici e che i potenziali incontri tra i due funzionari per trovare una soluzione diplomatica a una disputa nucleare che dura da decenni sono stati annullati.
Iran: attivisti, almeno 97 confessioni manifestanti estorte con la forza
Secondo l'agenzia di stampa statunitense Human Rights Activists News Agency, dal 28 dicembre, data di inizio delle proteste in Iran, i media statali iraniani hanno trasmesso almeno 97 confessioni di manifestanti, molti dei quali esprimono rimorso per le loro azioni. Vengono mostrati ammanettati, con i volti sfocati. I video delle confessioni sono accompagnati da una musica di sottofondo drammatica e intervallati da filmati che sembrano mostrare i manifestanti mentre attaccano le forze di sicurezza. Alcuni mostrano armi artigianali che, secondo le autorità, sarebbero state utilizzate negli attacchi. Altri mettono in evidenza i sospetti in filmati di sicurezza sgranati, mentre sembrano appiccare incendi o distruggere proprietà. Gli attivisti affermano che, sulla base delle testimonianze di ex detenuti, le confessioni spesso seguono torture psicologiche o fisiche e possono avere gravi conseguenze, compresa la pena di morte.
L'Iran sostiene che queste confessioni, che spesso includono riferimenti a Israele o all'America, siano la prova di complotti stranieri dietro le proteste nazionali iraniane. Gli attivisti affermano che si tratta di confessioni estorte con la forza, da tempo un elemento fondamentale della televisione di Stato iraniana, l'unica emittente del Paese. E questi video stanno arrivando a un ritmo senza precedenti.
Reza Pahlavi esorta l'esercito in Iran ad unirsi alla protesta
Reza Pahlavi, figlio in esilio dell'ultimo Scià iraniano espulso durante la rivoluzione del 1979, ha esortato i membri dell'esercito iraniano a proteggere i cittadini iraniani e a unirsi all'ondata di proteste. "Voi siete l'esercito nazionale dell'Iran, non l'esercito della Repubblica Islamica. Avete il dovere di proteggere la vita dei vostri compatrioti. Non avete molto tempo. Unitevi a loro il prima possibile", ha dichiarato su X.
Mosca: "L'Ue sostiene apertamente la ribellione in Iran"
La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ai microfoni di radio Sputnik ha dichiarato che l'Ue sostiene apertamente le azioni antigovernative in Iran, che sono essenzialmente un tentativo di ribellione. Lo ha dichiarato "Parallelamente al fatto che stanno applicando sanzioni - e queste sono già strette soffocanti - chiedono il rispetto della libertà di associazione e di riunione pacifica", ha dichiarato Zakharova citata dall'agenzia di stampa Tass. "In realtà si tratta di un attacco frontale e palese", ha aggiunto la portavoce degli Esteri concludendo: "è un vero e proprio sostegno aperto alle azioni antigovernative, che costituiscono essenzialmente un tentativo di ribellione".
Capo magistratura Iran promette processi rapidi per arrestati
Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei , ha promesso processi rapidi per i sospettati arrestati durante le proteste, ha affermato oggi la televisione di stato iraniana citata dai media internazionali.. "Se qualcuno ha bruciato qualcuno, decapitato qualcuno e gli ha dato fuoco, allora dobbiamo agire rapidamente", ha dichiarato Gholamhossein Mohseni Ejei durante una visita a un carcere in cui sono detenuti i manifestanti. Le agenzie di stampa iraniane lo hanno anche citato, affermando che i processi dovrebbero essere tenuti "in pubblico".
Netblocks, blackout di Internet in Iran ancora in corso
Il blocco di internet a livello nazionale imposto in Iran nel contesto delle proteste anti governative è ancora in corso e secondo Net Blocks, dura ormai da oltre 130 ore, dopo essere iniziato giovedì scorso, riferisce Sky News. Ieri il governo di Teheran aveva consentito di effettuare alcune telefonate all'estero e i media statali hanno condiviso gli elenchi dei siti web autorizzati a cui le persone possono accedere.
Missione Iran all'Onu accusa gli Usa: "Vogliono una scusa per attaccarci"
"Le fantasie e la politica degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran sono radicate nel desiderio di un cambio di regime, con sanzioni, minacce, disordini orchestrati e caos che fungono da modus operandi per creare un pretesto per un intervento militare". Lo ha scritto la missione iraniana presso le Nazioni Unite su X.