Leggi il settimanale

Iran, cresce la tensione Trump: "Sono deluso"

Donald: "Detesto la forza ma ogni tanto va usata". Israele, arriva Rubio: l'ambasciata Usa si svuota

Iran, cresce la tensione Trump: "Sono deluso"

Torna a salire la tensione in Medio Oriente dopo il terzo round di colloqui a Ginevra tra Usa e Iran mediati dall'Oman, considerata una delle ultime possibilità per scongiurare un conflitto. Il presidente americano Donald Trump sottolinea che Teheran non sta dicendo le parole magiche, ovvero niente armi nucleari. «Stiamo negoziando», aggiunge, precisando che nel Paese potrebbe esserci oppure no un cambio di regime. Tuttavia, se da un lato ripete che «andrà tutto bene» e «mi piacerebbe non» usare la forza militare, dall'altro ammette che «qualche volta va fatto», e che «non è contento» di come vanno le trattative. Gli Stati Uniti hanno organizzato il più grande dispiegamento militare nella regione degli ultimi decenni, ma il vicepresidente JD Vance assicura che, pur restando sul tavolo l'ipotesi di raid militari contro la Repubblica islamica, «non c'è alcuna possibilità» che gli Usa vengano trascinati in una lunga guerra. In un'intervista al Washington Post il numero due di Trump afferma di non sapere cosa deciderà l'inquilino della Casa Bianca, ovvero

se attaccare per «garantire che l'Iran non abbia un'arma nucleare», oppure risolvere la questione con la diplomazia. Vance continua a definirsi «scettico degli interventi militari» all'estero, e lo stesso a suo parere vale per il tycoon, ribadendo che «tutti preferiamo l'opzione diplomatica», ma «dipende da cosa faranno e diranno gli iraniani».

Intanto Washington raccomanda al personale non essenziale dell'ambasciata a Gerusalemme di lasciare Israele, dove lunedì è atteso il segretario di Stato Marco Rubio per discutere «una serie di priorità regionali, tra cui l'Iran, il Libano e gli sforzi in corso per attuare il piano di pace in 20 punti del presidente per Gaza», come spiega il portavoce di Foggy Bottom. «Non c'è bisogno di farsi prendere dal panico - scrive l'ambasciatore Mike Huckabee in un'email al personale - ma per coloro che desiderano andarsene, è importante pianificare la partenza il prima possibile». Il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, invita gli Usa a evitare «qualsiasi richiesta eccessiva» nei colloqui, attenuando l'ottimismo espresso dopo gli incontri di giovedì, e l'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Turk, si dichiara «estremamente preoccupato per il rischio di un'escalation militare regionale». Pure Pechino consiglia ai suoi cittadini attualmente in Iran di evacuare «il prima possibile», segnale che la leadership cinese non esclude un peggioramento dello scenario, mentre Londra annuncia il ritiro temporaneo di parte del suo personale

diplomatico dal Paese. L'Oman parla di «progressi significativi» nelle trattative, e che un'altra sessione si terrà «molto presto», dopo le discussioni tra i team tecnici previste per lunedì a Vienna con «l'assistenza di esperti» dell'Aiea. Gli Stati Uniti, tuttavia, non confermano un nuovo incontro, e il 19 febbraio Trump ha dato un ultimatum «da 10 a 15 giorni» per decidere se sia possibile un accordo o se ritenga necessario un intervento militare. Funzionari americani fanno sapere come tra le opzioni che The Donald sta prendendo in considerazione ci sono attacchi mirati inizialmente contro siti militari e nucleari per costringere il governo a fare maggiori concessioni in vista di un'intesa, e se questo approccio fallisse, punterebbe ad attacchi più estesi, inclusa la creazione delle condizioni per un cambio di regime.

Il comandante in capo ritiene che l'Iran avrà presto missili in grado di colpire gli Stati Uniti, ma secondo fonti del New York Times, per l'intelligence americana Teheran è lontana ancora anni dal possedere missili in grado di raggiungere gli Usa. Rimane aperto anche il fronte cubano: Trump dice che sta valutando la possibilità di «un'acquisizione amichevole» dell'isola, e che «ci sono tante persone che vogliono tornarci».

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica