Il quadro politico uscito dalle urne a Berlino segna un cambiamento storico per l’intera Germania, che ora si preoccupa del risultato. Infatti, la vittoria della Linke, guidata nella capitale dalla candidata di punta Elif Eralp, musulmana, di origine turca che guarda con ammirazione al programma di Zohran Mamdani, spalanca la strada a uno scenario politico inedito e problematico: la prospettiva che l’estrema sinistra, con il suo programma incompatibile con la Germania oggi, possa prendere le redini del municipio berlinese. Tra i più preoccupati di questi risultati c’è il Consiglio centrale degli ebrei, che ha lanciato un allarme chiaro e solo apparentemente anacronistico.
Il presidente dell’organismo, Josef Schuster, è intervenuto sollecitando apertamente la Spd e i Verdi a non spalancare le porte del governo cittadino alla Linkspartei. “Il fatto che un partito, dal cui palco elettorale è stata apertamente chiesta la morte di persone, esca vincitore dalle elezioni, mi inquieta profondamente”, ha dichiarato Schuster, accusando la formazione di sinistra di pericolose sconfinamenti. Sui palchi della campagna elettorale si sarebbe infatti gridato all’Intifada e invocata la morte dei soldati israeliani. Un pensiero condiviso da molti, a Berlino e in tutta la Germania, così come le accuse che Schuster muove a Linke accusando il partito di pericolosi sconfinamenti.
“Oltrepassare ora con leggerezza le linee rosse tracciate prima delle elezioni sarebbe un grave errore, con il quale si favorirebbe ulteriormente la progressiva normalizzazione dell’odio verso gli ebrei”, ha aggiunto Schuster. Dall’interno della Linke, il vicepresidente del Bundestag, Bodo Ramelow ha respinto queste attribuzioni e dichiarato che la candidata sindaco abbia presentato un piano contro l’antisemitismo. Le preoccupazioni espresse dal vertice della comunità ebraica tedesca trovano pieno appoggio anche nelle parole di Max Privorozki, presidente della Comunità Ebraica di Halle, che commentando il quadro politico generale e la crescita dell’AfD in Sassonia-Anhalt ha dichiarato che “un eventuale governo della AfD non mi fa paura”.
E pur sottolineando che nella “AfD ci sono decisamente degli antisemiti”, ha aggiunto che “dal 7 ottobre 2023 l’antisemitismo proviene in modo massiccio anche da sinistra. Ha fatto il suo ingresso nelle università e in settori della Linkspartei. Quest’ultima potrebbe presto guidare un governo a Berlino”. A questo scenario si somma la recrudescenza dell’odio maturato negli ambienti radicali e d’immigrazione: “Gli effetti dell’ideologia islamista sono per noi attualmente molto tangibili: i bambini della comunità tornano a casa piangendo. Vengono bullizzati a scuola perché ebrei”. Un clima che lo spinge a evitare di indossare la kippah nei quartieri ad alta presenza migratoria.
