Trentasei governatori da eleggere, la maggior parte negli Stati chiave per le elezioni presidenziali, che influenzano in modo determinante l’andamento della politica nazionale. Questa era una delle tre sfide principali delle midterm questa notte. Oltre a competizioni serrate anche in molti altri Stati, dall’Oregon, tradizionalmente democratico, alla Florida, di storica fede repubblicana. E, sebbene i seggi siano ancora aperti in alcune aree del Paese, lo tsunami blu è certamente passato da qui.
In Georgia, la democratica Keisha Lance Bottoms ha sconfitto il repubblicano Rick Jackson, conquistando una carica controllata dal Partito repubblicano da oltre vent’anni. L’ex sindaca di Atlanta succederà a Brian Kemp, impossibilitato a ricandidarsi per un terzo mandato consecutivo.
In Texas si consuma una delle sconfitte più clamorose per il Gop. La dem Gina Hinojosa ha battuto il governatore uscente Greg Abbott. Hinojosa, deputata statale ed ex presidente del consiglio scolastico di Austin, diventerà inoltre la prima donna latina alla guida dello Stato. Abbott, al potere dal 2015 e candidato a un quarto mandato, ha riconosciuto la sconfitta.
In Florida, invece, il repubblicano Byron Donalds, accolito di Donald Trump, ha sconfitto il democratico David Jolly e raccoglierà l’eredità di Ron DeSantis, anch’egli arrivato al limite dei mandati consecutivi. La vittoria conferma il controllo repubblicano di uno degli Stati più popolosi e strategici del Paese.
A New York, la democratica Kathy Hochul ha ottenuto la riconferma battendo il repubblicano Bruce Blakeman. Nel Massachusetts, anche Maura Healey è stata rieletta, mentre nel Rhode Island Helena Buonanno Foulkes ha conquistato la carica lasciata dal democratico Dan McKee.
In Pennsylvania il democratico Josh Shapiro è stato riconfermato contro la repubblicana Stacy Garrity. Anche nel Maryland gli elettori hanno premiato la continuità, riconfermando il democratico Wes Moore contro il repubblicano Dan Cox. Stesso risultato nell’Illinois, dove il governatore democratico uscente JB Pritzker ha ottenuto un nuovo mandato superando il repubblicano Darren Bailey.
In Ohio la democratica Amy Acton ha sconfitto il repubblicano Vivek Ramaswamy dopo una campagna elettorale al fulmicotone. Acton, ex direttrice della sanità pubblica statale, succederà al repubblicano Mike DeWine e diventerà la prima donna eletta governatrice dell’Ohio. È un risultato particolarmente significativo: lo Stato aveva votato per Trump nel 2024 con un vantaggio superiore agli undici punti percentuali e non eleggeva un governatore democratico dal 2006. In California, invece, il democratico Xavier Becerra ha vinto la corsa. Succederà al democratico Gavin Newsom, impossibilitato a concorrere per un terzo mandato consecutivo.
Ormai dato anche il Wisconsin, dove il democratico David Crowley ha sconfitto il repubblicano Tom Tiffany, che ha riconosciuto la sconfitta. Succederà al democratico Tony Evers e diventerà il primo governatore afroamericano nella storia statle.
Volendo tracciare un bilancio, i risultati più importanti sul piano dell’alternanza sono quelli di Georgia e Texas. La conquista democratica del governatorato nel primo interrompe una lunga continuità repubblicana e dimostra che il Partito democratico può competere anche per il controllo dell’esecutivo statale in un territorio conteso. Oltre che totalizzare una svolta doppiamente storica per donne e afroamericani. Il risultato in Texas è uno di quelli che assume una dimensione politica dirompente, perché interrompe oltre trent’anni di controllo repubblicano del governatorato di uno degli Stati più popolosi e influenti degli Stati Uniti.
Diverso il significato della Florida, dove Donalds garantisce la continuità repubblicana dopo gli otto anni di DeSantis. La sua elezione consolida inoltre la presenza di una figura vicina a Trump alla guida dello Stato.
Le riconferme di Hochul, Healey, Shapiro, Moore e Pritzker, invece, segnalano la tenuta di diversi dem uscenti. Particolarmente significativa è quella di Shapiro, in Pennsylvania, uno degli Stati decisivi nella competizione presidenziale. Per il governatore democratico, spesso indicato tra le personalità da seguire in vista del 2028, la riconferma rappresenta un rafforzamento di peso.
