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Politica estera

“Non posso continuare”. Il ministro dei Trasporti spagnolo si dimette dopo l’incidente ferroviario di Urda

Oscar Puente lascia il governo Sachez dopo le due tragedie in meno di un anno. L’annuncio al termine di una durissima audizione in Parlamento: “Una questione di dignità politica”

Spain's Transport and Sustainable Mobility Minister Oscar Puente appears before a parliamentary committee at his own request at the Congress of Deputies in Madrid, Spain, Tuesday, Nov. 3, 2026. (Diego Radames/Europa Press via AP) = Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Nuovo terremoto politico in Spagna. Il ministro dei Trasporti e della Mobilità sostenibile Oscar Puente ha annunciato le proprie dimissioni dopo il gravissimo incidente ferroviario di Urda che ha causato 69 morti. L’esponente socialista lascia anche il ruolo di capolista del Psoe a Valladolid, mettendo fine a una delle esperienze più controverse del governo di Pedro Sanchez.

L’annuncio è arrivato al termine di una durissima audizione davanti alla Commissione permanente del Congresso, durante la quale quasi tutte le forze parlamentari, con le sole eccezioni del Psoe e di Bildu, hanno chiesto un passo indietro. “Un ministro dei Trasporti non può continuare dopo due incidenti di questa gravità in meno di un anno”, ha riconosciuto Puente, spiegando di aver maturato la decisione subito dopo la tragedia di Urda, che ha seguito quella di Adamuz dello scorso gennaio, quando persero la vita 46 persone per il deragliamento di due treni dell’alta velocità.

Una scelta dettata da ragioni di “dignità politica, coerenza ed empatia con le vittime”, ha aggiunto Puente. Un cambio di rotta rispetto alle dichiarazioni dei giorni precedenti, quando aveva escluso di lasciare l’incarico. Il ministro ha precisato che la responsabilità politica impone una decisione del genere anche in assenza di responsabilità dirette negli incidenti.

Come ricostruito da El Mundo, la seduta parlamentare è stata caratterizzata da attacchi durissimi. La portavoce del Partito popolare Ester Munoz ha accusato Puente di aver privilegiato la propaganda rispetto alla gestione delle infrastrutture. “Lei non ha alcuna credibilità”, ha affermato, sostenendo che le dimissioni arrivino ormai troppo tardi. Ancora più pesante l’intervento di Pepa Millán, esponente di Vox, secondo la quale l’uscita del ministro sarebbe ormai insufficiente. I parlamentari del partito hanno poi abbandonato l’aula in segno di protesta.

Le critiche sono arrivate anche da sinistra. Sumar e Podemos hanno puntato il dito contro la liberalizzazione del trasporto ferroviario e la gestione della manutenzione, chiedendo un ritorno a un sistema interamente pubblico. Gabriel Rufian, di Esquerra Republicana, ha parlato apertamente di un sistema ferroviario insicuro: “Stiamo giocando alla roulette russa con più di un proiettile”.

A difendere Puente è rimasto il portavoce socialista Patxi Lopez, che ha accusato le opposizioni di strumentalizzare le vittime per colpire il governo. Ma le dimissioni del ministro aprono inevitabilmente un nuovo fronte politico per Sanchez, già alle prese con una profonda crisi di fiducia.

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