Non sono trascorse nemmeno 48 ore dalla notte in cui la solidità del sistema polacco ha vacillato. Uno scontro istituzionale senza precedenti, enucleatosi attorno alla Corte costituzionale e all’indipendenza di questa dalla politica.
Il muro contro muro di queste ore è nato, infatti, dalla volontà del premier di nominare un nuovo gruppo di giudici, anche in risposta alla sentenza della Corte di Giustizia Ue, secondo la quale il tribunale di Varsavia “non è né indipendente né imparziale”.
Un muro contro muro tra il presidente sovranista Karol Nawrocki e l’europeista Donald Tusk. “L’attacco alla Corte è un’altra fase del processo di distruzione dello stato di diritto da parte del PiS. Uno Stato democratico deve essere capace di far rispettare la giustizia”, queste le parole di Tusk della serata di ieri, nel suo messaggio alla nazione.
Lo scontro ora ha ricompattato la galassia conservatrice che, negli ultimi mesi, si è andata frammentando. Accanto al PiS, ora vi sono la nuova formazione dell’ex primo ministro Mateusz Morawiecki (Sviluppo Più) e Konfederacja, la coalizione delle destre più radicali, in forte ascesa. Tutti ora convergono nell’accusa a Tusk di golpe, annunciando una dura battaglia in Parlamento per sfiduciarlo.
Morawiecki sta spingendo più in alto, auspicando un governo tecnico guidato da Marek Jurek, strappato all’oblio politico. Jurek è un ex presidente del Sejm, precedentemente membro del partito Diritto e Giustizia. La bagarre ha visto il ritorno di Lech Walesa, lo storico leader di Solidarnosc. “Primo Ministro Tusk, non abbiamo scelta. La nostra patria ha bisogno di aiuto! Sono al tuo fianco in prima fila”, sono state le sue, chiarissime, parole.
La Commissione europea ha invitato il presidente polacco a convalidare la nomina di otto nuovi giudici, poco dopo le consultazioni da lui tenute con i rappresentanti dei partiti della maggioranza e dell’opposizione. “Spetta alle autorità polacche garantire che il Tribunale costituzionale possa funzionare in conformità con la Costituzione polacca e nel rispetto della giurisprudenza pertinente della Corte di giustizia dell’Ue”, ha dichiarato all’Afp un portavoce della Commissione.
I prossimi giorni saranno cruciali e una decisione potrebbe arrivare già martedì. La giudice Anna Korwin-Piotrowska ha convocato l’Assemblea Generale dei Giudici per quella data. L’argomento dovrebbe essere il finanziamento del Tribunale Costituzionale per il 2027, che il Ministro delle Finanze si rifiuta al momento di approvare. Ma per convocare l’Assemblea Generale, Korwin-Piotrowska ha bisogno del quorum.
Korwin-Piotrowska ha anche registrato un video, ricordando che il Tribunale costituzionale esiste per il popolo e che ci sono casi in sospeso da ben 12 anni, circa un migliaio. Tra questi, un caso di indennità di maternità, in sospeso dal 2017. Anche un caso di invalidità totale è in sospeso dal 2017. I casi politici, invece, vengono trattati rapidamente, nel giro di poche settimane.
