Il blitz di Donald Trump in Venezuela che ha portato all'arresto di Nicolas Maduro sta facendo molto discutere, soprattutto per i suoi futuri propositi. Il tycoon sembra non volersi fermare al Paese sudamericano e ha già promesso che interverrà in Groenlandia: le mire sull'isola danese, secondo Trump, sono giustificate dalla funzionalità dell'isola alla difesa degli Stati Uniti ma la Groenlandia, e la Danimarca, non ci stanno. Oggi è stato diffuso anche un comunicato da parte dei leader europei, firmato da Giorgia Meloni, nel quale viene ribadita la sovranità dell'isola.
Sull'atteggiamento di Trump in queste ore è intervenuto anche Stefano Bandecchi, leader di Dimensione Bandecchi, che in una dichiarazione ha voluto sottolineare che "le minacce sulla Groenlandia rappresentano la prosecuzione dell'atteggiamento aggressivo tenuto da Trump verso il Venezuela. Seppur quella di Maduro fosse una dittatura mascherata da democrazia e sebbene per il popolo venezuelano la sua fine potrebbe rappresentare un ritorno alla vera democrazia, l'intervento Usa è andato oltre il diritto internazionale aprendo a serie riflessioni e creando un pericoloso precedente di cui, specie le potenze ostili come Cina e Russia, cercheranno di approfittare". Il sindaco di Terni ha, quindi, sottolineato che, appena ricevuta la notizia del blitz americano, "ho immediatamente segnalato i pericoli e gli scenari di guerra che si sarebbero potuti aprire a causa di questa azione unilaterale e fuori dal diritto internazionale, mentre la nostra classe politica, completamente appiattita, plaudiva all'azione di Trump e criticava la mia linea di prudenza e condanna".
E oggi "che si iniziano a intravedere i gravi rischi connessi a questa azione e dopo le minacce di Trump sulla Groenlandia, noto con piacere che dalla Presidente del Consiglio a scendere le posizioni stanno cambiando, avvicinandosi totalmente alle mie". Secondo Bandecchi, chi governa, dovrebbe "avere la capacità di osservare gli eventi e prevederne in prospettiva i gravissimi rischi, a mio parere oggi più che ovvi, anzichè plaudire senza alcuna valutazione politica e senza alcun senso critico. Siamo alleati, non dobbiamo essere vassalli". E ancora, il sindaco di Terni ritiene che mentre gli Usa, fin da secondo dopoguerra, sono stati un baluardo di civiltà e democrazia, ora Trump "sta scaldando gli animi al mondo e le temperature elevate scatenano gli incendi. Alleato o padrone? Questa domanda necessita di una risposta chiara e immediata. Dimensione, se pur critica con l’atteggiamento Usa, ritiene sia sempre necessario un cauto e franco dialogo" ma, nel momento in cui gli Stati Uniti mettessero in atto "ulteriori azioni fuori dal perimetro delle norme internazionali, senza un fondamento politico serio e mettendo nel proprio mirino territori sovrani, il dialogo diventerebbe difficile se non impossibile e quell'asse che ha garantito uno stabile equilibrio al mondo negli ultimi 70 anni rischierebbe di frantumarsi".
Secondo Bandecchi, l'azione di Trump si muove tra "prepotenza e forza" che, però, "non sostituiscono diplomazia: al loro posto subentra la guerra". La sua speranza è che "Trump abbia consiglieri saggi e che li ascolti, perché la strada intrapresa non porterà benessere a nessuno.
Se si "normalizza" la linea del rapimento a scopo terapeutico e dell’invasione necessaria come cuscinetto, il mondo sarà in serio pericolo e gli scenari potranno essere solo di guerra e conflitti perpetui in cui l'asse atlantico che finora ha garantito gli equilibri potrebbe sfaldarsi, come auspicano certamente Cina e Russia, portando il mondo nel caos".