Quando Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da primo ministro britannico, il passaggio che più ha colpito osservatori e commentatori non è stato quello dedicato alla politica, ma quello rivolto alla sua famiglia. Con la voce incrinata dall’emozione, il leader laburista ha dichiarato che, lasciando “l’incarico più importante del Paese”, intende dedicarsi al “lavoro più importante”: essere il miglior marito possibile per sua moglie Victoria e il miglior padre per i suoi figli. Starmer ha definito la consorte “una roccia” che gli è stata accanto “nei momenti belli e in quelli brutti”, in uno dei momenti più personali della sua carriera pubblica.
Quelle parole hanno riportato l’attenzione su una figura che, nonostante gli anni trascorsi al fianco del premier, è rimasta quasi sempre lontana dai riflettori. In un’epoca in cui le famiglie dei leader politici spesso diventano parte integrante della comunicazione pubblica, Victoria Starmer ha scelto una strada diversa: presenza costante ma discreta, influenza significativa ma raramente visibile.
Victoria Starmer, la first lady nell’ombra
Victoria Starmer, nata Victoria Alexander, ha una formazione giuridica simile a quella del marito. Ha studiato diritto e sociologia all’Università di Cardiff, dove è stata anche presidente dell’unione studentesca. Dopo aver esercitato, si è progressivamente allontanata dalla professione forense per dedicarsi al settore della salute occupazionale all’interno del Servizio sanitario nazionale britannico (NHS), attività che ha continuato a svolgere anche dopo l’arrivo del marito a Downing Street.
La coppia si è conosciuta nei primi anni Duemila mentre lavorava sullo stesso caso legale. Si è sposata nel 2007 e ha avuto due figli, la cui identità è stata sempre protetta con particolare attenzione dalla famiglia.
La stampa britannica ha spesso sottolineato come Victoria abbia rappresentato un modello diverso rispetto alle tradizionali consorti dei leader politici. Raramente concede interviste, evita la sovraesposizione mediatica e ha continuato a mantenere una propria carriera professionale indipendente. Anche durante le campagne elettorali più importanti, le sue apparizioni pubbliche sono state limitate a pochi eventi selezionati.
Una presenza decisiva dietro le quinte
Dietro la scelta della discrezione si nasconde però un ruolo che molti osservatori britannici descrivono come cruciale. Starmer non ha mai nascosto quanto il giudizio della moglie conti nelle sue decisioni politiche e personali. In più occasioni l’ha definita la persona di cui si fida maggiormente e che gli offre un punto di vista esterno rispetto alla politica professionale.
Il Telegraph ha recentemente riferito che Victoria avrebbe avuto un ruolo importante anche nelle riflessioni del premier durante la crisi che ha preceduto le sue dimissioni. Non è un caso che, nel momento più difficile della sua carriera, il premier abbia scelto di ringraziare pubblicamente prima la moglie e i figli e solo dopo collaboratori e funzionari. È un tratto che emerge da anni nei racconti della stampa britannica: Starmer ha sempre cercato di proteggere la dimensione familiare dalla vita politica, arrivando persino a dichiarare che uno dei suoi maggiori timori nell’entrare a Downing Street riguardava l’impatto che l’incarico avrebbe avuto sui figli adolescenti.
La famiglia al centro dell’identità politica di Starmer
La vita privata dei coniugi Starmer è stata caratterizzata da una ricerca costante della normalità. La famiglia ha mantenuto tradizioni domestiche anche durante gli anni al governo, comprese le cene dello Shabbat celebrate con i parenti della moglie, proveniente da una famiglia ebraica di origine polacca. Starmer, pur dichiarandosi ateo, ha spesso spiegato di considerare importante questo patrimonio culturale e religioso per l’educazione dei figli.
Questa attenzione alla famiglia è diventata parte integrante dell’immagine pubblica del leader laburista. Non quella di un politico incline alle confidenze personali, ma di un uomo che ha sempre cercato di tracciare un confine netto tra il potere e la sfera privata.
Per questo motivo il passaggio finale del suo discorso di addio ha avuto una forza particolare.
Dopo due anni segnati da tensioni politiche, sconfitte elettorali e crescenti contestazioni interne, Starmer ha scelto di chiudere il capitolo della sua esperienza a Downing Street non parlando di strategie, riforme o avversari, ma della donna che per quasi vent’anni gli è rimasta accanto.