L’Iran è precipitato in una delle crisi più sanguinose della sua storia recente. Le proteste antigovernative, esplose da settimane in tutto il Paese, sono state represse con una violenza che testimoni, medici e organizzazioni internazionali definiscono senza precedenti. Secondo alcune stime, le vittime sarebbero migliaia, in gran parte giovani. L’Onu parla apertamente di uccisione di manifestanti pacifici, mentre dagli Stati Uniti arrivano avvertimenti ai cittadini e indiscrezioni su possibili opzioni militari. Il rischio di un’escalation regionale cresce di ora in ora.
Dopo le parole di Donald Trump: "Gli aiuti arriveranno, il regime pagherà a caro prezzo", è stato reso noto che il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato, in incontri a porte chiuse tenutisi nei giorni scorsi, che in questa fase gli Usa stanno valutando risposte non militari a sostegno dei manifestanti in Iran.Il presidente Usa: "Il mio obiettivo finale è vincere"
L'obiettivo finale di Donald Trump in Iran è "vincere". "Mi piace vincere", ha detto il presidente americano rispondendo ad una domanda di Cbs news. Quando gli è stato chiesto cosa intendesse per "vincere" il tycoon ha elencato una serie di operazioni militari condotte durante il suo primo e secondo mandato. "Quello che sta succedendo in Iran non va bene. Un conto è protestare, un altro è uccidere migliaia di persone. Vedremo come andrà a finire per loro. Non andrà a finire bene", ha aggiunto.
Trump: "Azioni molto forti se Iran impiccherà i manifestanti"
Gli Stati Uniti intraprenderanno "azioni molto forti" se l'Iran impiccherà i manifestanti. Lo ha ribadito Donald Trump in un'intervista a Cbs. "Non ho sentito parlare di impiccagioni. Se li impiccheranno, vedrete delle conseguenze... Intraprenderemo azioni molto forti se faranno una cosa del genere", ha detto il presidente americano.
Gli Usa valutano risposte non militari a sostegno manifestanti in Iran
Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato, in incontri a porte chiuse tenutisi nei giorni scorsi, che in questa fase Donald Trump sta valutando risposte non militari a sostegno dei manifestanti in Iran. Lo ha riferito ad Axios una fonte informata.
Trump ribadisce, aiuti sono in arrivo regime pagherà caro prezzo
"Gli aiuti sono in arrivo". Parlando a Detroit, il presidente Trump ha ribadito la sua promessa di sostegno ai manifestanti iraniani. I responsabili della repressione violenta, ha detto, "pagheranno un prezzo molto alto". Il presidente ha poi ricordato di avere "cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando non si fermeranno le uccisionis ensa senso dei manifestanti". Inoltre, Trump ha ricordato di avere varato, "con effetto da oggi", dazi del 25% contro tutti i partner commerciali di Teheran.
Trump: "Non so quanti sono stati uccisi in Iran ma anche uno è troppo"
"Nessuno è stato in grado di fornirmi un numero preciso", su quanti manifestanti sono stati uccisi in Iran. "Ho sentito dire che si tratta di una quantità considerevole. Ma anche uno solo sarebbe già tanto. Probabilmente lo sapremo nei prossimi giorni". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Detroit.
Axios: Witkoff ha incontrato in segreto Reza Pahlavi
L'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff nel corso del weekend ha incontrato in segreto il principe ereditario iraniano Reza Pahlavi per discutere delle proteste in corso nel Paese. Lo riferisce Axios, citando un alto funzionario dell'Amministrazione Usa.
Casa Bianca: Trump non ha partecipato a riunione Consiglio sicurezza nazionale
Donald Trump stamattina non ha partecipato alla riunione del Consiglio per la Sicurezza nazionale sull'Iran. Lo ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One che ha portato il presidente degli Stati Uniti a Detroit.
Usa: "Fratelli Musulmani in Libano, Giordania, edEgitto terroristi"
Gli Stati Uniti hanno designato i Fratelli Musulmani libanesi, il gruppo noto come al-Jamaa al-Islamiyah, come organizzazione terroristica straniera. Lo annuncia il dipartimento di Stato in una nota, aggiungendo di aver anche designato il segretario generale del gruppo, Muhammad Fawzi Taqqosh, come terrorista globale. Contemporaneamente, il dipartimento del Tesoro americano ha designato le branche egiziana e giordana dei Fratelli Musulmani come organizzazioni terroristiche "per il loro sostegno materiale ad Hamas".
L'ambasciatore iraniano a Roma: "I numeri esagerati dai nostri nemici"
"La manipolazione e l’esagerazione dei numeri relativi a morti e feriti è sempre stata una delle tattiche dei nemici dell’Iran per aumentare la pressione e distorcere la realtà.Recentemente agli ambasciatori di vari Paesi sono stati mostrati filmati dei disordini che dimostrano come individui terroristi prendano di mira con colpi d’arma da fuoco la popolazione civile e le forze dell ordine". Lo ha affermato in un'intervista a LaPresse l'ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri. "Mi colpisce come le organizzazioni per i diritti umani siano rimaste in silenzio di fronte alla realtà del martirio di oltre mille donne e uomini innocenti durante i 12 giorni di aggressione del regime israeliano, mentre oggi improvvisamente si dichiarano preoccupate per statistiche fasulle", ha aggiunto.
Tajani convoca l'ambasciatore iraniano alla Farnesina
"Le donne e gli uomini dell'Iran si stanno battendo nelle strade, nelle piazze, pagando un altissimo prezzo di sangue, di sofferenze, di carcerazione e probabilmente di torture. Tutto questo è assolutamente inaccettabile": lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con la violenza i suoi stessi cittadini. Ecco perché oggi ho fatto convocare al Ministero degli Esteri l'ambasciatore dell'Iran in Italia che sarà alla Farnesina alle 17.30".
Berlino convoca l'ambasciatore di Teheran: da regime azioni brutali
"Le brutali azioni del regime iraniano contro il suo stesso popolo sono scioccanti. Esortiamo fermamente l'Iran a porre fine alla violenza contro i suoi cittadini e a rispettarne i diritti. L'ambasciatore iraniano è stato convocato oggi al ministero degli Esteri". Lo ha comunicato con un messaggio su X il ministero degli Esteri tedesco.
Mosca: nuovo attacco a Teheran avrebbe conseguenze disastrose
"Chi intende usare i disordini" in corso in Iran "come pretesto" per un nuovo attacco alla Repubblica islamica come quello del giugno scorso, "deve essere consapevole delle conseguenze disastrose di tali azioni per la situazione in Medio Oriente e per la sicurezza internazionale globale". Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in una dichiarazione postata sul sito del dicastero. La portavoce ha accusato "forze straniere ostili all'Iran" di cercare di "sfruttare le crescenti tensioni sociali per destabilizzare e distruggere lo Stato iraniano".
Mosca: puntano a distruggerlo con rivoluzione colorata
"Le forze straniere ostili all'Iran stanno tentando di sfruttare le crescenti tensioni sociali per destabilizzare e distruggere lo Stato iraniano". Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Lo riporta la Tass. "Vengono utilizzati i famigerati metodi delle 'rivoluzioni colorate', in cui le proteste pacifiche, attraverso gli sforzi di provocatori appositamente addestrati e armati che agiscono su istruzioni dall'estero, si trasformano in atrocità brutali e insensate, pogrom e omicidi di agenti delle forze dell'ordine e di cittadini comuni, compresi i bambini", ha aggiunto.
Mosca: inaccettabili le minacce degli Usa all'Iran
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato che "le minacce di Washington di lanciare nuovi attacchi militari contro l'Iran sono categoricamente inaccettabili". ️La Russia, aggiunge Zakharova, citata dalla Tass, respinge categoricamente i tentativi sfacciati di "ricattare i partner stranieri dell'Iran aumentando i dazi commerciali".
Media: Netanyahu convoca i suoi principali consiglieri e ministri
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato i suoi principali consiglieri e ministri per una consultazione sulla sicurezza per oggi alle 17.00 ora locale, le 16.00 in Italia. Lo riferisce il Times of Israel citando fonti dagli uffici di due dei partecipanti. Martedì è prevista una riunione dell'intero gabinetto di sicurezza. Le riunioni arrivano mentre crescono i disordini interni in Iran e dopo che un alto funzionario iraniano ha minacciato di attaccare Israele se gli Stati Uniti dovessero colpire la Repubblica islamica.
Von der Leyen: "Presto nuove sanzioni Ue contro autori repressione"
"L'incremento del numero di vittime in Iran è spaventoso. Condanno senza riserve l'uso eccessivo della forza e la continua restrizione della libertà. L'Unione Europea ha già inserito integralmente il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nel proprio regime di sanzioni per i diritti umani. In stretta cooperazione con l'Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas, saranno proposte rapidamente ulteriori sanzioni nei confronti di coloro che sono responsabili della repressione. Siamo al fianco del popolo iraniano che marcia coraggiosamente per la propria libertà". Lo annuncia la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su X.
Rutte: "Regime contro il suo popolo, alleati in contatto su crisi"
"Spero che siamo tutti d'accordo, che ciò che sta accadendo per le strade dell'Iran, ciò che la leadership sta facendo contro la propria popolazione, contro persone che protestano pacificamente per esprimere chiaramente le proprie opinioni. Non dimentichiamolo, la democrazia non sono solo i parlamenti. Sì, i parlamenti sono molto importanti, ma sono parte della democrazia anche la libertà dei media, le giuste proteste e la possibilità di far conoscere le proprie opinioni". Lo ha affermato il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenendo al Global Europe Forum organizzato da Renew Europe al Parlamento europeo a Bruxelles."Questo regime oppressivo a Teheran sta ora applicando una forza massiccia e una violenza massiccia contro la sua stessa popolazione. Ci sono molte notizie di molte persone morte. Lo trovo ripugnante. Posso assicurarvi che gli alleati della Nato sono giorno dopo giorno, navigando in questa crisi, in costante contatto su questo, ma penso che possiamo essere tutti d'accordo nell'augurare il meglio all'Iran e in particolare non alla leadership, ma al popolo iraniano", aggiunge.
Trump ai manifestanti iraniani: "Continuate, l'aiuto è in arrivo"
"Patrioti iraniani continuate a manifestare. Prendete il controllo delle istituzioni. Salvate i nomi di chi uccide e abusa, pagheranno un prezzo alto. Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani. L'aiuto è in arrivo". Lo afferma Donald Trump su Truth.
Palazzo Chigi: "Chiediamo all'Iran il rispetto dei diritti del popolo"
Il Governo italiano segue con forte preoccupazione la situazione di questi giorni in Iran e le notizie che stanno giungendo circa i numerosi morti tra i manifestanti. L’Italia chiede alle Autorità iraniane di assicurare il rispetto dei diritti del popolo, incluso quello di espressione e di pacifica assemblea, e l’incolumità di chi manifesta nelle piazze.
Insieme ai partner europei e del G7, il Governo italiano continua a lavorare per una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni di libertà e parità di diritti del popolo iraniano.
Tajani: "Repressione è assolutamente inaccettabile"
"Il valore della libertà è il presupposto della nostra azione di governo. Quella libertà per la quale, non posso non ricordarlo, in questi giorni le donne e gli uomini dell’Iran si stanno battendo nelle strade e nelle piazze, pagando un altissimo prezzo di sangue, di sofferenze, di carcerazioni, probabilmente di torture. Tutto questo è assolutamente inaccettabile". Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un'informativa al Senato. "Noi abbiamo sempre mantenuto in Iran una presenza discreta, attenta a tutelare gli interessi nazionali e a non far venire meno le ragioni del dialogo, sempre importante anche con regimi lontanissimi da noi. Ma dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con la violenza i suoi stessi cittadini", ha aggiunto.
Le testimonianze dei medici al Nyt: "Sparavano per uccidere"
Un medico sentito dal New York Times ha raccontato che all'inizio i manifestanti venivano curati per l'esposizione ai gas lacrimogeni e pochi dopo a colpi d'arma da fuoco. Poi da giovedì scorso la situazione è precipitata con ferite che ricordavano i colpi di migragliarice: "Le nostre strutture", ha raccontato uno di loro, "erano al collasso, dai i casi che abbiamo curato erano brutali, colpi sparati per uccidere".
Il 17enne Amir trucidato in Iran, diventa simbolo della protesta
È uno dei simboli della protesta in Iran: un giovane di 17 anni, Amir Ali Haydari, tra le giovani vittime della repressione in Iran. Il cugino, Diako, che vive a Cardiff, ha raccontato alla britannica Sky News che il ragazzo ha partecipato alle proteste giovedì scorso con i suoi compagni di classe a Kermanshah, nell'ovest del Paese, dove è stato trucidato dalle forze di polizia. E dove sarebbero state uccise "centinaia di persone". "È stato colpito al cuore, e mentre esalava l'ultimo respiro lo hanno colpito alla testa con il calcio di una pistola, così tante volte che il suo cervello si è sparso a terra", ha detto Diako riferendo le notizie arrivate dai familiari in Iran. "Poi, all'obitorio dove si trovano tutti i corpi, hanno rilasciato un certificato di morte che attesta una caduta da una grande altezza". Sky News sottolinea che in un filmato girato a Kermanshah giovedì scorso, si vedono poliziotti in borghese intimidire i manifestanti e sparare contro di loro per le strade. I familiari di Amir affermano che molti amici dell'adolescente sono rimasti coinvolti nelle violenze: "Due sono in coma e hanno ucciso molti dei suoi amici. Proprio come lui. Li hanno fucilati. Molti amici di Amir Ali sono morti", riferisce il cugino, aggiungendo che "quando (la famiglia) ha ritirato il corpo, lo zio di Amir mi ha detto che c'erano circa 500 cadaveri in ospedale. Ha dovuto identificare il corpo tra tutti gli altri".
Onu: "Questo ciclo di violenza orribile non può continuare"
“Questo ciclo di violenza orribile non può continuare”. Lo ha dichiarato in un comunicato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk. “L'uccisione di manifestanti pacifici deve cessare, ed è inaccettabile etichettare i manifestanti come ‘terroristi’ per giustificare la violenza contro di loro”, ha aggiunto. Alludendo all'ondata di proteste in Iran nel 2022, Türk ha affermato che i manifestanti hanno cercato di ottenere “cambiamenti fondamentali” nella governance del Paese, “e ancora una volta la reazione delle autorità è quella di usare la forza brutale per reprimere le legittime richieste di cambiamento”. È stato inoltre “estremamente preoccupante” sentire alcune dichiarazioni pubbliche di funzionari giudiziari che menzionavano la possibilità di ricorrere alla pena di morte contro i manifestanti attraverso procedimenti giudiziari accelerati, ha detto ancora Türk, “gli iraniani hanno il diritto di manifestare pacificamente. Le loro lamentele devono essere ascoltate e affrontate, e non strumentalizzate da nessuno”.
Media: "Uccise almeno 12.000 persone durante le proteste"
Il comitato editoriale della testata Iran International ha stimato che nella violenta repressione delle proteste in Iran, avvenuta in gran parte in due notti consecutive, giovedì e venerdì 8 e 9 gennaio, sono state uccise almeno 12.000 persone. Se le cifre dovessero essere confermate si tratterebbe del più grande massacro nella storia contemporanea dell'Iran. Negli ultimi due giorni, il comitato editoriale di Iran International ha esaminato informazioni ricevute da una fonte vicina al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, da due fonti nell'ufficio presidenziale, resoconti provenienti da diverse fonti all'interno del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche nelle città di Mashhad, Kermanshah e Isfahan, testimonianze di testimoni oculari e familiari delle vittime, resoconti sul campo, dati collegati ai centri medici e e informazioni fornite da medici e infermieri in varie città.
In base alle informazioni raccolte da Iran International, le vittime sono state uccise principalmente dalle forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e dai Basij. Molti degli uccisi erano giovani di età inferiore ai 30 anni. Le informazioni ricevute dal Consiglio supremo per la sicurezza nazionale e dall'ufficio presidenziale indicano che le uccisioni sono state eseguite su ordine diretto di Ali Khamenei, con l'esplicita conoscenza e approvazione dei capi di tutti e tre i rami del governo e con un ordine di usare armi da fuoco vere emesso dal Consiglio supremo per la sicurezza nazionale.
Idf in allerta per possibili scenari a sorpresa
Le Forze di difesa israeliane hanno dichiarato di restare in allerta per possibili "scenari a sorpresa", poiché i disordini antigovernativi in Iran hanno spinto gli Stati Uniti a minacciare un intervento in caso di uccisione dei manifestanti. Teheran ha minacciato di reagire contro Israele e le basi militari statunitensi se dovesse subire un attacco americano.
Dipartimento Usa ai propri cittadini: "Lasciate immediatamente il Paese"
Il Dipartimento di Stato americano e l'Ambasciata virtuale di Teheran hanno emesso un avviso urgente rivolto ai cittadini statunitensi in Iran, invitandoli a "partire immediatamente", a causa dell'intensificarsi delle proteste in tutto il Paese, delle violenze e del blocco di internet. L'avviso è stato diramato lunedì, mentre l'Iran entra nella terza settimana di manifestazioni antigovernative, con centinaia di morti e migliaia di arresti.
Generale Petraeus: "Regime potrebbe reggere all'attacco"
Le manifestazioni in corso in Iran sono "senza precedenti", "sembrano le più serie degli ultimi decenni". Lo dice in una intervista a Repubblica David Petraeus, ex direttore della Cia."Non significa che esista una prospettiva chiara per la caduta del regime, specialmente perché non sembra esserci un’organizzazione dietro", e "riflettono il fallimento senza precedenti dello Stato iraniano". "Negli ultimi tempi è avvenuta anche una straordinaria degradazione delle capacità difensive dell’Iran, la perdita di alleati come Assad in Siria e di proxy che operavano in tutta la regione a suo nome. Teheran ha toccato uno dei livelli più bassi nella sua storia, ha alcune tra le più grandi riserve di petrolio e gas, ma non riesce neppure a fornire l’elettricità ai suoi cittadini. La gente è stanca e alza la voce", afferma. Petraeus ritiene "difficile" che un attacco mirato possa favorire la caduta del regime "perché parliamo di forze enormi. Milioni di uomini, fra Guardia rivoluzionaria, Basij, esercito, marina, aviazione. Puoi degradare le loro capacità, ma far cadere il regime è complicato, anche perché tutti questi apparati hanno un interesse diretto a tenerlo in piedi e hanno penetrato a fondo istituzioni e società. Non come l’Egitto quando cadde Mubarak".
Presentate a Trump diverse opzioni per l'attacco all'Iran
Un pacchetto di programmi, strumenti militari e operazioni segrete da utilizzare contro la Repubblica Islamica dell'Iran è stato presentato al presidente Usa Donald Trump., come rivela l'emittente Cbs News, che cita due funzionari del Dipartimento della Difesa statunitense. Si andrebbe "ben oltre i bombardamenti aerei convenzionali". L'indiscrezione è confermata anche dal New York Times che specifica come, tra le opzioni di attacco, ci sarebbe anche il programma nucleare iraniano, già colpito alcuni mesi fa da Israele e Usa. Previsto anche un massiccio attacco informatico che potrebbe bloccare tutto il Paese.